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Yoichiro Nambu in una vecchia foto
Yoichiro Nambu in una vecchia foto 

Il Nobel per la fisica a tre giapponesi

Una terna tutta giapponese si è aggiudicata il Nobel per la Fisica. Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa si sono aggiudicati il premio insieme a Yoichiro Nambu (naturalizzato cittadino statunitense).

Chi sono i tre premi Nobel - Nambu, 87 anni, è famoso per aver proposto la "carica di colore" nella cromodinamica quantistica, per aver condotto i primi studi sulla rottura spontanea della simmetria nelle particelle fisiche e per aver scoperto che il modello di risonanza duale può essere spiegato come una teoria di meccanica quantistica delle stringhe (è considerato uno dei fondatori della teoria delle stringhe).
Nambu ha vinto numerosi premi e riconoscimenti - Tra questi anche il Premio J. Robert Oppenheimer, la medaglia nazionale di scienze degli Stati Uniti, il "Japan's Order of Culture", la medaglia Planck, il Premio Wolf, la medaglia Franklin, la medaglia Dirac e il Premio Sakurai. Diventato un professore di fisica all'Università di Osaka nel 1950 oggi è un professore emerito all'Università di Chicago. L'azione Nambu-Goto nella teoria delle stringhe è così nominata dopo la sua scoperta da parte di Nambu e Tetsuo Goto. Inoltre anche i bosoni senza massa che si presentano nel campo delle teorie con la rottura spontanea della simmetria sono talvolta nominati bosone Nambu-Goldstone.
Kobayashi, 54 anni, e Maskava, 58, noti per la ricerca sulla CP-violation - Il saggio scritto nel 1973 è il terzo più citato nei testi sull'alta energia fisica.  Kobayashi lavora nell'organizzazione giapponese Kek (High energy accelerator research organization) di Tsukuba, Maskawa lavora nell'istituto di Fisica teorica dell'università di Kyoto.
La divisione del premio - Kobayashi e Maskawa si dividono metà del premio (che ammonta a un milione di euro), mentre l'altra metà va a Nambu. Nambu, nato a Tokyo nel 1921, insegna all'Istituto Fermi dell'Università di Chicago. Kobayashi è nato a Nagoya nel 1944 ed è docente del'Organizzazione di ricerche specialistiche sull'energia del'ateneo di Tsubuka. Maskawa, nato nel 1940, e' professore emerito dell'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Kyoto. Mercoledì sarà assegnato il Nobel per la Chimica.
L'italiano dimenticato - C'é amarezza, in Italia, per la notizia dell'attribuzione del Nobel per la Fisica a ricerche nelle quali gli studiosi premiati oggi hanno giocato un ruolo importante, ma il cui vero padre è stato l'italiano Nicola Cabibbo. Si chiama ufficialmente "Matrice Cabibbo-Kobayachi-Maskawa" (o matrice Ckm, delle iniziali dei tre ricercatori) il contributo che è stato premiato. Nessuna menzione, tuttavia, dell'italiano, nonostante la comunità scientifica internazionale gli attribuisca senza dubbio la paternità delle idee successivamente sviluppate dai due fisici premiati oggi.  La prima versione della matrice è stata elaborata nel 1963 da Cabibbo e poi completata da Kobayashi e Maskawa con l'introduzione di tre nuove famiglie di quark. La matrice descrive il modo in cui i 'mattoni' della materia, i quark, si mescolano per andare a formare le particelle.
 
 
 
 
  
 

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