La Bce lascia i tassi bloccati all'1%. Sale il Pil Ue all'1%, in Italia +0,4%

La Banca centrale europea ha lasciato invariato all'1% il tasso di riferimento principale in Eurolandia. Lo ha stabilito oggi il Consiglio direttivo. La decisione era ampiamente prevista dal mercato. Nel 2010 - ha spiegato il presidente Jean-Claude Trichet - ci si aspetta ora una crescita compresa fra l'1,4% e l'1,8% (in media 1,6%), contro il tasso medio dell'1% stimato lo scorso giugno. Per il 2011 la stima è ora compresa fra 0,5% e 2,3% (1,4% medio), contro l'1,2% medio stimato delle 'staff projections' di tre mesi fa.
Il Prodotto interno lordo (Pil) della zona dell'euro e quello della Ue a 27 è aumentato dell'1% nel corso del secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando il tasso di crescita era stato dello 0,3% nelle due aree. Lo riferisce Eurostat, dando conto delle prime stime. Secondo l'ente di statistica europeo, in Italia, la crescita del Pil si è attestata allo 0,4% nel secondo trimestre 2010 e all'1,1% rispetto allo stesso trimestre del 2009. Su base annua, rispetto al secondo trimestre del 2009, il Pil europeo è aumentato dell'1,9% sia nella zona dell'euro che nella Ue a 27, dopo un aumento rispettivo dello 0,8% e dello 0,7% del primo trimestre
La Ue corre quindi più degli Usa, che nel secondo trimestre 2010 ha registrato un aumento del Pil dello 0,4%, e del Giappone, la cui crescita si è fermata nello stesso periodo al +0,1%. Per quanto riguarda i dati europei, nel secondo trimestre 2010 - precisa Eurostat - le spese per i consumi domestici sono aumentate dello 0,5% nella zona dell'euro e in quella della Ue-27 (dopo +0,2% e +0,1% rispettivamente nel trimestre precedente).
Gli investimenti sono cresciuti dell'1,8% nella zona dell'euro e dell'1,7% nella Ue-27 (dopo un -0,4% e un -0,6% rispettivo nei primi tre mesi). Le esportazioni sono progredite del 4,4% nella zona euro e del 4,0% nella UE-27 (dopo +2,4% e +2,0%). In aumento anche le importazioni: + 4,4% nella zona euro e + 4,0% nella UE27 (dopo +4,0% e +3,6%). Tra gli stati membri, le performance migliori sono della Slovacchia (+5%), della Polonia (+3,8%), della Germania (+3,7%) e della Svezia (+3,6%). La Francia si attesta al +1,7%, l'Italia al +1,1%. I dati peggiori sono per Lettonia (-3,9%) e la Grecia (-3,5%). 
 
02 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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