Esteri

Gerusalemme: Benedetto XVI mentre dopone la sua preghiera al Muro del Pianto (Ansa)
Gerusalemme: Benedetto XVI mentre dopone la sua preghiera al Muro del Pianto (Ansa) 

Il Papa al Muro del Pianto. La Santa Sede: non fu nazista

È centrata sul rapporto con il mondo islamico ed ebraico la seconda giornata del Papa a Gerusalemme. La scaletta di marcia prevedeva per Benedetto XVI la visita alla Spianata delle Moschee e alla Cupola della Roccia, il più antico monumento islamico in Terrasanta. Poi la preghiera al Muro del Pianto, la visita al Cenacolo, luogo in cui secondo la tradizione Gesù celebrò l'ultima cena, quindi la visita alla concattedrale latina di Gerusalemme e il pranzo con gli ordinari di Terrasanta. Nel pomeriggio il principale impegno è la messa pubblica nella valle di Giosafat. Intanto il portavoce del Vaticano, interrogato sulla tiepida accoglienza riservata al Papa dalla stampa israeliana ma anche dalla gente (Wojtyla-Ratzinger 3 fedeli a 1), precisa che Benedetto XVI non ha mai fatto parte della Gioventù hitleriana. "Il papa - ha detto padre Federico Lombardi durante una conferenza stampa - non è mai stato nella Hitler-Jugend, che era un corpo di volontari fanatici, mai ne ha fatto parte, mai".
Visita alla Cupola della Roccia - Il papa ha iniziato il suo percorso con la visita alla Cupola della Roccia, luogo di Gerusalemme particolarmente sacro all'Islam perché al centro vi sorge la roccia sacra sulla quale, secondo la tradizione, ha pregato Maometto prima di intraprendere il suo viaggio verso il cielo. E' la prima volta che questo luogo viene visitato da un papa. Benedetto XVI è stato accolto dal gran muftì di Gerusalemme, Mohammed Hussein, e ha definito il luogo sacro come una "sfida" per i credenti a "superare conflitti e incomprensioni", per un "dialogo sincero" che contribuisca a costruire un mondo giusto e pacifico. Nella Cupola della Roccia il Papa è entrato togliendosi le scarpe, come in genere richiesto nei luoghi sacri islamici, e ha invitato tutti a operare "instancabilmente per salvaguardare i cuori umani dall'odio, dalla rabbia o dalla vendetta". "La promessa di Dio ad Abramo - ha detto - ha portata universale" e implica la "unità della famiglia umana".
Islamici fermati alla Spianata delle Moschee - Mentre papa Benedetto XVI visitava la Spianata delle Moschee di Gerusalemme, la polizia israeliana ha fermato, nelle sue vicinanze, una decina di attivisti islamici. Secondo la polizia, erano impegnati nella distribuzione di volantini in cui esprimevano contrarietà alla visita del Papa ed incitavano a dimostrare contro di lui durante la sua prossima visita a Nazareth, in Galilea.
Rabbino capo: “Si poteva evitare molto sangue” - Il primo incontro del Pontefice con gli esponenti del credo ebraico ha invece stimolato una profonda riflessione nel rabbino capo ashkenazita israeliano. Yona Metzger, nel ricevere papa Benedetto XVI nella sede del Rabbinato, ha detto che se lo "storico" incontro si fosse svolto molti anni prima si sarebbe "risparmiato molto sangue e evitato odii gratuiti".
Al Muro del Pianto - Giunto al Muro del Pianto, luogo altamente simbolico per l'ebraismo, il Papa ha deposto una preghiera tra le pietre del muro, come sono soliti fare gli ebrei e come fece anche Giovanni Paolo II nel 2000. "Visitando Gerusalemme, città della pace, casa spirituale di ebrei, cristiani e musulmani" il papa mette davanti a Dio "le gioie, le speranze, le aspirazioni, le prove, le sofferenze e la pena di tutti nostri popoli nel mondo". Benedetto XVI lo ha scritto nella preghiera deposta tra le pietre. "Dio di Abramo, di Isacco e Giacobbe, - prosegue la preghiera - ascolta il grido degli afflitti, dei timorosi e dei deprivati; manda la tua pace sulla Terrasanta, su tutto il Medio oriente e sull'intera famiglia umana: smuovi i cuori di tutti coloro che invocano il tuo nome perché camminino umilmente sulla via della giustizia e della compassione". Prima di deporre la preghiera, il Papa ha pubblicamente letto il salmo 122 in latino, dopo che un rabbino aveva letto un salmo in ebraico.
“Non defletto dal dialogo con gli ebrei” - La Chiesa non deflette dalla linea di "riconciliazione tra cristiani ed ebrei" e si impegna perché questa sia durevole. Questa l’affermazione del Papa davanti ai due gran rabbini di Israele, rimarcando anche che la "fiducia" è "elemento essenziale per un dialogo effettivo". " Oggi - ha detto papa Ratzinger - ho l'opportunità di ripetere che la Chiesa cattolica è irrevocabilmente impegnata sulla strada decisa dal Concilio Vaticano II per una autentica riconciliazione fra cristiani ed ebrei". Oltre a incoraggiare il dialogo teologico con l'ebraismo, papa Ratziger ha anche incitato a una collaborazione sui valori, data la "condivisa preoccupazione di fronte al relativismo morale e alle offese che esso genera contro la dignità della persona umana".
Toni delusi sulla stampa israeliana – Si dice delusa la stampa israeliana dai toni dei discorsi di Benedetto XVI. Al Papa era stata chiesta una decisa presa di posizione nei confronti del negazionismo ma il suo riferimento all’Olocausto nella sua prima giornata a Gerusalemme, è stato considerato troppo blando. "Delusione in Israele per il discorso del Pontefice a Yad Vashem", titola Haaretz, "L'occasione perduta del Pontefice" è il titolo del Yediot Ahronot. Dopo aver anticipato che nella intera visita di Benedetto XVI ("il Papa tedesco") in Israele il momento saliente sarebbe stato il suo ingresso nel Museo della Shoah di Gerusalemme, la stampa israeliana concorda oggi nel riferire con toni di delusione il suo discorso in quella circostanza. In diversi commenti viene rilevato che nove anni fa Papa Woytila seppe, al contrario, emozionare e commuovere profondamente gli israeliani.
La stampa araba sottolinea: “Il Papa vuole due stati” - L'esortazione del Papa alla creazione di uno Stato indipendente palestinese trova ampio spazio oggi sulla stampa araba. "Il papa solidarizza con le vittime del nazismo e chiede uno Stato palestinese", ha scritto nel suo titolo il diffuso quotidiano internazionale Asarq al Awast , di proprietà saudita, che pubblica anche una foto del papa ritratto nel primo giorno della sua visita in Giordania col la kefiah al collo. "Il papa condanna l'antisemitismo e fa un appello per la riconciliazione tra israeliani e palestinesi, ribadendo il suo sostegno per uno stato palestinese accanto ad Israele", ha scritto il kuwaitiano al Watan. "Il papa esorta Israele ad una soluzione giusta e ad una Nazione per i palestinesi", ha scritto al Ittihad degli Emirati Arabi Uniti. "Benedetto XVI si schiera per una pace basata sulla soluzione di due Stati", è il titolo di L'Orient le Jour di Beirut. Il quotidiano al Jazira del Qatar ha toni critici per il viaggio del pontefice a Gerusalemme in occasione del 61° anniversario della creazione di Israele, un evento che i palestinesi chiamano Nakba (catastrofe). "Benvenuto al papa, ma egli deve sapere che la terra di pace e amore è divenuta terra di morte e distruzione per mezzo dell' esercito sionista contro i palestinesi", ha scritto al Jazira.
 
 
 
  
 

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