Il tribunale regionale di Vienna ha condannato a cinque anni di reclusione l'austriaco Gerd Honsik (67 anni), un noto negazionista dell'Olocausto, per apologia del nazismo. Al termine di un processo cominciato il 20 aprile e celebrato in tre udienze, Honsik è stato condannato per affermazioni negazioniste pubblicate tra il 1987 e il 2003, durante il suo soggiorno in Spagna, dove si era rifugiato nel 1992 durante un processo contro di lui celebrato in Austria.
Si era rifugiato in Spagna - Pur condannato allora a 18 mesi per aver negato fra il 1986 e il 1989 l'esistenza dell'Olocausto nella sua rivista 'Halt' e nel suo libro "Assoluzione per Hitler", Honsik visse indisturbato in Spagna per 15 anni, dato che nel paese iberico il negazionismo e la propaganda filonazista non sono reati puniti dal codice penale. Solo ad ottobre del 2007 fu estradato in Austria in base a due mandati di cattura internazionali, dove la Corte d'appello confermò poco dopo la sentenza del 1992.
Ha preso a urla i giudici - Durante l'udienza, Honsik, che si era presentato in aula con diversi libri e sacchetti di plastica pieni di opuscoli in mano, si era messo a urlare all'indirizzo del giudice Andreas Boehm, accusandolo di impedire che si possa difendere. Honsik aveva chiesto di poter illustrare in aula perché a suo avviso le Waffen-Ss, le unità scelte da combattimento dell'esercito nazista, non fossero un'organizzazione criminale, ma il giudice non aveva accolto la sua domanda. L'avvocato difensore di Honsik, Herbert Schaller (87 anni), lui stesso vicino ad ambienti filo-nazisti, ha annunciato di voler presentare ricorso contro la sentenza. Nella sua arringa durata più di un ora, Schaller ha indirettamente negato l'esistenza delle camere a gas durante il Terzo Reich. La procura, da parte sua, ha dichiarato di voler esaminare la possibilità di avviare procedure legali anche contro il difensore di Honsik per il reato di apologia del nazismo.