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Vertice Ue, Monti: "Fatti passi avanti. Mercati stabilizzati. Non ci saranno manovre aggiuntive"

"In questi due giorni l'Unione europea ha fatto importanti passi avanti". Così il presidente del Consiglio Mario Monti ha aperto la conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio europeo. Quella sulla crescita è "un'operazione imponente, al di là della cifra impegnata, perché riguarda tutta una serie di misure strutturali e azioni coordinate". Azioni che, garantisce Monti, sono un "meccanismo di stabilità e non salva Stati". "Speriamo che le decisioni prese  a Bruxelles possano costituire un ulteriore impulso" all'azione di governo, "sono sicuro che questo accadrà".
"Il nostro obiettivo - ha aggiunto il presidente del Consiglio - è fare il maggior numero di cose utili per l'economia e la società italiane in questo breve periodo. A me sfugge un po' il senso di 'forza' o 'debolezza' di un governo. Piuttosto mi viene da ragionare sulle riforme fatte, sui provvedimenti, sull'azione sui conti pubblici".
I rapporti con i leader Ue - "Con la signora Merkel, che rivedremo a Roma il 4 luglio, c'è un ottimo rapporto come c'era prima". Lo ha detto il premier Mario Monti, al termine del vertice Ue durante il quale, ha ammesso, c'è stata una "buona dinamica, con scambi molto franchi" e la cancelliera "è stata protagonista di questo dibattito, anche sportivo". "Buona l'intesa con la Spagna". E' stata una "buona operazione" che ha consentito - come hanno riconosciuto anche altri colleghi non Eurozona - di chiudere il Vertice con un "pacchetto che rende più plausibile il tutto", ma anche il patto per la crescita, ha spiegato Monti commentando la presa di posizione di stanotte di Italia e Spagna al vertice Ue. "Abbiamo sempre pensato di agire con orizzonte 2013" - "Non abbiamo mai preventivato di agire su un orizzone più breve di quello che si conclude con le elezioni della primavera prossima", conclude Monti.
"In futuro non escludo uso salva-stati - In questo momento l'Italia non pensa di attivare" il meccanismo anti-spread "ma non escludo niente per il futuro. Il meccanismo è pensato per i Paesi che vogliono finanziamenti non per mantenere un disavanzo eccessivo, ma perchè avendo un disavanzo tra i migliori d'Europa, come l'Italia, abbiano bisogno di mandare ai mercati un messaggio. Può darsi benissimo che l'Italia in futuro" abbia bisogno di inviare questo messaggio. Ma Monti non vuole dire se c'è una soglia massima di spread oltre il quale il governo chiederebbe l'attivazione del meccanismo: "Non c'è, e se ci fosse non la direi". In ogni caso, già oggi "mi pare che i mercati abbiano avuto una buona reazione", anche se "non so se basterà questo insieme di provvedimenti. C'è una storia passata di decisioni europee che poi non sono bastate, può darsi succeda anche stavolta, ma guardando dentro il pacchetto complessivo stavolta ci vedo più contenuto. Ma sarebbe molto azzardato fare previsioni".
"Abbiamo fatto tante cose" - "Quando mi fermo a pensare o quando consegno al presidente della Commissione una lettera con le cose fatte in questo periodo, non posso che rallegrarmi - ha sottolineato Monti - con i ministri e il Parlamento. Ma tante cose restano da fare e speriamo che le decisioni prese possano costituire un ulteriore impulso" all'azione di governo, "sono sicuro che questo accadrà". E di quanto l'esito di questo vertice peserà anche sulla durata del suo esecutivo, Monti è chiaro: "Non abbiamo mai preventivato, anche se potrebbe accadere, di agire su un orizzonte più breve di quello che si conclude con le elezioni della primavera prossima". "Noi - aggiunge il presidente - siamo venuti qui a cercare di contribuire alla costruzione dell'Europa e alla messa in opera di cose che interessano l'Italia, non siamo venuti qui per rafforzare il governo".
“I conti sono in ordine. Non ci saranno altre manovre” - La situazione economica italiana è "pesante", e il governo non ha potuto fare molto per stimolare la crescita nei suoi pochi mesi di attività, perché ha dovuto fare riforme strutturali che nessuno aveva fatto prima, ma i conti pubblici sono stati messi in ordine e ora arriva "la concretezza" della 'spending review'. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha risposto così a un cronista che gli chiedeva come, la rivendicazione del governo di essere 'adempiente' rispetto alle procedure europee di governance economica, si conciliasse con il peggioramento della crisi economica. "Non tocca a me dire se l'Italia è in regola con le procedure europee, lo dicono la Commissione e le altre istituzioni Ue". Ma, ha ammesso Monti, "la recessione c'è, e il debito pubblico è in crescita; ma che si possa parlare di "abisso" come ha fatto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi". E' vero, ha continuato il premier, "le negatività ci sono tutte, e se nessuna di queste trasforma un paese in regola con gli adempimenti europei in un paese non in regola, comunque questo non risolve i problemi dell'economia. Non ci saranno manovre aggiuntive".
Le conseguenze della crisi si sentono anche sui conti pubblici - "Il disavanzo nel 2013 - ha continuato Monti  - potrebbe essere peggiore del previsto in termini nominali, ma la definizione degli obiettivi è in termini strutturali. E quest'anno l'Italia avrà il 2% del disavanzo in termini strutturali, la metà della media Ue; e l'anno prossimo si è proposta ed è in itinere per avere un avanzo strutturale. Alcuni paesi dell'Ue - ha ricordato il premier - hanno deciso di ritardare il pareggio di bilancio, l'Italia invece ha deciso di anticiparlo, lo ha fatto il governo Berlusconi nelle turbolenze dell'estate scorsa, dal 2014 al 2013. Alcuni Paesi hanno negli ultimi tempi deciso di ritardare il raggiungimento del pareggio del bilancio mentre l'Italia, rispetto alla situazione di agosto scorso, ha deciso di anticipare di una anno, al 2013, e non abbiamo spostato gli obiettivi", ha ribadito il premier. Monti comunque riferirà in Parlamento dei risultati del Consiglio europeo.
29 giugno 2012
Redazione Tiscali
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