L’infondatezza di alcune informazioni diffuse nelle ultime settimane su diversi organi di stampa, e la ricaduta negativa in termini di immagine nei confronti di Tiscali e dei suoi dipendenti in un momento di crisi economica, ci obbliga a prendere una posizione in merito. Mentre a livello nazionale si discute di risollevarsi dalla crisi, di salvare settori interi dell’economia italiana, di sostenere auto ed elettrodomestici, si attacca e danneggia Tiscali, una realtà economica ai vertici dell’innovazione e della tecnologia.
Tiscali è stata ed è tuttora un’esperienza industriale innovativa che uscendo dai confini nazionali ha saputo esprimere un capitale umano, tecnico e tecnologico innegabile:
• ha promosso con i suoi prodotti e servizi all’avanguardia la competizione su un mercato per anni immobile, con evidenti benefici in termini di costo e reale fruibilità delle tecnologie per il consumatore finale;
• ha un brand solido e riconosciuto a livello nazionale e internazionale e ha partecipato attivamente e pioneristicamente alla diffusione e all’accessibilità di tecnologie per la fruizione avanzata di Internet;
• in oltre 10 anni di attività ha investito oltre 400 milioni di euro in tecnologia e rete sostenendo la modernizzazione delle infrastrutture nazionali nel mercato italiano delle TLC;
• ha generato occupazione in Italia per oltre 1300 persone medie annue.
Parliamo di un’azienda attenta all’economia del territorio sardo, che attualmente sta affrontando la crisi dei mercati con l’elaborazione di un piano industriale finalizzato al miglioramento della redditività anche mediante operazioni di ottimizzazione dei costi e degli investimenti.
Un processo, questo, iniziato nel 2008 e che sta già portando i primi risultati: facciamo riferimento all’accordo siglato con le Organizzazioni Sindacali che prevede la gestione degli esuberi dichiarati dall’azienda attraverso l’utilizzo del solo strumento degli esodi incentivati e su base volontaria, senza alcun ricorso a strumenti traumatici quali la Cassa Integrazione o la Mobilità, tanto meno licenziamenti.
È per questo che chiediamo rispetto da parte delle istituzioni, confermando il nostro impegno ad esercitare questo ruolo di crescita e modernizzazione per il Paese e per la Sardegna.
Confidiamo quindi di poter contare ora e nel futuro su atteggiamenti costruttivi e di rispetto che un’importante realtà economica e industriale come Tiscali merita.
Mario Rosso
Amministratore Delegato Tiscali S.p.A.