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Istat: sempre più caro il carrello della spesa. Record del prezzo della benzina: + 20,8%

I prezzi di benzina e spesa hanno raggiunto un nuovo record ad aprile. Il costo del carrello della spesa è balzato ai massimi da quasi quattro anni. Ad aprile, secondo i dati provvisori resi noti dall'Istat, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza hanno registrato un incremento su base mensile dello 0,4% mentre il tasso di crescita tendenziale è salito al 4,7% dal 4,6% di marzo. Si tratta, spiega l'Istat, dell'aumento tendenziale più elevato dal settembre 2008 quando il dato aveva segnato una crescita del 5,4%. Resta invece stabile l'inflazione ad aprile. Nel mese in esame, secondo le stime preliminari fornite dall'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, comprensiva dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di aprile 2011; gli stessi valori, indica l'Istat, registrati a marzo 2012. Per quanto riguarda l'inflazione acquisita per il 2012, è pari al 2,7% a fronte del +2,3 segnalata il mese scorso.
Vola anche il prezzo dei carburanti - Non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti. Ad aprile, secondo i dati preliminari resi noti dall'Istat, la benzina è aumentata del 3,1% su base congiunturale e del 20,8% su base annua: un incremento tendenziale che è il più alto dal gennaio 1996. Rispetto a marzo l'aumento è del 18,6%. Il prezzo del gasolio segna un rialzo mensile dello 0,9% e annuo del 20,5% a fronte del +22,5% del mese precedente. In deciso rialzo anche i prezzi energetici del comparto regolamentato con l'energia elettrica che sale del 3,6% su base mensile e del 10,9% su base annua (dall'11,2% di marzo). In aumento anche il prezzo del gas che segna un +1,5% sul mese e +15,1% su anno (era al +15,6% a marzo 2012).
L'aumento dei prezzi - L'inflazione di fondo calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, spiega l'Istat, resta al 2,3%. Sulla base delle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,9% sul mese precedente e del 3,8% su quello corrispondente del 2011 (lo stesso valore di marzo). Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo resta stazionario al 2,2%. La stabilizzazione dell'inflazione è il risultato della stazionarietà (al 4,2%) del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni, accompagnato da un lieve rallentamento di quello dei servizi (2,2% dal 2,3% del mese precedente). Come conseguenza di questi andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di un decimo di punto percentuale rispetto a marzo.
I settori: stangata su gas ed energia - Nel dettaglio, guardando i diversi comparti, i maggiori incrementi congiunturali dei prezzi rilevati nel mese di aprile toccano le divisioni Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,7%), Trasporti (+1,3%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%). In diminuzione nel mese, invece, risultano i prezzi delle Comunicazioni (-1,1%) e dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%). Su base annua, i maggiori tassi di crescita interessano le Bevande alcoliche e tabacchi (+7,8%), i Trasporti (+7,4%) e l'Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,9%). Mentre i prezzi delle Comunicazioni e dei Servizi sanitari e spese per la salute risultano in flessione (rispettivamente -2,1% e -0,2%). Inoltre, sulla base delle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell'Unione europea (Ipca) aumenta dello 0,9% sul mese precedente e del 3,8% in termini tendenziali (lo stesso valore di marzo).
Rincari anche per le vacanze -  Aprile ha scontato un effetto Pasqua e chi ha sfruttato i giorni di ferie per una vacanza ha subito forti rincari in gran parte dovuti proprio a fattori stagionali: i servizi di alloggio sono saliti del 6,6% su base mensile (+1,1% in termini tendenziali). Anche i pacchetti vacanza sono rincarati, mettendo a segno un rialzo del 12,1%, per i nazionali, e del 5,3%, per quelli internazionali, sempre rispetto a marzo. In aumento risultano anche i prezzi dei voli, con il trasporto aereo passeggeri in rialzo dell'8,8% su marzo; e dei traghetti, con il trasporto marittimo passeggeri in salita dell'11,8% su base mensile, a causa sopratutto degli aumenti dei prezzi registrati per i collegamenti con le Isole maggiori. E' quanto emerge dalle stime preliminari dell'Istat sull'inflazione ad aprile. Tuttavia, nel confronto tendenziale, l'andamento dei prezzi per i biglietti aerei appare moderato e in deciso rallentamento (+0,7%) e addirittura in diminuzione per quanto riguarda i traghetti (-1,7%).
Codacons: le famiglie spenderanno 686 euro in più per la spesa -  I rincari dei prezzi comporteranno - come già evidenziato - un rincaro annuo del cosiddetto carrello della spesa, cioé dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, del 4,7%, "tradotto in termini di costo della vita significa che una famiglia di tre persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più su base annua, mentre per una famiglia di quattro persone la stangata sarà di 686 euro all'anno". E' quanto calcola il Codacons, commentando le stime dell'Istat sull'inflazione ad aprile. "E' evidente che aumentare ad ottobre l'Iva significherebbe una ulteriore spinta sui prezzi già alle stelle", aggiunge. Secondo il Codacons, infatti, "l'effetto sull'inflazione sarebbe variabile tra l'1,32% e l'1,74%, a seconda che scattino anche gli arrotondamenti e le speculazioni". Ecco perché l'associazione di consumatori considera "importantissimo che il Governo si sia finalmente reso conto di quanto il Codacons va sostenendo da dicembre, ossia che l'aumento dell'Iva previsto ad ottobre va assolutamente scongiurato".
Federconsumatori e Adusbef: segnale preoccupante - L'inflazione di nuovo in salita è "un segnale estremamente preoccupante, ma il dato che continua a destare allarme è la crescita del tasso relativo al cosiddetto carrello della spesa, al 4,7%". E' quanto affermano Federconsumatori e Adusbef, commentando i dati Istat. "Un andamento che, come abbiamo recentemente denunciato, è del tutto ingiustificato", sostengono le due associazioni a tutele del consumatore, anche perché, "come rilevato dall'Ismea, ad aprile vi è stata una contrazione del -2,3% su base annua dei prezzi agricolo. E il calo, sempre su base annua, é addirittura del -6,4% per quanto riguarda le coltivazioni vegetali. Risulta "inconcepibile che i prezzi alla produzione diminuiscano mentre quelli al consumo aumentano in maniera così vistosa", sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti rispettivamente di Federconsumatori e Adusbef.
Confcommercio: rischio rialzo con l'Iva - Il tasso annuo d'inflazione ad aprile al 3,3%, come stimato dall'Istat, non rappresenta "nulla di straordinario, il dato è assolutamente in linea con le nostre previsioni, che indicano, dopo un lieve rallentamento da giugno, una chiusura d'anno abbondantemente sopra il 3%, con il rischio di forti aumenti che potrebbe arrivare da un rialzo dell'Iva ad ottobre". Così il direttore del Centro Studi di Confcommercio, Mariano Bella, commenta l'andamento di prezzi al consumo registrato dall'Istituto di statistica, aggiungendo che se da una parte "il dato tendenziale si ferma" dall'altra "ci sono molte cose negative, con accise, Iva e import petroliferi che fanno sentire i loro effetti sui capitoli Trasporti e Abitazione, acqua ed elettricità". Quanto agli alimentari, subiscono una battuta d'arresto "che - spiega Bella - è una buona cosa per il potere d'acquisto dei consumatori", ma che potrebbe anche indicare "una conseguenza della riduzione della domanda".
Coldiretti: "Record benzina svuota carrello spesa, -2%" - L'aumento record dei prezzi spinto dal caro carburanti fa svuotare il carrello della spesa che evidenzia un calo del 2 per cento degli acquisti dei prodotti alimentari in quantità. E` quanto stima la Coldiretti in riferimento all`andamento dell`inflazione ad aprile secondo i dati divulgati dall`Istat che evidenzia un aumento del 4,7 per cento dei prezzi per il carrello della spesa, il piu` alto dal 2008 e .del 20,8 per cento della benzina il massimo dal 1996. Per effetto della riduzione del potere di acquisto le famiglie italiane - sottolinea la Coldiretti - hanno tagliato anche le spese alimentari che già lo scorso anno si erano ridotte dell`1,3 per cento con meno carne bovina (-0,1 per cento), pasta (-0,2 per cento) carne di maiale e salumi (-0,8 per cento), ortofrutta (-1 per cento) e addirittura meno latte fresco (-2,2 per cento). A pesare nei prossimi mesi è l'aumento del carico fiscale ma anche - sottolinea la Coldiretti - il record raggiunto dal prezzo deila benzina e del gasolio in un Paese come l`Italia dove l'88 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada.
"Settore alimentare in crisi" - A subire gli effetti dell`aumento dei costi energetici è - continua la Coldiretti - l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale. Il prezzo dei prodotti alimentari è cresciuto ad aprile meno dell`inflazione del 2,4 per cento rispetto allo scorso anno con riduzioni consistenti per la frutta (- 3 per cento), per le patate (-4,7 per cento) mentre aumentano in misura consistente il caffè (+11,6 per cento) e le uova (+4,2 per cento).
Sostanzialmente in linea con l`andamento generale dei prezzi sono - conclude la Coldiretti - il pane (+2,6 per cento), il pesce fresco di mare di pescata (+3,3 per cento) i formaggi +(3,6 per cento), il vino (+3,8 per cento).
 
30 aprile 2012
Redazione Tiscali
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