Non era stato infettato dal virus A/H1N1 A il bambino di due anni, Cosimo Brancasi,
morto martedì a Lecce. Lo si è appreso dall'assessorato regionale pugliese alle Politiche della salute. Che il piccolo fosse stato contagiato dal virus dell'influenza A era stato reso noto martedì dall'Asl di Lecce. Nella nota si affermava che era morto nel "Centro di Rianimazione del Presidio Ospedaliero 'V.Fazzi' di Lecce il piccolo Brancasi Cosimo, di anni due". "Il bambino - si aggiungeva - era ricoverato in Rianimazione dal 27 novembre, proveniente dall'Ospedale di Manduria in stato di coma". "Il piccolo - concludeva la nota - è risultato positivo al virus influenzale AH1N1". Sono state aperte due inchieste una penale iretta dal pm del Tribunale di Brindisi Silvia Nastasia e l'altra sanitaria svolta congiuntamente dall'assessorato alle Politiche della salute della Regione Puglia e dalla Asl di Lecce
La denuncia dei genitori - Cosimo è deceduto dopo cinque giorni di sofferenze nell'ospedale dov'era giunto in stato di coma dopo una breve permanenza nell'ospedale di Manduria (Taranto). Aveva appena due anni e non era affetto da altre patologie, come hanno dichiarato i suoi genitori che hanno sporto denuncia per capire se qualche negligenza sanitaria abbia contribuito in maniera decisiva alla morte del bimbo.
Indagati i medici - Sarebbero sette, compresa la pediatra di famiglia, i medici indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Brindisi. Ai medici il pm inquirente del tribunale di Brindisi, Silvia Nastasia, ha notificato gli avvisi di garanzia per dar loro la possibilità di nominare consulenti che avranno la facoltà di assistere all'autopsia che sarà compiuta nel pomeriggio, a Lecce, da un medico legale e da un infettivologo. Gli avvisi di garanzia - evidenziano fonti giudiziarie - "sono un atto dovuto a garanzia dell'indagato".
Positivo il tampone negativo il liquor - Il piccolo era risultato positivo all'influenza A/H1N1 il tampone nasale (l'esame immediato e di routine per accertare se ci sia stato "contatto" con portatori del virus) ma non è stato riscontrato il virus nel liquor cerebrospinale raccolto a livello della colonna vertebrale. L'esame del liquor è stato fatto nell'ambito degli accertamenti medici scaturiti dal fatto che al piccolo era stata diagnosticata un'encefalite.
"Il bambino era affetto da una encefalite" - Si tratta di una patologia acuta del cervello, nella grande maggioranza dei casi gravi il virus H1N1 non dà encefaliti ma polmoniti per questo motivo abbiamo eseguito la ricerca dell'H1N1 nel liquor e non abbiamo trovato traccia dell'H1N1", ha chiarito l'assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, primario anestesista, a proposito della vicenda del bambino morto a Lecce. "Qualora fosse stato trovato il virus H1N1 nel liquor - precisa Fiore - saremmo stati certi del fatto che l'encefalite dipendesse dal virus H1N1, viceversa non c'è traccia".
Si era sentito male la settimana scorsa - Il piccolo, con la sua famiglia, viveva a San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi e aveva manifestato quelli che sono stati diagnosticati come i primi sintomi dell'influenza A, la sera di giovedì scorso. La madre aveva chiamato con insistenza la pediatra del piccolo perché lo visitasse a casa, ma il medico aveva ritenuto superflua la visita, invitando i genitori a portare il piccolo al suo studio. La febbre era rapidamente salita e le condizioni del bambino erano peggiorate al punto che i genitori l'indomani mattina avevano portato Cosimo nel vicino ospedale di Manduria (Taranto). Viste le sue gravi condizioni, i medici avevano disposto il trasferimento nel centro di rianimazione dell'ospedale di Lecce, ma qui il piccolo è giunto in stato di coma.
Disposta l'autopsia - Diagnosi: sospetta encefalite virale, poi la morte cerebrale. Il bimbo è stato tenuto in vita con le macchine, ma il cuore ha cessato di battere. I genitori continuano a ribadire che il loro bimbo era sano e hanno presentato una denuncia attraverso il loro legale, l'avvocato Gianluca Schifone. Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Brindisi Silvia Nastasia ha disposto l'autopsia per chiarire le cause del decesso. Scopo dei famigliari è capire se il piccolo potesse essere salvato con un intervento più tempestivo della pediatra.
02 dicembre 2009