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Istat, crescita retribuzioni: peggior dato dal 1983, forbice con i prezzi al top dal 1995

Ennesima serie di dati statistici che confermano la profonda crisi dell'economia e l'impoverimento degli italiani. L'Istituto nazionale di statistica ha reso noto che le retribuzioni contrattuali orarie a marzo sono rimaste ferme rispetto a febbraio e sono salite dell'1,2% su base annua. L'Istat ha aggiunto che si tratta della crescita tendenziale più bassa dal 1983 ovvero dall'inizio delle serie storiche ricostruite, 29 anni fa. 

Divario salari-prezzi al top dal 1995 - L'istituto di statistica ha anche reso noto che a marzo la forbice tra l'aumernto delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello di inflazione (+3,3%) su base annua, ha toccato una differenza di 2,1 punti percentuali che rappresenta il divario più alto dall'agosto del 1995. La perdita di potere di acquisto si somma quindi al forte inasprimento fiscale deciso da Mario Monti e spiega la forte debolezza della domanda interna che sta trascinando l'economia del Paese nella peggiore recessione dal dopoguerra. Il taglio degli sprechi pubblici per finanziare la crescita economica mai come in questo momento è stato una emergenza. La speranza è che il governo ne prenda atto e acceleri il più possibile la spending review (revisione della spesa pubblica) sulla quale sta lavorando il ministro Giarda. 
Attesa rinnovo contratti supera i due anni - Un altro indicatore, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della crisi del mercato del lavoro italiano è dato dai tempi di rinnovo contrattuale. L'Istat ha rilevato che la media dei mesi di attesa con il contratto scaduto e notevolmente salita, superando ampiamente i due anni. A marzo l'attesa, infatti, è risultata pari a 27 mesi, in deciso aumento rispetto allo stesso mese del 2011 (15,2 mesi).  Sempre con riferimento a marzo risultano in attesa di rinnovo 36 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti (circa 3 milioni nel pubblico impiego). La quota di dipendenti che aspettano il rinnovo è pari al 32,6% del totale. 
24 aprile 2012
Redazione Tiscali
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