Christine Lagarde presidente dell'Fmi (Ansa) Christine Lagarde presidente dell'Fmi (Ansa) 
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Vertice Ue: il nodo Troika, cosa dice lo statuto sul fondo Esm

Uno dei nodi su cui il vertice europeo di Bruxelles non ha ancora fatto chiarezza è quello sul ruolo della Troika (composta da Commissione Ue, Bce e Fmi) nel caso in cui un Paese chieda l'intervento del Fondo salva-Stati che - dopo l'intesa di ieri notte - è diventato il meccanismo attraverso il quale l'Eurogruppo ha deciso di calmierare lo spread. Il premier Italiano Mario Monti ha sostenuto che in base all'intesa il Paese “virtuoso” - che dunque ha conti in ordine e il rispetto di determinati parametri - può richiedere l'aiuto del Fondo senza che arrivi la troika e senza siglare un nuovo programma di impegni.
La contrarietà della Merkel - Ma Angela Merkel ha detto che i governi i cui bond saranno acquistati tramite lo “scudo” dovranno rispettare le condizioni, che saranno verificate dalla troika Ue-Bce-Fmi. Non è detto che le due cose siano in contraddizione. Quel che è chiaro, come ha precisato l'euro-governatore Mario Draghi, è che per il meccanismo anti-spread valgono le regole del Fondo salva-Stati (l'attuale Efsf e il futuro Esm).
Le condizioni dell’Esm - Ed ecco quali sono le condizioni previste nello statuto dello European Stability Mechanism. In primo luogo, la domanda di assistenza deve essere presentata al Presidente del Fondo che affida alla Commissione europea, "in collegamento con la Bce", una serie di compiti: verificare l'esistenza di un rischio per la stabilità finanziaria della zona euro; valutare la sostenibilità del debito pubblico ("quando appropriato e possibile" tale valutazione deve essere condotta insieme al fondo monetario internazionale); valutare il bisogno di finanziamento dello Stato richiedente. Su questa base, il board dell'Esm "può decidere di concedere, in principio, il sostegno per la stabilità sotto forma di un meccanismo di assistenza finanziaria": in questo caso spetterà alla Commissione Ue, in tandem con la Banca centrale europea e ove possibile il Fondo monetario internazionale, "il compito di negoziare con lo Stato membro un protocollo d'intesa in cui si dettagliano le condizionalità legate al meccanismo di assistenza finanziaria".
Il passo controverso - E proprio questo appare il punto controverso: perché nella visione italiana sembra possibile che per un Paese virtuoso sia sufficiente presentare il programma di riforme e misure già intrapreso e dunque, come ha detto Monti, senza nuovi impegni vincolanti. Lo statuto prevede poi che il “memorandum of under standing” debba tener conto della gravità dei problemi dello Stato coinvolto e dello strumento di assistenza finanziaria scelto. Spetterà poi al direttore generale dell'Esm il compito di preparare "una proposta di accordo per l'assistenza finanziaria, che contiene i termini di finanziamento, le condizioni previste e la scelta dello strumento". A quel punto la Commissione Ue firmerà il memorandum per conto dell'Esm. Infine, alla Commissione europea - sempre in collegamento con la Bce e, ove possibile, insieme al Fmi - è affidato il compito di monitorare il rispetto delle condizioni legate al meccanismo di stabilità finanziaria.
29 giugno 2012
Redazione Tiscali
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