In pochi mesi il virus dell'influenza A H1N1 ha fatto il giro del mondo, dimostrando una capacità di diffusione molto rapida. Microbiologi, infettivologi e immunologi di tutto il mondo non lo perdono d'occhio perché le probabilità che possa improvvisamente trasformarsi, diventando più aggressivo, non vanno sottovalutate. Sorvegliare il responsabile della nuova pandemia é necessario, inoltre, perché molte domande sul comportamento di questo virus sono ancora senza risposta.
Come è fatto - Il virus A H1N1 è un collage di otto geni che provengono da tre specie diverse (suina, aviaria e umana). Combinandosi, hanno dato vita al quarto virus pandemico finora osservato, dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell'Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.
Un virus nato in laboratorio? - Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano. Lo sostiene, tra gli altri, il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei "padri" dell'antivirale oseltamivir, in un articolo che ha inviato all'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc), e del quale ha annunciato l'imminente pubblicazione. Un'ipotesi, a quanto si apprende, sulla quale l'Oms sta indagando e si sta confrontando in questi giorni con gli esperti internazionali di virologia umana e animale. Hanno ricevuto copia dell'articolo anche gli esperti internazionali della Fao e dell'Organizzazione internazionale per la salute animale (Oie). Secondo Gibbs le caratteristiche genetiche del virus A/H1N1 sono tali da far supporre che sia stato coltivato nelle uova. Queste ultime sono largamente utilizzate nei laboratori sia per coltivare i virus sia per coltivare i vaccini. In passato, nel 1977, un virus influenzale del tipo H1N1 era stato prodotto per errore per la cattiva gestione di un laboratorio in Russia.
Come si trasmette - Come i virus dell'influenza stagionale, anche quello dell'influenza A si trasmette attraverso le goccioline di saliva disperse nell'ambiente con colpi di tosse e starnuti. L'influenza che trasmette è stata chiamata anche "suina" sia perché il virus contiene geni dell'influenza suina, sia perché il maiale è probabilmente stato il laboratorio naturale in cui il virus si è formato, assemblando i diversi frammenti di geni. Tuttavia gli esperti hanno assicurato fin dall'inizio che non si corre alcun rischio di trasmissione consumando carne di maiale.
Quanto si trasmette - In quattro mesi il virus ha attraversato cinque continenti, a dimostrare la sua grande capacità di trasmettersi. Le sue armi molecolari, ossia le proteine che si trovano sulla sua superficie (chiamate emoagglutinina e neuroaminidasi) si sono trasformate in modo che il virus ora riesca ad agganciarsi molto facilmente a più tipi di cellule umane. Poiché è un virus pandemico, è presente in tutto il mondo contemporaneamente e indipendentemente dalle stagioni.
Sintomi - Sono simili a quelli dell'influenza stagionale, con febbre, tosse, mal di gola, naso chiuso, dolori muscolari, mal di testa, debolezza. Come nell'influenza stagionale, il contagio può avvenire da un giorno prima fino a una settimana dopo la comparsa dei sintomi.
Quanto è aggressivo - I casi avvenuti finora appaiono lievi e si guarisce in una settimana. In genere le morti sono avvenute in persone già molto indebolite da altre malattie e con problemi respiratori. Ci sono stati, però, casi in cui sono morti bambini e giovani così come donne in gravidanza. Gli esperti cercano di capire perché. Sembra comunque, ha osservato oggi l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che a mano a mano che i casi aumentano i casi di ricovero e complicanze riguardano persone più anziane. Il quadro complessivo non è comunque ancora chiaro, ha detto ancora l'Oms, e richiede una costante sorveglianza.
Come difendersi - Gli esperti raccomandano di lavare spesso le mani con acqua e sapone e di non frequentare luoghi affollati. Le persone con l'influenza non dovrebbero uscire di casa quando hanno la febbre o durante il periodo in cui è più probabile che possano trasmettere il virus ad altri.
18 novembre 2009