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Alcoa, la protesta continua: tensione davanti alla prefettura di Cagliari. Gli operai: "Tavolo a palazzo Chigi"

Portare il caso Alcoa al tavolo di Palazzo Chigi. Questa la richiesta di sindacati e operai al sottosegretario all'Interno, Carlo De Stefano, durante un breve incontro in Prefettura a Cagliari, dopo la conclusione della riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza. "Un incontro veloce - ha sottolineato Franco Bardi, della Cgil, parlando al megafono agli altri manifestanti - perché il sottosegretario doveva prendere l'aereo. Gli abbiamo detto che stavamo tornando da Roma con un risultato negativo per scarso impegno da parte del governo. E gli abbiamo chiesto di riportare un messaggio a Roma: il caso Alcoa deve approdare al tavolo della Presidenza del Consiglio. Perché siamo di fronte a un problema non solo industriale, ma di carattere sociale". La battaglia non è finita: "Abbiamo chiarito al sottosegretario - ha concluso Bardi - che sino a quando non ci sarà data una risposta noi continueremo a lottare".
Tensione davanti alla Prefettura a Cagliari - Gli operai Alcoa mentre i partecipanti al Vertice regionale sulla sicurezza, assieme al sottosegretario De Stefano, si avvicinavano al portone, hanno aumentato la pressione contro le forze di polizia. Sono state lanciate bottigliette d'acqua e bandiere contro il portone. Subito dopo è scoppiata una bomba carta. Poco prima gli operai hanno effettuato un minuto di silenzio perché "Si sta spegnendo la Sardegna". I 350 operai dell'Alcoa, reduci dalla protesta al porto di Olbia, sono arrivati a Cagliari dopo un viaggio in pullman di circa 4 ore. Hanno quindi raggiunto di corsa la Prefettura per un presidio rumoroso in vista della riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza che sarà presieduto dal sottosegretario dell'Interno Carlo De Stefano. Il gruppo dovrebbe poi sdoppiarsi per consentire ad una delegazione di spostarsi davanti al Consiglio regionale per un altro sit-in in occasione della seduta dedicata anche all'Alcoa. 
Occupazione del traghetto Tirrenia - In precedenza i lavoratori sardi avevano sequestrato pacificamente il traghetto che li riportava a casa. "Si tratta di dare un segnale al Governo - ha detto il sindacalista Rino Barca della Fim-Cisl - perché da oggi sino alla chiusura della vertenza ci sarà una manifestazione al giorno". Nel frattempo il presidente della Regione Sardegna ha annunciato che "nelle prossime ore incontrerà le aziende interessate". Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, esprime ottimismo: "Vicini a tentativo di fare il miracolo". L'occupazione pacifica è stata messa in atto all'alba quando la nave della Tirrenia ha attraccato al molo numero 4 dell'Isola Bianca. Non si sono registrati contrasti con il personale di bordo o con le forze dell'ordine ma solo il forte malumore dei lavoratori che, dopo la giornata di alta tensione trascorsa ieri nella capitale, continuano oggi in Sardegna a manifestare la propria disapprovazione contro la possibile chiusura dell' impianto. Dopo che i passeggeri sono scesi dalla nave, gli operai hanno issato la bandiera dei 4 Mori in segno di occupazione. La Tirrenia ci è stata vicina e noi vogliamo ringraziarli", ha spiegato Luciano Fenu, della Rsu Alcoa. Nel piazzale del porto di Olbia, l'Isola Bianca, sono state fatti esplodere anche alcune bombe carta e petardi, ma non si sono registrati particolari situazioni di tensione.
Operai delusi per i risultati raggiunti a Roma - "Ieri - spiega il segretario nazionale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli - al termine dell'incontro dopo l'illustrazione dell'esito dei verbali sottoscritti dal ministero dello Sviluppo economico, dalla Regione Sardegna e dalla Provincia Carbonia Iglesias tra i lavoratori si è diffusa una grandissima delusione per il risultati raggiunti". Un approdo "non giudicato sufficiente dai sindacati, che non lo hanno sottoscritto", aggiunge il dirigente sindacale. A suo avviso, "é urgente fare assolutamente un passo in avanti nella direzione di una soluzione". 
Bonanni: "Bene rinvio, ma sciogliere nodo energia" - "Il problema è questo: è da molto tempo che per quella produzione fortemente energivora ci si aspetta una realtà che la produca a bassi costi e in modo efficiente. Si è voluto invece rimandare di volta in volta mettendo la polvere sotto il tappeto. Per adesso dico bene il rinvio, bene l'esplorazione di nuovi interessati, benissimo che Conti dell'Enel dica che bisogna essere disponibili ancora a fornire energia a basso costo, però c'é un terzo incomodo: l'Europa che da molto tempo non vuole più riconoscere l'esigenza di fornire al di fuori di parametri europei l'energia a basso costo, perché non si vuole produrne in modo efficiente e in modo poco costoso". Così il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni sulla vertenza Alcoa. 
Capellacci: "Nelle prossime ore vedrò aziende interessate" - "Nelle prossime ore incontrerò le aziende interessate all'acquisto dello stabilimento Alcoa di Portovesme". Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ribadendo l'impegno costante della Regione per dare continuo impulso alla vertenza, ha annunciato la convocazione per le prossime ore di un confronto con i soggetti potenzialmente interessati ad acquisire lo stabilimento di Portovesme. "La battaglia per la difesa del lavoro, per la continuità e il rilancio di una realtà produttiva importante per il Paese - ha aggiunto - continua. In presenza di due manifestazioni di interesse ci saremmo aspettati di più durante l'incontro di ieri al Mise, soprattutto da parte dell'Alcoa. Abbiamo guadagnato meno tempo di quanto fosse lecito aspettarsi alla luce delle novità rappresentate dalla presenza di due soggetti interessati. Preso atto che, come abbiamo sostenuto fin dall'inizio, non è impossibile trovare aziende con le quali potrebbe essere avviata una trattativa, occorre accelerare e fare tutto il possibile e anche l'impossibile per favorire il passaggio dello stabilimento di Portovesme nelle mani di un soggetto che garantisca la continuità della realtà produttiva".
Ciaccia: "Fiducioso, vicini a tentativo di fare il miracolo" - "Sono fiducioso nell'impegno che ci stiamo mettendo. Siamo vicini al tentativo di fare miracoli". Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, a margine di una conferenza stampa all'ANSA, rispondendo ad una domanda sulla vertenza Alcoa. Ciaccia ha voluto rimarcare come da parte del Governo ci sia "forte attenzione al lavoro: con i lavoratori e le famiglie non si scherza". In merito all'annuncio degli operai del Sulcis di fare una protesta al giorno, il viceministro ha sottolineato come "é giusto che gli operai facciano ciò che ritengono giusto fare. L'attenzione del Governo è alta a prescindere da una protesta al giorno". "Sono fiducioso - ha concluso Ciaccia - che si possa trovare una svolta". 
11 settembre 2012
Redazione Tiscali
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