Crisi, il monito del Fmi: "Ripresa economica dell'Italia è lenta, pesa la scarsa competitività"

Il Fondo Monetario Internazionale si aspetta che la ripresa in Italia ''sia ancora più lenta'' che in Francia e Germania, ''perché un persistente problema di competitività limita lo spazio per la crescita dell'export e il programmato consolidamento fiscale indebolisce la domanda privata''. E' quanto si legge nella bozza del World Economic Outlook. L'Italia crescerà quest'anno dello 0,9%, mentre nel 2011 il Pil avanzerà dell'1%. E' quanto prevede il Fmi che ha mantenuto inalterate rispetto alle ultime rilevazioni di luglio le proprie stime sulla crescita 2010, rivedendo invece al ribasso di 0,1 punti percentuali quelle per il 2011. Il governo prevede invece un Pil in aumento dell'1% quest'anno e dell'1,5% nel 2011 (dati Ruef).
Ancora rischi per l’economia - La ripresa mondiale “resta fragile” e i rischi al ribasso per l'economia “restano elevati”. L’analisi del Fondo Monetario Internazionale, soprattutto per le economie avanzate, punta il dito su un “elevato livello di disoccupazione che pone grandi delle sfide sociali”. Nella bozza del World Economic Outlook si stima che “più di 200 milioni di persone nel mondo sono disoccupate, con un aumento di oltre 20 milioni dal 2007”.
Consolidamento dei bilanci pubblici deve iniziare entro il 2011 - “Le politiche di bilancio dei governi si stanno muovendo dagli stimoli a breve termine ad un consolidamento di medio periodo. Tuttavia - affermano gli economisti di Washington - le politiche fiscali devono urgentemente mettere a punto misure per ridurre i deficit nel medio periodo”. Il Fondo Monetario è convinto che ciò sia necessario “non solo per contrastare e alla fine invertire il consistente rialzo dei livelli di debito pubblico, ma anche per cerare maggior spazio di manovra nel breve periodo”.
“Gli aggiustamenti di bilancio - secondo il Fmi - devono essere supportati da riforme strutturali”. “E' di massima importanza - si legge - il fermo impegno verso strategie ambiziose e credibili per ridurre i deficit nel medio termine, preferibilmente con riforme delle tasse e della spesa che diventino effettive nel futuro e sostengano investimenti e lavoro nel medio periodo”. Si tratta di un obiettivo “più urgente ora di sei mesi fa, dal momento che potrebbe esser necessario un ulteriore accomodamento fiscale a breve termine se l'attività economica globale rallentasse molto più del previsto”. Il Fmi avverte infine che “in assenza di piani di medio periodo credibili, tuttavia, tale supporto potrebbe causare nuove turbolenze sui mercati del debito sovrano che a loro volta potrebbero minare l'efficacia di qualunque misura di sostegno”.
Settore finanziario ancora il tallone d’Achille delle economie avanzate - Gli esperti di Washington ritengono che “l'accelerazione della ristrutturazione e della riforma finanziaria dovrebbero essere delle priorità”. Il Fondo osserva inoltre che le “politiche per il settore finanziario sono critiche per sostenere una ripresa sana”. E ricorda che “il progresso insufficiente della ricostituzione e della riforma” del settore finanziario “sta pesando sul credito e rallentando la normalizzazione delle politiche monetarie e fiscali e provocando effetti negativi per le economie emergenti”.
08 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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