Pierluigi Bersani (Pd)
Pierluigi Bersani (Pd) 

Economia

Sì al dl incentivi: via libera ai lavori dentro casa. Bersani: "Il decreto non serve a niente"

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che finanzia il fondo incentivi allo sviluppo economico a sostegno dei settori in crisi. Il fondo che sarà attivato allo Sviluppo economico per sostenere i settori colpiti dalla crisi sarà di 300 milioni di euro. Tra le misure prese nel pacchetto incentivi prevede fino a mille euro per chi acquista una cucina nuova e fino a 1.500 per chi compra una due-ruote elettrica e ne rottama una inquinante. Nel dl spunta una norma sul piano casa ad annunciarlo è prima il presidente del consiglio Berlusconi e a confermarlo è il ministro delle finanze Giulio Tremonti.
"Via libera ai lavori dentro casa" - "Possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo, tutti gli interventi di manutenzione ordinaria nelle case e gli interventi di natura straordinaria che non riguardino parti strutturali dell'edificio e l'aumento dei parametri urbanistici. n questo decreto c'è anche un articolo che riguarda i cittadini che sono sottoposti a lunghe procedure burocratiche - spiega il premier - Dopo un attento studio della legislazione europea abbiamo inserito questo articolo che dice che ci sono interventi che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo, tutti gli interventi di manutenzione ordinaria nelle case e gli interventi di natura straordinaria che non riguardino parti strutturali dell'edificio e l'aumento dei parametri urbanistici". "Il nostro motto è 'Tutti padroni in casa propria'; questa è l'attuazione di quel concetto". I padroni di casa "anche per via telematica dovranno soltanto comunicare l'impresa che realizzerà i lavori". Si tratta di un "tonico per nostre aziende edilizie".
Tremonti: inserito fuori sacco - "Con l'articolo che abbiamo messo di colpo oggi le opere interne alla casa o la casetta per i bambini si potranno fare a meno che non ci sia una legge regionale che le vieta". Il ministro dell'Economia ha  spiegato che il problema della casa è "enorme: ci giriamo intorno da tanti anni. Ma in Italia è tutto vietato". "Nel 2001 abbiamo affrontato il problema con 'padroni in casa nostra', un provvedimento che ha funzionato in parte. Poi il presidente Berlusconi ha rilanciato il piano casa. Abbiamo fatto un decreto che semplificava le procedure e andava incontro alla gente. Ma era un provvedimento 'dall'altò e non ha funzionato perché ci hanno detto che era materia di competenza regionale".
Il ministro Brunetta: “Via al rilancio dei settori in crisi” - Nella riunione di oggi il Consiglio dei ministri ha varato "un importante provvedimento di rilancio dei settori economici in crisi". Il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, commenta con soddisfazione il via libera del Cdm al fondo, sottolineando come tra i comparti beneficiari delle risorse reperite grazie al contrasto all'evasione fiscale figura la cantieristica. "Questo provvedimento nasce da un mio preciso impegno e sono sicuro - dice - che sarà decisivo per il rilancio di un settore fondamentale dell'economia di Venezia e della sua laguna".
Bersani contesta il Dl - "Non credo che siano queste le cose che servono, serve spingere sull'innovazione, sui problemi strutturali della piccola impresa e dare degli orizzonti, aiutare la ricerca e l'internazionalizzazione". E' il primo giudizio del leader del Pd Pierluigi Bersani al via libera del consiglio dei ministri al decreto legge che finanzia il fondo incentivi allo sviluppo economico a sostegno dei settori in crisi. L'annuncio degli incentivi, accusa Bersani, "ha di fatto bloccato da mesi il mercato: la gente non compra e li aspetta. Questi settori hanno già avuto un danno che non sarà recuperato o recuperato a malapena nei prossimi mesi". Il decreto, prevede Bersani, avrà una dotazione pari "a un ottavo di quanto si è speso per Alitalia". "E' una cosa ridicola - aggiunge Bersani - visto che si sono spesi 2-3 miliardi per Alitalia". Con questo provvedimento, secondo l'esponente democratico, "si è cincischiato dei mesi come si è fatto con l'auto: si è parlato di incentivi e incentivi e poi questi non c'erano e c'é stato un picco negativo micidiale del mercato". Per Bersani, bisognerebbe chiedere conto al governo "anche di questo modo approssimativo di gestire gli incentivi".
Michele Ventura (Pd): "Poco e tardi, manca politica" - "Senza una vera politica industriale gli incentivi che riguardano l'acquisto di moto, macchine agricole, elettrodomestici serviranno a poco". Così Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che finanzia il fondo incentivi allo sviluppo economico a sostegno dei settori in crisi. "Dobbiamo spingere sull'innovazione, sulla ricerca, sui settori che sono in crisi - prosegue Ventura - sugli annosi problemi della piccola impresa. I 300 milioni deliberati oggi dal Cdm, che è un ottavo di quello che si è messo per Alitalia, serviranno in parte a sanare le perdite che da mesi subiscono questi comparti per il solo fatto di essere stati indicati come probabili destinatari di incentivi già da troppi mesi. I danni, insomma, rischiano di essere maggiori del vantaggio".
Marcegaglia: "Sono pochi soldi ma è un supporto" - "E' un piccolo aiuto a settori che hanno avuto andamenti molto negativi, sono pochi soldi ma è un supporto", ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Anche perché i fondi sono limitati ed è previsto un meccanismo a semaforo: finite le risorse si blocca lo sconto. Il decreto per gli incentivi, già all'ordine del giorno del cdm, era "leggero": 5 articoli in tutto, compreso l'ultimo che stabilisce l'entrata in vigore. Il grosso (tre articoli) è costituito da norme sull'evasione fiscale che porteranno 200 milioni in dote al Fondo. La spesa complessiva sarebbe invece di 300mln.
"Del tutto insignificante": Adusbef e Federconsumatori bocciano la portata degli incentivi previsti nel decreto varato dal Consiglio dei ministri. "Mettere in campo 300 milioni di euro (di cui solo 200 milioni subito) che, se anche fossero tutti utilizzati, coinvolgerebbero neanche l'1% delle famiglie italiane, è come buttare una goccia d'acqua per innaffiare un deserto", dicono i presidenti delle due associazioni dei consumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. A loro parere, si deve fare "ben altro; e cioé una vera manovra di detassazione per le famiglie a reddito fisso almeno per 1200 euro annui" con l'obiettivo di rilanciare la domanda.
"Il margine per avviare questa fondamentale misura di sostegno alle famiglie esiste", aggiungono, portando avanti "una seria politica di contrasto all'evasione fiscale" e elevando "la tassazione delle rendite almeno al 20%".
19 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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