"Segnali incoraggianti". Sono le parole usate da Christina Romer, presidente del Council of Economic Advisors, tra i principali consiglieri del presidente Barack Obama che ha commentato il calo del tasso di disoccupazione. Il dipartimento del Lavoro ha comunicato questa mattina che la disoccupazione negli Stati Uniti è scesa al 9,7% in gennaio; tuttavia il mese scorso sono andati perduti 20.000 posti di lavoro, un dato superiore alle stime. E' presto quindi per gli eccessi di ottimismo. Romer ha detto che andando avanti "ci saranno ancora ostacoli sulla strada".
Giù il tasso di disoccupazione - A gennaio l'economia Usa ha bruciato inaspettatamente 20.000 posti di lavoro ma il tasso di disoccupazione è sceso nello stesso mese dal 10% al 9,7%, segnando il livello più basso dallo scorso mese di agosto.Secondo i dati del ministero del lavoro, inoltre, a dicembre sono stati persi 150.000 posti di lavoro piuttosto che gli 85.000 segnalati nella prima lettura, tuttavia è stato rivisto al rialzo il numero dei posti di lavoro creati a novembre, da 4.000 della prima lettura a 64.000 posti. In totale, dall'inizio della recessione nel 2007, l'economia a stelle e strisce ha bruciato 8.4 milioni di posti di lavoro.
In dettaglio, nel settore manifatturiero sono stati creati 11.000 posti a gennaio, l'incremento più alto da aprile 2006, dopo i 23.000 tagliati a dicembre. Nel comparto dei servizi sono state create 40.000 posizioni lavorative, dopo la riduzione di 96.000 unità a dicembre. Nel commercio 42.000 nuovi posti di lavoro hanno più che compensato i 18.000 tagli del mese precedente. Peggiora invece il clima tra le società finanziarie che hanno cancellato 16.000 posizioni, nel comparto edilizio che ha visto la cancellazione di 75.000 posti di lavoro e nella pubblica amministrazione con gli enti locali che hanno eliminato 41.000 posizioni.
05 febbraio 2010