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Confindustria: lo spread non giustificato dai fondamentali causa perdita di occupazione e oneri finanziari

Il maggior spread BTp-Bund di 300 punti rispetto a quello giustificato dai fondamentali, calcola il centro studi di Confindustria, causa "perdite pari allo 0,9% del Pil e a 144mila posti di lavoro e maggiori oneri per interessi pari a 12,4 mld per il bilancio pubblico, 12,1 mld sui conti delle famiglie e 23,7 su quelli delle imprese".
Spread oltre livelli fondamentali - "Incertezza sul futuro dell'euro" e "sfiducia nella capacità dei governi dell'Eurozona di gestire la crisi" spingono gli spread "molto oltre i livelli giustificati dai fondamentali economici", sottolinea il centro studi di Confindustria che "stima per l'Italia oltre 300 punti base di differenziale aggiuntivo tra i rendimenti del BTp e del Bund decennali", un "eccesso di spread rispetto ai 164 punti attualmente riconducibili ai divari tra Italia e Germania nel debito pubblico e nella crescita economica".
L’unico rimedio è lo scudo anti-spread - "Lo scudo anti-spread è l'unico rimedio efficace", sottolinea gli studiosi di Confindustria, dopo aver calcolato un eccesso di 300 punti nello spread Btp-Bund rispetto ai livelli che sarebbero giustificati dai fondamentali economici. "Ma - avvertono gli economisti di viale dell'Astronomia - va profondamente ridisegnato rispetto alla versione attuale, assegnandogli molte più risorse (idealmente dovrebbero essere illimitate) e attribuendone la gestione discrezionale e unilaterale alla Bce, che vigila sul rispetto dei programmi di stabilità concordati con la Commissione europea". Così, indica Confindustria, "possono essere premiati i comportamenti virtuosi e sanzionati, attraverso la caduta della protezione dello scudo eventualmente decisa dalla Bce, quelli opportunistici e devianti". La Bce, poi, "deve rendere conto delle sue decisioni al Parlamento europeo e in questo modo evita di assumersi improprie responsabilità politiche, facendo cadere l'accusa di vuoto di democrazia". Lo scudo "ridisegnato" costituirebbe "il primo concreto e deciso passo verso il perfezionamento dell'Unione politica europea già contenuta in essenza nella moneta unica".
Servono le riforme - "Oggi" sullo spread Btp-Bund, rileva il centro studi di Confindustria, "grava l'incertezza sulla prosecuzione delle politiche di riforma e risanamento intraprese dal Governo Monti dopo la fine della legislatura, nella primavera del 2013, giacché non c'é partito politico da cui non si levino, pur essendo ancora lontane le elezioni, prese di distanza o addirittura dichiarazioni di intenti di profonde modifiche delle misure che il Parlamento ha da poco approvato, proprio in funzione del posizionamento elettoralistico. Per non parlare - aggiungono gli economisti di viale dell'Astronomia - dell'indeterminatezza, stando alla legge elettorale attuale, ai sondaggi e agli schieramenti immaginabili, di quale maggioranza potrà emergere da quelle elezioni".

 
19 luglio 2012
Redazione Tiscali
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