03 luglio 2009. Anche chi va in bici dovrà da oggi evitare di alzare troppo il gomito, pena la decurtazione di punti dalla patente. E' questa - a quanto spiega Italia Oggi - una delle novità previste dal decreto sicurezza appena approvato giovedì in via defintiva. Non ci sarà in sostanza nessuna distinzione tra cicilisti e automobilisti: se muniti di patente saranno trattati allo stesso modo e in caso di infrazione, come per la guida in stato di ubraichezza, gli verranno decurtati i punti.
Ecco che cosa dice l'art. 3 comma 48 - La disposizione in questione, che modifica il codice della strada, recita così: "Se il conducente è persona munita...(...) di patente di guida, nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell'articolo 126-bis".
L'interpretazione di Italia Oggi - Praticamente, fa notare il quotidiano economico nell'articolo dedicato all'argomento, la norma parla solo di sanzione accessoria (sospensione patente e decurtazione punti), mentre non si cita mai la sanzione principale (quella pecuniaria). Si fa notare anche "che le infrazioni che renderebbero applicabile l'articolo 219-bis sono numerose (per esempio la circolazione contromano); si crea quindi una evidente discriminazione tra chi la patente ce l'ha e può subire la sanzione e chi non ce l'ha. La cosa che viene contestata è soprattutto la discerimazione che deriva dalla norma: in pratica penalizza i ciclisti agonisti, che per allenamento fa decine di migliaia di chilometri l'anno. L'altro aspetto è legato al fatto che la decurtazione dei punti è una sanzione accessoria. E siccome deve pur esistere una sanzione principale, ci sarà da attendersi anche la sanzione pecuniaria?
Redazione Tiscali