Economia

L'Ue boccia il piano austerità del Portogallo e le Borse Europee affondano ancora

Il calo delle Borse prosegue in Europa, che accusa un nuovo colpo in Portogallo dove sono state bocciate alcune delle misure di austerità previste dal governo per risanare i conti pubblici. Oltre Atlantico la situazione è all'insegna dell'incertezza, con tentativi di pareggio e modesti rialzi che si alternano a cali, dopo dati migliori del previsto giunti dal mercato del lavoro. A gennaio la disoccupazione in America ha segnato una inattesa riduzione al 9,7%, ma dopo la peggior crisi dal dopo guerra che ha cancellato 8 milioni 400 mila posti di lavoro.
In profondo rosso l'Europa - A fine seduta a Francoforte l'indice Dax di Francoforte ha lasciato sul terreno l'1,79%, a Londra il Footsie 100 è calato dell'1,53%; a Milano il Footsie-Mib ha lasciato sul terreno il 2,75%. Pesante Parigi, deve l'indice Cac 40 ha ceduto il 3,40% anche a causa di meccanismi tecnici innescati dal passaggio al di sotto della soglia dei 3.600 punti. Quanto a Madrid, che era crollata di ben sei punti percentuali contribuendo non poco a esacerbare le tensioni di tutti i mercati, ha segnato un meno 1,38%. La Borsa di Atene è al meno 3,73%.
 Bruciati 220 miliardi in 2 sedute - I mercati del Vecchio Continente hanno visto l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 perdere l'1,92% a 238 punti, tornando ai livelli dello scorso novembre. In particolare, con la seduta odierna sono andati in fumo 90 miliardi di capitalizzazione che si aggiungono ai 128 della seduta precedente. Ovvero 218 miliardi in due giornate
Allarme deficit - Sui mercati dell'area euro incombono i timori sulla deriva dei conti pubblici di diversi paesi - Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda - che si teme possano 'contagiare' il resto della regione. Ieri era stata la Spagna a creare allarme, oggi è stato nuovamente il vicino Portogallo a richiamare l'attenzione, dopo la bocciatura in Parlamento del piano di tagli alla spesa proposto dal governo, e il via libera a un testo che consente alle regioni del paese di aumentare il loro debito. La fase di tensioni era stata in parte innescata proprio dal Portogallo, dopo un parziale insuccesso nei giorni scorsi su un'asta di collocamento di bond, episodio che ha sollevato ombre su tutto il mercato.
Zapatero: "Conti solidi" - Il debito della Spagna resta su un livello "ragionevole" e lo status "di paese solvibile è garantito": è quanto ha dichiarato ieri a Washington il capo del governo di Madrid, José Luis Rodriguez Zapatero, al termine di una giornata nera per la borsa di Madrid sullo sfondo delle preoccupazioni per le finanze pubbliche del paese. "Dopo la crisi, è venuto il momento di ripianare i conti pubblici", ha commentato Zapatero durante una visita alla Camera di commercio americana.
05 febbraio 2010
 
 
 
  
 

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