Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa)
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa) 

Crisi, Tremonti: "Altre risorse per gli ammortizzatori sociali"

Arrivano nuove risorse per gli ammortizzatori sociali: il ministro dell'Econonomia, Giulio Tremonti, ha in serbo un possibile "gruzzoletto" che potrebbe reperire "tra le pieghe di bilancio". Novità potrebbero arrivare già la prossima settimana: saranno risorse aggiuntive agli 8 miliardi già reperiti, anche grazie alla collaborazione delle regioni, e potrebbero essere destinati a quei precari, i collaboratori a progetto, che, salvo la leggera tutela già individuata dal precedente provvedimento sugli ammortizzatori, restano esclusi dai sostegni al reddito. "La prossima settimana vi potrò annunciare che c'è un nuovo gruzzoletto che va agli ammortizzatori sociali. E poi ce ne saranno altri ancora", ha detto Tremonti, confermando nella sostanza l'apertura già emersa in occasione della riunione di ieri con le parti sociali.
Aiuti per i dipendenti privi di tutele - Il governo, insomma, sta cercando di fare uno sforzo in più in direzione degli ammortizzatori per cercare di tutelare anche quella fascia di lavoratori più penalizzata: quei 'dipendenti' di fatto che, pur prestando lavoro per un unico committente e per periodi anche lunghi, è inquadrato come collaboratore e quindi escluso dagli ammortizzatori ordinari. L'apertura dell'esecutivo viene salutata con favore dalle parti sociali, sindacati e imprese, che ancora alla riunione di ieri a palazzo Chigi avevano sollecitato di fare di più.
La Cgil si augura che il "gruzzoletto" non faccia la fine del più famoso "tesoretto" - "Ben vengano nuove risorse per gli ammortizzatori. Però non bastano gli annunci devono seguire atti concreti e tempestivi", dice il segretario confederale Fulvio Fammoni, sollecitando l'esecutivo a stanziare "urgentemente" almeno le risorse già disponibili. Guglielmo Epifani, segretario generale, continua a chiedere sforzi in più direzioni e invita il sindacato, tutto, a "battersi e, se le cose non vengono fatte, a muoversi", anche perché, dice, questo governo è "lentissimo" quando deve dare a lavoratori e pensionati e "lestissimo quando deve togliere". La politica economica del governo contro la crisi "non produce effetti perché è semplicemente raccontata", sostiene anche il leader della Uil, Luigi Angeletti, che avverte: "siamo a marzo, la crisi continua a precipitare, se passa ancora qualche mese e non si farà nulla l'autunno sarà una devastazione". Anche per questo la Uil, pur convinta che nel rapporto con il governo si debba mantenere il dialogo, avverte: "se non si fa nulla e i problemi si aggravano non ci resterà che la possibilità di contrastare con le nostre risorse di lotta, quelle tipiche dei sindacati. Non possiamo - dice Angeletti - stare ad aspettare a braccia conserte".
Soddisfatta la Cisl: "Aspettiamo però di conoscere l'entità delle nuove risorse" - Un "potenziamento degli ammortizzatori sociali anche per i precari" è sollecitato poi dal segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale "la manovra anticiclica deve essere potenziata anche dallo sblocco immediato degli investimenti infrastrutturali già stanziati". "Aspettiamo di conoscere l'entità delle nuove risorse annunciate da Tremonti", dice quindi la numero uno dell'Ugl, Renata Polverini, sottolineando come l'importanza che queste risorse siano "immediatamente esigibili" e che le nuove risorse possano aumentare il sostegno al reddito dei lavoratori parasubordinati, per i quali le misure individuate al momento sono insufficienti.
Cauto apprezzamento alla promessa del governo arriva dalle regioni - L'Ugl, intanto, registra però "l'importante apertura da parte dell'Abi per l'anticipo della Cig in caso di ritardi nell'erogazione". Un cauto apprezzamento alla promessa del governo arriva anche dalle Regioni: "questo impegno ulteriore rappresenta un primo risultato positivo nella misura in cui sarà rapidamente concretizzato", dice il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. L'urgenza di "approntare misure anche per i lavoratori precari parasubordinati" viene infine sollecitata dal presidente di Legacoop, Giuliano Poletti: "non si può più attendere - dice - saranno loro i primi a pagare le conseguenze della crisi".
Ma la crisi potrebbe esser più dura del previsto - "Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire". Lo ha annunciato il ministro dell'Economia aprendo la giornata dedicata al credito con i rappresentanti di imprese, lavoro e banche. "È necessario uno sforzo collettivo: governo, imprese, parti sociali, istituzioni bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per quanto possibile, l'impatto della crisi. Gli obiettivi fondamentali sono due: coesione, nella società e conservazione della base industriale".
"La stretta creditizia è il rischio più grande" - Ma, dice Tremonti, il "rischio più grande è la stretta creditizia". Secondo il ministro dell'Economia la stretta creditizia è quella "in cui tutto si avvita, che stritola imprese, lavoratori e alla fine le banche stesse. Il credito per l'economia è un po' come l'aria per le persone: ti accorgi quanto è importante quando viene a mancare. Il credito non è una variabile indipendente dal Pil. Se il Pil scende, scende la domanda del credito. Ma non è naturale che, con una discesa del Pil, scenda l'offerta del credito". "Le banche sono utili solo se fanno le banche, non se il loro operato resta fine a se stesso", è stato l'ammonimento di Tremonti, sottolineando tuttavia che "le banche non devono avere un profilo di rischio oltre misura altrimenti si produce un rischio sul risparmio depositato".
Tremonti bond - Sui cosiddetti Tremonti bond, lo stesso ministro ha affermato che è "inaccettabile dire che il tasso di interesse dell'8,5% è troppo elevato e quindi non servono a niente. Non è vero che alle imprese dovrebbe venire applicato un tasso dell'8,5% maggiorato dalla ricarica delle banche". Secondo il ministro, invece, i Tremonti bond sono "il canale dell'ossigeno per l'economia. Non sono un debito, ma uno strumento di patrimonializzazione delle imprese, è come se fosse un aumento di capitale che allarga il patrimonio delle banche".
 
 
 
  
 

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