Alcoa, un momento della battaglia per il lavoro : ©  lapresse / ap Alcoa, un momento della battaglia per il lavoro : © lapresse / ap 
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Alcoa, il sindaco di Villamassargia Franco Porcu: "Pronto a tutto contro l’arroganza e la sfrontatezza dell'azienda"

di Paolo Salvatore Orrù
Le rabbiose raffiche vento che in queste ore stanno sferzando la Sardegna non fiaccano la volontà di resistere degli operai dell’Alcoa di Portovesme. E, in particolare, non indeboliscono la determinazione dei due sindacalisti - i segretari territoriali della Fiom Cgil e Fim Cisl, Franco Bardi e Rino Barca - che ieri si sono arrampicati sul serbatoio pensile dell'acqua alto 70 metri per dare forza alle ragioni degli operari che rappresentano, ma anche di un’intera area industriale. Per dare forza alla lotta contro la prossima chiusura dei cancelli annunciata dell’azienda americana, terza nel mondo come produttrice di alluminio, i sindaci Gino Perseu di Iglesias, Franco Porcu di Villamassargia e Silvano Farris di Buggerru hanno deciso di presidiare a turno lo stabilimento.
Porcu, ex segretario regionale della Cgil negli anni “90, e oggi primo cittadino di Villamassargia, un piccolo centro (3500 abitanti) non lontano da Iglesias, tutte queste cose le conosce, per essere stato per oltre quarant’anni uno delle figure più autorevoli di quelle storiche lotte. “Non si tratta solo di difendere 1500 posti di lavoro (che già di per sé valgono una conflitto sindacale) ma per proteggere le ragioni di una delle zone più disperate della nostra Isola”, osserva il primo cittadino. L’analisi di Porcu è dettata dall’esperienza: l’Alcoa per molti anni ha rappresentato uno degli ultimi, se non l’ultimo vero baluardo di un settore, quello chimico, che ha realizzato le speranze di chi, negli anni “80, aveva investito in quel tipo di cultura.
Una scelta che in quel tempo non fu vissuta come un ricatto, ma come una possibilità di riscatto. Una scelta monoculturale che i politici, anche locali, avevano avvallato e che con il tempo si è però rivelata scorretta: ora, se la fabbrica chiude, così che sono state chiuse tante altre industrie del Sulcis Iglesiente, il territorio (c'erano spiagge stupende) rimarrà sfregiato per sempre. “Se l’azienda non viene acquistata, ci sarà un impoverimento generale di un tessuto economico e sociale che non potrà, come taluni affermano, essere stemperato con lo sviluppo del turismo e del settore agro – industriale”, commenta ancora il primo cittadino.
I due sindacalisti che stanno sulla torre piezometrica sono l’ultimo assalto di una guerra che sta giungendo alla mischia finale: “Ho sentito Bardi e Barca: non stanno bene, tossiscono, ma sono risoluti; non si arrenderanno facilmente; faranno un passo indietro solo di fronte evidenza”. Questo mordi e fuggi con il malloppo - il solito getto della spugna di aziende statali e private in nome del liberismo economico e della ragion di Stato - spiazza. Il sindaco ce l'ha soprattutto contro  “la sfrontatezza" dei manager Alcoa: "Al ministro all’Industria promisero di rallentare lo spegnimento delle celle per consentire al governo di trattare con chi sta dimostrando interesse al sito, ma non stanno tenendo fede alla parola data”.
13 settembre 2012
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