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Crolla il Pil, l'Istat: "Nel secondo trimestre -2,5%, dato peggiore dal 2009"

L'economia italiana scivola ancora giù: nel secondo trimestre di quest'anno il calo del prodotto interno lordo è stato dello 0,7% rispetto al periodo gennaio-marzo 2012 ed è ormai un intero anno, ovvero quattro trimestri di fila, che l'economia del Paese arretra. Confermata dunque la recessione. Su base annua il calo del Pil è stato invece del 2,5%, il peggiore dato dalla fine del 2009. Non si salva nessun settore nel periodo aprile-giugno 2012, tutti vanno male: agricoltura, servizi, industria.
E sull'industria arriva anche il dato choc della produzione che in un anno ha lasciato sul terreno l'8,2% e che, sempre su base tendenziale, cala ormai da dieci mesi consecutivi. Il settore dell'auto vede un vero e proprio crollo (-22,5% in un anno ma in linea con il trend registrato ormai da diversi mesi) ma sono tanti i settori che sono colpiti da perdite a due cifre, dal tessile (-14,6%) alla plastica (-13,1%). Da maggio a giugno, in un solo mese dunque, il calo della produzione nell'industria è stato dell'1,4%. A fotografare lo stato dell'economia italiana è l'Istat che calcola in sei mesi una perdita dell'1,6% del prodotto interno lordo. Se tutto rimanesse fermo così, e purtroppo le previsioni invece non fanno ben sperare, il 2012 chiuderebbe con un Pil a -1,9%.
La crisi internazionale ha il suo peso ma sull'Italia sembra di più che altrove. E' sempre l'istituto di statistica italiano a ricordare oggi che nello stesso periodo, cioé sempre nel secondo trimestre del 2012, il Pil è aumentato negli Stati Uniti in termini congiunturali dello 0,4% e su base annua del 2,2%. Per il Regno Unito il calo nel secondo trimestre, rispetto a quello precedente, è uguale a quello registrato in Italia, -0,7%, ma su base annua l'arretramento del Pil si riduce ad un terzo, -0,8% rispetto al -2,5% italiano.
Le organizzazioni economiche chiedono al governo interventi: se la Confcommercio considera "prioritaria la riforma fiscale", la Confederazione italiana degli agricoltori fa notare che l'Imu che grava anche su terreni e fabbricati rurali "ha bloccato il processo di ripresa" dell'agricoltura che aveva invece tenuto nel primo trimestre dell'anno. L'associazione dei consumatori Codacons si appella invece al governo Monti affinché ci sia un decreto 'Salva-famiglie' da finanziarsi con una maggiore imposizione fiscale sui redditi più alti. "Bisogna pensare solo ed unicamente alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo", sottolineano Adusbef e Federconsumatori. Per il governo il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo sottolinea che "il 2012 e il 2013 saranno anni difficili in cui i Paesi dovranno avviare riforme strutturali per essere pronti alla ripresa". (ANSA).
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07 agosto 2012
Redazione Tiscali
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