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Riforma del lavoro, via libera della commissione: dai licenziamenti alla flessibilità in entrata. Le novità

Dal salario base per i co.co.pro ai ritocchi sull'articolo 18; da una stretta più soft sui contratti a termine e le partite Iva ai paletti per i voucher in agricoltura. Sono alcune delle novità introdotte dalla commissione Lavoro del Senato alla riforma del mercato del lavoro varata dal governo. Dopo il braccio di ferro tra esecutivo e parti sociali sui licenziamenti, anche in Parlamento l'iter del provvedimento ha incontrato diversi stop and go. Tra i temi più caldi quelli legati alla flessibilità in entrata, le risorse per i precari, i voucher in agricoltura e l'allungamento da sei mesi ad un anno del periodo di permesso di soggiorno per i lavoratori immigrati. La commissione Lavoro ha approvato anche una serie di ordini del giorno, tra questi un Odg dell'Idv con cui il governo si è impegnato entro un anno a "definire e programmare, d'intesa e in stretta collaborazione con le parti sociali, misure concrete" per superare "definitivamente entro il 31 dicembre 2016" il divario retributivo tra uomini e donne.
 
Voucher agricoltura - I voucher potranno essere usati in agricoltura da tutte le aziende che hanno un fatturato sotto i 7mila euro; mentre sopra questo tetto potranno essere 'arruolati' con contratti di lavoro accessorio solo pensionati e studenti. Restano sempre esclusi i lavoratori iscritti alle liste nominative. Per il valore orario dei voucher si dovrà tenere conto del confronto con le parti sociali.
Salario base co.co.pro - In arrivo una sorta di salario base per i co.co.pro. Verrà calcolato facendo riferimento ai salari minimi dei dipendenti per figure analoghe.
Una tantum - Per una fase sperimentale di tre anni si rafforza la una tantum già prevista: secondo alcuni calcoli se si lavora tra i 6 mesi e un anno in media si avrà un assegno di circa 6mila euro per un anno.
Stretta sui contratti a termine - Viene allungata da 6 mesi ad un anno la durara del contratto a termine che può essere stipulato senza causale e, nei casi di specifici processi organizzativi (come start up, lancio di nuovi prodotti, cambiamenti tecnologici, seconde fasi di progetti) i contratti collettivi potranno prevedere una riduzione del periodo di 'pausa' tra un contratto e l'altro (20-30 giorni in luogo di 60-90 giorni).
Partite Iva vere se redditto almeno 18 mila euro - Se il reddito annuo lordo di chi ha una partita Iva è di almeno 18mila euro si presumerà che la partita Iva sia vera. Inoltre cambiano i cosiddetti indicatori di rischio che fanno supporre che la partita Iva sia falsa: la percentuale del corrispettivo passa dal 75% all'80%, la durata dai sei agli otto mesi e la postazione dovrà essere fissa. La presunzione non opererà in caso di lavoratori iscritti ad un ordine professionale.
Basterà Sms per job on call - Per attivare il job on call (lavoro intermittente) basterà un sms, o un fax o la posta elettronica certificata, alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio. Ridotte sanzioni per chi sgarra e non comunica l'attivazione del job on call: da mille-6mila euro a 400-2.400 euro.
Licenziamenti - In caso di licenziamenti disciplinari, il giudice potrà ordinare il reintegro del lavoratore solo sulla base dei contratti collettivi e non anche sulla base della legge o delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa. Sempre in tema di licenziamento disciplinare, la malattia non blocca il procedimento avviato (uniche eccezioni sono quelle della maternità e dell'infortunio sul lavoro).
Delega a governo per partecipazione a utili - Viene assegnata al governo una delega per legiferare entro nove mesi sulla compartecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese.
Fondi Aspi per nuova attività - Il lavoratore che perde il posto potrà usare i fondi dell'Aspi (l'indennità di disoccupazione) per avviare un'attività autonoma o un'impresa o associarsi in cooperativa. La misura è sperimentale e la sperimentazione durerà tre anni.
Confermato stop a soppressione esenzione ticket - Confermato lo stop alla misura che prevedeva la cancellazione dell'esenzione dal pagamento dei ticket sanitari per i disoccupati e i loro familiari ("è un refuso", aveva affermato il ministero del welfare).
Congedi parentali padri - Un giorno di congedo è obbligatorio mentre gli altri due giorni sono facoltativi "previo accordo con la madre e in sua sostituzione". Inoltre, la possibilità di usufruire di voucher per le baby sitter (in alternativa al congedo parentale per gli 11 mesi successivi al termine del periodo di maternità) viene estesa anche al pagamento delle rate dell'asilo.
Dimissioni in bianco - Aumentano le misure per contrastare il fenomeno. Predisposte due modalità per certificare l'autenticità delle dimissioni firmate 'in bianco' dalla lavoratrice e rafforzato il diritto al ripensamento.
Stop sussidi mafiosi e terroristi - Niente pensione, sussidio di disoccupazione, assegno di invalidità per chi sta scontando pene per reati di terrorismo, eversione, mafia e strage. Una volta scontata la pena, la persona condannata potrà nuovamente accedere alle prestazioni.
Ridotto taglio deducibilit Irpef affitti - Viene ridotto il taglio della deducibilità a fini Irpef dei redditi da locazione. Il ddl prevedeva una taglio della deducibilità dall'attuale 15% al 5%, mentre ora il taglio sarà un po' più contenuto: al 7%.
23 maggio 2012
Redazione Tiscali
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