La protesta degli operai dell'Alcoa La protesta degli operai dell'Alcoa 
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Alcoa, due sindacalisti asserragliati sul silo: "Ci hanno preso in giro". Il governo: "L'azienda rispetti gli impegni"

Riparte la protesta all'Alcoa. Dopo 24 ore di calma, le contestazioni sono riprese a Portovesme con due sindacalisti asserragliati a 70 metri di altezza sullo stesso silos teatro una settimana fa della protesta degli operai dello stabilimento. A far esplodere la rabbia è stato, a detta di Franco Bardi della Fiom Cgil e Rino Barca della Fim Cisl, disposti a tutto per salvaguardare i posti di lavoro, il dietrofront di Alcoa rispetto agli accordi presi solo lunedì a Roma, nel corso della riunione fiume al ministero dello Sviluppo economico. "Si sono rimangiati tutto - denunciano - Oggi l'azienda ci ha comunicato la fermata totale dello stabilimento rimettendo in discussione gli accordi sottoscritti: il processo di spegnimento continua e rimarranno attive solo 21 celle su 290, questa è la morte della fabbrica".
Il richiamo del governo - Un comportamento che ha scatenato l'ira del governo, pronto a richiamare "con fermezza Alcoa al rispetto puntuale degli impegni assunti formalmente durante la riunione di lunedì". In una nota ufficiale, l'esecutivo "esige che lo spegnimento dello smelter avvenga secondo le modalità e con la gradualità stabilite".
Alcoa: "Impegni rispettati" - E l'azienda in serata con una nota ribadisce il rispetto degli impegni presi."Alcoa conferma che oggi ha presentato un piano di spegnimento degli impianti più graduale come definito con il Ministero dello sviluppo economico, la Regione e i sindacati lunedì 10 settembre". "Il piano rivisto include la fine delle attività delle celle - precisa Alcoa nella nota- entro il 1 novembre. Cinquanta celle saranno messe in condizione di ripartire entro il 10 novembre e lo stabilimento sarà interamente fermato entro il 30 novembre". L'azienda di Portovesme fa poi "appello a tutte le parti coinvolte per mantenere gli impegni così come Alcoa ha fatto e continuerà a fare".
La chiusura - Per l'impianto di Portovesme è intanto però iniziato il vero conto alla rovescia. La diplomazia della Regione Sardegna continua imperterrita ad andare avanti giorno dopo giorno, ma sul futuro dell'industria dell'alluminio non c'é ancora alcuna certezza. Glencore, che ha incontrato i rappresentanti regionali a Cagliari, non arretra dalle sue richieste. "Per noi - ha chiarito Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme Srl, controllata dalla Glencore - non è un problema se spegnere o non spegnere l'impianto, ma capire bene alcuni temi: costi energetici, infrastrutture e il problema del personale. Dopo di che - ha aggiunto - andremo a valutare con tutto lo staff della Glencore cosa fare".
Camusso: "Alcoa non rispetta i patti" -  "Il Governo deve impegnarsi per trovare una soluzione immediata per l'Alcoa". "Mi pare che ci sia un'azienda che non rispetta i patti. Una scelta di questo tipi di accelerare la chiusura degli impianti fa sorgere il sospetto che in realtà l'azienda non voglia rispettare quanto concordato. C'è la possibilità di cercare un'altro compratore.
Che il governo debba intervenire molto rapidamente sia per impedire lo spegnimento che per assumersi la responsabilità di dare continuità produttiva all'Alcoa".  La Cgil - ha aggiunto Camusso - sta con i lavoratori dell'Alcoa che sono saliti sui silos per protesta dopo la decisione di una chiusura anticipata dell'azienda. "Gli dico - ha spiegato ai giornalisti- che stiamo tutti con loro. Non si può che ringraziarli per la generosità del loro gesto. Tengono accesi i riflettori su una vertenza che è molto importante e per la quale bisogna trovare una soluzione positiva".
Le possibili pretendenti - Il primo passo sarà giovedì con un sopralluogo a Portovesme per verificare le problematiche sulle infrastrutture portuali e stradali. Tra Glencore e Klesch (che continua le trattative private con Alcoa), si inserisce intanto un terzo papabile pretendente, la torinese Kite Gen Research, che punterebbe ad utilizzare per l'impianto l'energia eolica 'troposferica', prodotta cioé da grandi aquiloni ad alta quota e non da pale. Una proposta che il ministero dello Sviluppo definisce però "molto preliminare" con una tecnologia "ancora in fase di sviluppo" e per la quale si richiede peraltro "il cofinanziamento".
Arriva una terza proposta - Intanto arriva una terza proposta per rilevare il sito dell'Alcoa. A scriverlo il Sole24Ore, secondo cui a farsi avanti è stata, dopo le svizzere Glencore e Klesch, la KiteGen Research di Chieri (Torino), titolare di brevetti per lo sfruttamento dell'energia eolica d'alta quota. Secondo il quotidiano economico, la società avrebbe inviato martedì via fax una lettera al ministero dello Sviluppo economico, alla regione Sardegna e all'Alcoa, manifestando interesse per l'impianto dove si propone di alimentare la più energivora delle produzioni, quella dell'alluminio primario, con energia eolica. E, nella manifestazioni di interesse, l'azienda non prevede esuberi del personale.
I parlamentari sardi chiedono certezze sui costi dell'energia -  "Il Governo deve avviare trattative serrate con Glencore, Klesch o altre società che dovessero essere interessate all'acquisto dello stabilimento Alcoa di Portovesme, procedendo immediatamente ad approvare innanzitutto la proroga della cosiddetta 'legge Alcoa', che consente l'abbattimento del costo dell'energia estendendo la superinterrompibilità per il periodo 2013-2015". Lo chiedono, in una nota congiunta, i parlamentari sardi di entrambi gli schieramenti che sollecitano l'esecutivo nazionale a dare "le garanzie necessarie per gli anni seguenti per l'utilizzo all'interconnector abbinato all'interrompibilità semplice, questa ultima misura oltretutto non richiede alcuna autorizzazione da parte dell'Unione europea". Per creare le migliori condizioni di acquisto i deputati e i senatori della Sardegna premono per l'approvazione di un'altra legge per eliminare gli oneri di dispacciamento a favore delle industrie che si trovano nelle vicinanze delle centrali di generazione, "non essendoci in questo caso significativi oneri per la trasmissione dell'energia". 
La Regione Sardegna: "Alcoa dovrà bonificare" - "Alcoa dovrà adempiere e confrontarsi con la Regione Sardegna riguardo le bonifiche, un argomento che non abbiamo intenzione di lasciare perdere". Lo ha detto l'assessore dell'Industria, Alessandra Zedda, intervenendo in Consiglio regionale durante il dibattito sulle crisi industriali nell'Isola. "Nell'ultimo mese di agosto sembrerebbe inoltre che ci sia stato un pareggio di bilancio per lo stabilimento di Portovesme – ha osservato l'esponente della Giunta, precisando di non avere avuto la conferma di questo dato - Quindi produrre alluminio in Sardegna non è un'utopia".
Damiano (Pd): "Il governo deve di nuovo intervenire" - "Sulla vertenza Alcoa il governo deve di nuovo intervenire e deve farlo subito". Lo chiede Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio, il quale aggiunge: "Il difficile confronto dei giorni scorsi ha portato ad un piccolo passo avanti che abbiamo giudicato insufficiente ma che andava nella giusta direzione di rallentare lo spegnimento delle celle. Se l'azienda si è rimangiata le promesse, come affermano i dirigenti sindacali del territorio che hanno deciso di compiere un forte gesto dimostrativo salendo a 70 metri dal'altezza, allora siamo di fronte ad una situazione inaccettabile. Alcoa va costretta a tenere l'impianto in funzione per il tempo necessario alla conclusione di una trattativa che abbia l'obiettivo di trovare una nuova proprietà. C'é una manifestazione di interesse da parte di aziende multinazionali che non possono essere scoraggiate o rese impossibili. Ai lavoratori di Alcoa e alla loro lotta - conclude Damiano - va la solidarietà del Partito democratico".
 
12 settembre 2012
Redazione Tiscali
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