Monti a colloquio con Draghi (Ansa) Monti a colloquio con Draghi (Ansa) 
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Vertice Eurogruppo salgono le tensioni sulla Spagna. L'Ue: bene la spending review di Monti

All'ue piace le spending review varata da Monti. Il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, ha espresso infatti il suo apprezzamento al presidente del Consiglio, Mario Monti, per le misure di "spending review" annunciate dal governo italiano. Lo riferisce il portavoce Simone O' Connor riguardo all'incontro fra Rehn e Monti a Bruxelles. ""Monti ha anche spiegato le ultime misure prese dall'Italia, incluso la spending review e il Dl approvato la scorsa settimana. Le misure sono state molto apprezzate da Rehn. Per il commissario le misure sono in linea con le raccomandazioni della Commissione, approvate dal Consiglio Ue"", ha detto sulle decisioni riguardo al taglio della spesa pubblica. Durante l'incontro si sono inoltre affrontati "gli aspetti operativi delle decisioni prese al vertice di fine giugno, dal Consiglio europeo". 
Salgono le tensioni - Il nodo Spagna sembra tutt'altro che risolto in vista dell'obiettivo di una "bozza di accordo politico" da chiudere entro stasera. La questione chiave del salvataggio delle banche spagnole, tuttora sul tavolo dei ministri delle finanze dell'eurozona, è evitare che Madrid debba mettere garanzie sovrane per la ricapitalizzazione dei suoi istituti di credito, in modo da spezzare il circolo vizioso con il suo debito pubblico.  Secondo un diplomatico la Spagna potrà avere un anno in più per raggiungere l'obiettivo di un deficit sotto il 3% del Pil: è quanto riferiscono fonti Ue prima dell'Eurogruppo. Madrid potrà porre fine all'attuale situazione di deficit eccessivo "entro il 2014". La tabella di marcia prevede ch raggiunga il 6,3% quest'anno, il 4,5% nel 2013 e il 2,8% nel 2014. "Da due anni la Spagna è in recessione: lo slittamento degli obiettivi è in linea con la procedura del Patto, sulle circostanze eccezionali", 
La riunione "regolare" dell'Eurogruppo prevista per questo pomeriggio a Bruxelles doveva essere risolutiva per le molte questioni lasciate aperte dagli accordi su scudo anti-spread e ricapitalizzazione diretta delle banche, sottoscritti alle prime ore del mattino del 29 giugno dai leader dell'Eurorozona; e invece è dato ormai quasi per scontato che i ministri delle Finanze dei Diciassette potranno solo iniziare a discutere i dettagli e le modalità di applicazione dei nuovi meccanimsi anti-crisi, e che sarà necessaria una nuova riunione straordinaria prima della pausa estiva: probabilmente il 20 Luglio.  
Questione di tempo, più che mai - Alla riunione, che inizierà come sempre alle 17, parteciperà per l'Italia il presidente del Consiglio Mario Monti, nella sua qualità di ministro dell'Economia. L'Eurogruppo sarà preceduta da un'audizione del presidente della Bce, Mario Draghi, in commissione Affari economici del Parlamento europeo, sempre a Bruxelles. Draghi dovrebbe poi raggiungere i ministri dell'Eurozona. L'incertezza maggiore che pesa sull'Eurogruppo è il divario temporale fra la necessità immediata (nonostante l'atteggiamento temporeggiatore del governo di Madrid) di ricapitalizzare le banche spagnole e i tempi tecnici necessari per l'entrata in vigore dell'accordo di Bruxelles, che consentirebbe il salvataggio degli istituti di credito con valore 'sistemico' attraverso prestiti diretti dell'Esm, il Fondo salva-Stati permanente. E non solo perché l'Esm non è ancora entrato in vigore a causa del ritardo delle ratifiche nazionali.
Bce "vigile" dell'Eurozona -  Manca ancora, soprattutto, la proposta della Commissione europea per l'accentramento nelle mani della Bce della vigilanza bancaria di tutta l'Eurozona. E, secondo la condizione imposta dalla Germania nell'accordo, la ricapitalizzazione diretta delle banche potrà scattare (con una decisione unanime dei ministri dell'Eurogruppo) solo dopo l'entrata un vigore del nuovo sistema europeo di vigilanza creditizia, probabilmente a metà 2013. Nel frattempo, è chiaro che la Spagna potrà prendere in prestito dall'Efsf, il Fondo salva-Stati temporaneo, i soldi per ricapitalizzare le proprie banche, ma aumentando il proprio debito pubblico e negoziando il temuto 'memorandum d'intesa con la Troika Ue/Bce/Fmi che, per quanto 'alleggerito' e limitato a misure da attuare nel solo settore finanziario, è percepito comunque come un'umiliazione dai fieri spagnoli, viene strumentalizzato in questo senso dall'opposizione socialista, e rischia di tradursi paradossalmente in un aumento della sfiducia dei mercati verso Madrid.
L'intesa Italia-Francia su misure anticrisi -  "Dobbiamo parlare subito, già nell'Eurogruppo, di unione bancaria e scudo anti-spread per aiutare chi, come l'Italia, ha un problema con la volatilità dei tassi", ha detto Moscovici al termine del bilaterale. Per descrivere le prossime tappe dell'Eurozona, il ministro ha utilizzato "l'immagine di Monti, che mi piace molto: 'Abbiamo aperto una porta che era chiusa, ora dobbiamo decidere la strada da prendere' ". La strada è però piena di ostacoli: il primo, le resistenze della Germania e dei suoi alleati tripla A (vedi Finlandia, Olanda e Austria), che vincolano lo scudo anti-spread alla supervisione bancaria, e che è visto da molti osservatori come un rimandare 'sine die' quelle misure che invece l'Italia e la Francia vorrebbero operative da subito, per frenare l'altalena degli spread. Ma come Parigi e Roma cercano di accelerare, Berlino frena: "L'Eurozona non è forte, serve l'unione politica", ha detto la cancelliera Angela Merkel, richiamando indirettamente alla cessione di sovranità da parte degli Stati Ue, tasto dolente per la Francia che non è del tutto pronta a farlo. Gli schieramenti sono sempre gli stessi: il Nord chiede prima la cessione di sovranità, e poi è disposta al sostegno ai Paesi in difficoltà, e il Sud vorrebbe invece il contrario.
Ricapitalizzazione retroattiva - Una possibile via d'uscita, di cui potrebbe discutere l'Eurogruppo, sarebbe quella di annunciare una sorta di 'retroattività' limitata del meccanismo di ricapitalizzazione diretta, quando questo entrerà in vigore, per permettere di assorbire a ritroso i prestiti per la Spagna decisi ed erogati di qui a metà 2013, ma per ora non vi sono conferme su questo punto, e quasi certemente paesi come la Finlandi o l'Olanda vi si opporrebbero.
09 luglio 2012
Redazione Tiscali
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