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Spending review, scure sulla sanità: si va verso i 3 miliardi di euro di tagli. Stretta anche sugli statali

In sanità si va verso un intervento per 3-3,5 miliardi da qui al 2014, che diventano 8-8,5 miliardi se si sommano ai 5 miliardi di tagli già previsti per il prossimo biennio dalla manovra di luglio 2011. Secondo quanto si apprende, le misure per ottenere questi ulteriori risparmi si starebbero ancora limando e potrebbero puntare, oltre che sulla stretta sull'acquisto di beni e servizi, già prevista e che verrebbe in parte anticipata già al 2012, anche sul sistema di sconti sui farmaci acquistati dal Ssn. (ANSA).
Per il 2012 i nuovi risparmi si dovrebbero attestare a poco più di un miliardo di euro. Mentre per i due anni successivi la spesa sanitaria, che già doveva risparmiare in totale oltre due miliardi e mezzo per l'acquisto di beni e servizi e dispositivi medici, e un miliardo l'anno sulla spesa farmaceutica, dovrebbe produrre circa altri due miliardi aggiuntivi di risparmi. Per ottenere i risparmi nei mesi che restano del 2012 è quasi certo l'anticipo della tagliola sugli acquisti di Asl e ospedali (secondo l'ultima bozza circolata con un taglio del 3,7%) che potranno avvalersi della prima tranche di prezzi di riferimento appena pubblicati dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e che, in forza del primo decreto spending review in via di conversione, potranno anche rinegoziare i contratti a prezzi 'troppi alti' e interromperli senza pagare penali in caso di mancata risposta da parte dei fornitori.

Una fetta importante di risparmi verrebbe poi dallo sconto obbligatorio
che applicano allo Stato industrie e farmacie per i medicinali a carico del Servizio sanitario. Quello dell'industria, sempre secondo l'ultima bozza circolata delle misure, passerebbe dall'1,83% al 6,4%, mentre quello dei farmacisti andrebbe dall'attuale 1,82% al 3,65%. Misura che al momento sarebbe prevista per il solo 2012, ma non si esclude che lo sconto rafforzato possa protrarsi anche nel biennio successivo, magari con percentuali meno 'punitive' per la filiera.
E se restasse confermato dal 2013 il ripiano a carico dell'industria farmaceutica del 35% degli sforamenti di spesa, si sposterebbero però i tetti per la farmaceutica territoriale (abbassata all'11,3%) e quella ospedaliera, alzata invece al 3,2%, anche per non 'tagliare le gambe' ai farmaci innovativi, più costosi e distribuiti solo negli ospedali. Altri risparmi, infine, arriverebbero da un taglio del 2% rispetto alla spesa del 2011 per l'acquisto "di prestazioni da soggetti privati accreditati per l'assistenza specialistica ambulatoriale e per l'assistenza ospedaliera", oltre che dall'eliminazione di alcuni enti, come l'Istituto mediterraneo di ematologia o l'Alleanza degli ospedali italiani nel mondo.
Arriva la stretta sugli statali - Il primo decreto legge sulla spending review che il governo dovrebbe varare entro venerdì taglierà del 10% la pianta organica dei dipendenti pubblici e del 20% quella dei dirigenti. Ma Palazzo Chigi in serata smentisce tutte le indiscrezioni circolate in queste ore che vedono allargarsi 'a dismisura' e su tutti i settori le voci di ulteriori pesanti tagli: "ogni contenuto diffuso è da considerarsi privo di fondamento. Il Governo precisa inoltre - si legge in una nota di palazzo Chigi - che il provvedimento è ancora in corso di stesura, in virtù degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i Ministeri interessati". Provvedimento nel quale, come confermato anche dal premier, Mario Monti, non ci sarà nessun blocco delle tariffe.
Le altre misure - Inoltre nell'ultima bozza del decreto circolata e confermata da fonti di governo non si prevede l'accorpamento delle province che invece sarà contenuto nella parte che riguarda la ristrutturazione dello Stato, prevista nella terza fase dell'intervento. Tornando al pubblico impiego le misure annunciate vorranno dire che nell'immediato il personale potrebbe rimanere anche invariato e che però si stabilisce un tetto per il prossimo futuro che le amministrazioni dovranno rispettare. Un intervento che si accompagnerà ad un altro ventaglio di misure, dalla messa in mobilità per due anni ai prepensionamenti (con possibili deroghe alla riforma Fornero, denunciano i sindacati). Le misure illustrate agli enti locali e alle parti sociali saranno però precedute da un'accurata verifica, ha promesso il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.
Il governo è pronto a varare due decreti legge - Uno entro questa settimana e uno entro agosto: la prima tranche farà perno oltre che sul pacchetto pubblico impiego, sulla razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi targata Enrico Bondi. Il commissario ha passato sotto la lente 60 miliardi di spesa e 54 "tipologie merceologiche" e in alcuni casi ha valutato la possibilità di risparmiare fino al 61% attraverso l'individuazione dei cosiddetti costi standard. Si tratta di un'operazione che interessa tutte le amministrazioni ma che per alcuni settori assume dimensioni più significative. Infine, altro capitolo sul quale dovrebbe intervenire subito l'Esecutivo è quello della giustizia: dovrebbe infatti confluire nel prossimo decreto legge il taglio dei tribunali più piccoli. Rinviato al secondo tempo invece la riorganizzazione della 'periferia' dello Stato, a partire dal taglio delle province (che si trascina una riduzione di molti uffici, dalle prefetture agli uffici scolastici senza escludere molto probabilmente anche le questure). Ciò che è certo, mette in chiaro il viceministro all'Economia Vittorio Grilli, "non è più sostenibile e lo Stato non può più riuscire a gestire i costi molteplici delle strutture territoriali statali".
 
03 luglio 2012
Redazione Tiscali
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