Da quando il nuovo management ne ha assunto la guida il Lingotto "non ha ricevuto un euro dallo Stato". Il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, respinge le critiche di chi dipinge il gruppo torinese come un'azienda assistita. E sugli incentivi chiede di "non fare confusione: sono un sostegno ai consumi e non soldi che vengono dati alle aziende", dice. Ma in serata arriva secca la risposta del ministro Claudio Scajola: "La Fiat ha saputo crescere in Italia e nel mondo con le sue capacità, ma anche grazie all'aiuto dei governi italiani e degli italiani". "La Fiat aumenterà entro il 2012 la produzione di auto in Italia, come da noi richiesto, da 650 mila a 900 mila", ha aggiunto il ministro dello Sviluppo Economico nel corso di un'intervista al Tg1. "Ora, insieme alla Fiat, - ha aggiunto - dobbiamo impegnarci per trovare una soluzione e un futuro al polo industriale di Termini Imerese, che possa garantire sviluppo industriale sul territorio e nuova occupazione".
Tensione Fiat-Governo - Polemica aperta dunque tra il Governo e il Lingotto su una questione spinosa, quella degli incentivi statali, nei giorni in cui la Fiat ha annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Nel dibattito sul possibile sostegno al settore dell'auto con incentivi pubblici bisogna "uscire da un approccio demagogico ed affrontare la realtà delle cose", ha fatto notare il Montezemolo, sottolineando "che gli incentivi sono rivolti ai consumatori e non alle aziende" e che comunque in Italia "sono serviti per il 70% all'acquisto di auto di aziende straniere".
In mattinata Montezemolo, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Luiss, ha parlato di “un rapporto con il governo molto chiaro e positivo di dialogo e confronto, così come deve essere". Per il presidente della società torinese "le scelte industriali, che servono a mantenere competitiva un'azienda, non possono essere disgiunte dal farci carico dei problemi delle nostre persone". Montezemolo ha poi sottolineato di aver garantito la "centralità" dell'attenzione al problema del lavoro anche parlandone con "il cardinale Bertone in risposta all'appello del Pontefice".
"Fiat è e rimane italiana" - Bisogna "uscire dai chiacchiericci che continuano sull'italianità di Fiat", ha aggiunto l’uomo del Lingotto, sottolineando così che "Fiat è e rimane italiana". Montezemolo ha poi fornito delle cifre: “Da quando io sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, quindi dal 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro. E di questi oltre 16 miliardi sono stati investiti in Italia, oltre i due terzi, e intendiamo andare avanti per questa strada".
Epifani: "Solo l'auto garantisce l'occupazione" - Contestualmente il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, evidenzia in una intervista alla Stampa che a Termini Imerese "solo la produzione di auto garantisce l'occupazione". Il leader sindacale chiede alla Fiat di non chiudere lo stabilimento e al governo progetti per arginare la crisi perché "non si può continuare a galleggiare". A Sergio Marchionne che rivendica di aver salvato la Bertone e di aver fatto assunzioni, Epifani replica che "il problema è il Sud. L'interesse del Paese - spiega - è mantenere un'industria forte e difendere quei poli industriali che ci sono nel Mezzogiorno. Fiat - aggiunge - ragiona sul crollo del mercato nel 2010, ma che cosa accadrà nel 2012 non lo sa nessuno. Suggerisco prudenza". A Termini Imerese, ribadisce, "si dovrebbe fare produzione, non aumentare i costi sociali". Al governo invece Epifani chiede che "quel poco che c'é" di risorse sia "investito per sostenere la domanda e ridurre un po' le tasse".
Tajani: "Puntare su qualità e innovazione" - Per il commissario europeo all’industria Antonio Tajani (intervistato sempre dalla Stampa) "urge una vera politica europea dell'auto. Se vogliamo essere competitivi con l'industria orientale si deve puntare su qualità, innovazione, e tecnologia". Secondo Tajani, la strada del futuro è quella delle soluzioni alternative. "Tra vent'anni - spiega - ci saranno 2,5 miliardi di macchine. E il greggio scarseggerà". In questo contesto, il commissario Ue promuove l'idea di fare di Termini Imerese un polo d'avanguardia dell'auto elettrica: "un centro di eccellenza - spiega - in cui progettare la vettura del futuro, puntando sull'innovazione, facendo collaborare impresa e università, unendo capitali pubblici e privati".
05 febbraio 2010