
Scontri ad Atene
Ad Atene esplode la rabbia dei manifestanti. La destra annuncia il no all'austerity. A rischio il futuro nell'euro
Alta tensione in Grecia. Il paese è bloccato dallo sciopero generale di 48 ore. Ad Atene le manifestazioni di protesta si sono rapidamente trasformate in uno scontro con la Polizia. I partiti che appoggiano il governo Papademos dopo aver trovato l’intesa con la troika (Ue-Bce-Fmi) si spaccano nuovamente: la destra guidata da Karatzaferis ha dichiarato di non voler votare le nuove misure di austerità chieste dall’Europa. Sulla stabilità del paese ellenico sta pesando come un macigno la decisione presa ieri dall’Eurogruppo di rinviare lo sblocco del nuovo piano di aiuti. Il futuro di Atene dentro l’euro è sempre più appeso a un filo.
Scontri ad Atene tra manifestanti e agenti - Scontri nel centro di Atene, dove decine di giovani con il volto coperto e con i caschi in testa hanno attaccato i poliziotti in tenuta antisommossa lanciando pietre e bombe molotov. Dalle immagini trasmesse dalle tv si vedono gli agenti che tentano di disperdere i manifestanti con i gas lacrimogeni. In Grecia è in atto uno sciopero generale di 48 ore contro le nuove misure di austerità che il governo deve varare per ottenere un nuovo prestito dall'Unione Europea e il Fondo monetario internazionale.
Partito di destra molla accordo austerità :voterà contro - Si sono già create falle nell'accordo politico in Grecia sulle nuove misure di austerità pretese da Ue e Fmi in cambio di nuovi aiuti: il leader del partito di destra Laos, Georgios Karatzaferis, ha affermato che non intende votare a favore delle misure. Questo solo all'indomani dell'annuncio da parte di Atene di una intesa tra i tre partiti che sostengono l'attuale governo di salvezza nazionale, oltre al laos i socialisti e i conservatori, sulle misure chieste da Ue e Fmi. "Non posso votare" questo programma di austerità che "umilia il paese - ha affermato Karatzaferis durante una conferenza stampa - non va nella direzione giusta". Va tuttavia rilevato che la sua formazione politica controlla solo 16 voti dei 252 totali della coalizione che sostiene il governo, a fronte dei 300 seggi totali del Parlamento. Peraltro il leader del Laos non si è spinto a affermare che toglierà la fiducia all'esecutivo, né che richiamerà gli esponenti del suo partito che vi partecipano.
Venizelos: Futuro di Atene nell'euro dipende da Samaras - Il ministro delle Finanze greco, il socialista Evangelos Venizelos, ha detto esplicitamente che la permanenza della Grecia nell'eurozona a questo punto dipende dai conservatori di Antonio Samaras. Parlando al termine della riunione dei ministri delle Finanze dell'eurozona, dedicata alla crisi greca, Venizelos ha spiegato che i membri dell'Eurogruppo hanno deciso di rinviare a mercoledì la decisione sul via libera al nuovo programma di aiuti per Atene, perchè "numerosi paesi hanno trovato delle lacune" nel piano di rigore adottato ieri dai partiti che sostengono il governo greco, e perché Samaras "non lo ha ancora firmato". "Bisogna che il partito (conservatore) decida se vuole che la Grecia resti nell'eurozona, bisogna che lo dica chiaramente. Se non lo vuole, bisogna che lo dica", ha affermato Venizelos.
Eurogruppo: Tre nuove condizioni per sbloccare aiuti - Non è bastato il 'memorandum' con gli impegni su tagli di spesa e riforme strutturali, concordato con la Trojka (Ue, Bce, Fmi) e presentato dal governo greco all'Eurogruppo, ieri a Bruxelles. Per ottenere il via libera dei ministri al secondo programma di aiuti finanziari dell'Eurozona, Atene dovrà rispettare tre nuove condizioni: ottenere domenica l'approvazione del Parlamento per il programma di austerità previsto dal memorandum, tagliare in modo strutturale il deficit pubblico di altri 325 milioni di euro entro il 2012 e fornire assicurazioni scritte, da parte dei leader dei partiti che sostengono la coalizione, che il programma stesso sarà rispettato e messo in opera anche dopo le elezioni di aprile, indipendentemente da chi andrà al governo. Lo ha spiegato ieri sera, durante la conferenza stampa finale dell'Eurogruppo, il suo presidente Jean-Claude Juncker, annunciando di aver riconvocato i ministri dell'Eurozona mercoledì prossimo, a Bruxelles, per approvare il nuovo programma di aiuti da 130 miliardi di euro, se le tre condizioni saranno state rispettate. E' un prestito di cui la Grecia, per non rischiare il 'default', ha bisogno prima del 20 febbraio, data di scadenza del rimborso di suoi titoli di Stato per 14 miliardi di euro. Nel memorandum presentato da Atene "non c'erano abbastanza elementi" perché l'approvazione ai nuovi aiuti fosse data oggi, ha precisato il presidente dell'Eurogruppo. In realtà , sarebbero stati soprattutto i 'rigoristi' tedeschi e olandesi a chiedere ulteriori garanzie, considerando insufficienti gli impegni greci, faticosamente negoziati con la Trojka e sottoscritti con difficoltà dai leader dell'eterogenea coalizione di governo di Atene. L'Eurogruppo, d'altra parte, "ha preso nota" dell'accordo raggiunto fra il governo e i creditori privati per il riscadenzamento dei titoli del debito greco da loro detenuti. I creditori privati accetteranno volontariamente una riduzione della metà (100 miliardi di euro, complessivamente) del valore dei bond greci. Una decisione definitiva anche su questa questione sarà presa "successivamente alla valutazione da parte della Trojka della messa in opera" degli impegni presi dal governo di Atene, ha concluso Juncker.
10 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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