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Maltrattamenti sui bimbi, arrestate maestra e direttrice di una scuola pubblica materna

Nuovo episodio di violenza all’interno di una scuola materna: una maestra e la coordinatrice di un istituto per l'infanzia di Roma sono state arrestate dalla polizia per maltrattamenti e percosse a bambini. Gli agenti del commissariato San Basilio, diretti da Adriano Lauro, hanno dato esecuzione agli arresti domiciliari a seguito di una serie di indagini coordinate dalla Procura di Roma dopo le segnalazioni di alcuni colleghi delle arrestate e alcuni genitori dei bimbi vittime degli abusi.
Violenze durate per anni - E' un quadro di violenze e soprusi ai danni anche di bimbi di soli tre anni quello quello che emerge dall'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Franca Mattei, 63 anni, e Maria Rosaria Citti, 57 anni, insegnate e direttrice della scuola pubblica di infanzia, "San Romano". "Altre maestre dell'istituto e la direttrice Citti erano da tempo a conoscenza dei comportamenti della Mattei e la direttrice non è mai intervenuta, neppure attivando verifiche interne bensì ha coperto", scrive il gip. Il ministero dell'Istruzione ha disposto un'ispezione alla scuola mentre il ministro Maria Chiara Carrozza segue con attenzione gli sviluppi della vicenda.
I maltrattamenti - Diversi i comportamenti violenti e denigratori riscontrati nella scuola materna nei confronti dei piccoli, tra questi quello subito da un bimbo colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni e per questo costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia. Le umiliazioni verbali della maestra arrestata riguardavano anche bambini portatori di disagi e difficoltà psicoinfantili, che venivano apostrofati come “scemo”, “zozzo” o “bastardo”. Ma secondo l'ordinanza di arresto, sono stati tanti gli eventi in cui la maestra è ricorsa alla violenza per ottenere l'obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. Alcuni bimbi, solitamente i più grandi, erano incitati alla violenza e alla denigrazione nei confronti degli altri.
Incastrate dalle telecamere in aula - Dopo aver ascoltato i testimoni, gli inquirenti avevano disposto un'attività d'indagine tecnica, con telecamere installate in aula, che hanno fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza. Dalle indagini è anche emerso che, nonostante la maestra fosse stata più volte criticata e ripresa anche dalle sue colleghe per i suoi “metodi educativi”, continuava nei suoi comportamenti perché coperta dalla direttrice, l'altra donna oggi arrestata dalla polizia. Nel corso del tempo, il personale scolastico, docenti e non, che denunciava i comportamenti dell'insegnante alla direttrice in alcuni casi sarebbe stato emarginato dall'ambiente. La direttrice, infatti, avrebbe cercato di mettere tutto a tacere senza prendere alcun provvedimento e avrebbe fatto ricorso anche a forme di intimidazioni e ritorsioni nei confronti di chi accusava la maestra.
"I miei metodi funzionano" - Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma, Elvira Tamburelli, lo stesso giudice del caso della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, emerge pure che Franca Mattei rispondeva in modo provocatorio a chi le contestava l’uso della violenza ai danni degli alunni: "I miei metodi funzionano". Ad una bidella che le faceva notare quanto compiuto contro alcuni alunni, rispondeva che "è antieducativo, però per me funziona". Per il gip quelli della maestra sono stati "comportamenti minacciosi e violenti che non abbandona nel corso della lezione, mettendo i bambini così piccoli in stato di soggezione e paura costanti. La natura della relazione aggressiva e ingiustificata, intollerabile, che la maestra ha instaurato e tiene con la sua classe, rende chiaro come la maestra intenda il proprio ruolo educativo", riflette il gip.
Genitori sconvolti - La madre di un bimbo autistico, che secondo gli investigatori è una delle vittime, si dice sconvolta: "La direttrice e l'insegnante partecipavano alle riunioni come se niente fosse. Non ne abbiamo mai saputo niente, per me è ancora inimmaginabile. Sono sconvolta, voglio la verità e andare in fondo a questa storia. Pretendo di vedere il video" aggiunge la madre del bambino autistico precisando che in classe è l'unico piccolo con disabilità. "E' assurdo che nessuno mi abbia mai detto nulla - aggiunge - nessuno mi ha mai chiamato. Capisco che c'é un'indagine, ma caspita!. Avrei potuto aiutare. E' strano perché mio figlio è assistito da 4 maestre più una quinta". "Un autistico non verbale - sottolinea la madre - se ha un disagio non ci va a scuola. Io non voglio né difendere, né accusare ma non ho avuto alcun segnale".
Ci sono pure genitori increduli - "Mio figlio adora questa persona che è un'amica di famiglia. Finché non vedo il video non ci credo. Io ho parlato con la maestra, non sa di che cosa l'hanno accusata, è una donna distrutta. Noi vogliamo vedere il video", ha dichiarato ai microfoni di Tgcom24 la madre di uno dei bambini dell'asilo.  "Siamo sorpresi da tutto quello che sta succedendo. I bambini hanno sempre descritto la maestra come una persona dolce, che li imboccava e li aiutava a fare i bisognini. Lei stigmatizzava perfino qualche docente particolarmente austero, come nel caso di una collega che utilizzava il fischietto in classe. Qui a scuola c'era il totoscommesse ogni anno per riuscire ad iscrivere i nostri figli nella sua classe". A parlare sono alcuni genitori di un bimbo nella classe dove insegnava la maestra arrestata dalla polizia a Roma. "Mio figlio non voleva andare a scuola se sapeva che non c'era lei. Quello che sta succedendo è assurdo", ha spiegato un genitore che è anche una stretta amica della donna "da 15 anni".
Gli insulti - "Sei una cosa inutile, un bambino che non capiva niente, un testone". Era il modo con cui la maestra Franca Mattei, arrestata oggi a Roma per maltrattamenti, appellava uno dei suoi alunni. A riferirlo è un'altra maestra, sentita dagli inquirenti, che ha raccontato dei 'metodi educativi' dell'arrestata che "imperniava la sua figura di educatrice – è detto nell'ordinanza di custodia cautelare – mostrando autorità, cercando di incutere timore e paura nei bambini". Dileggiando "davanti all'intera classe alcuni alunni, permettendo che poi i compagni facessero altrettanto emulando i comportamenti della maestra". Franca Mattei, secondo quanto accertato dall'attività di intercettazione ambientale, spesso utilizzava nei confronti degli alunni epiteti come "scemo, sciocco, zozzo e bastardo’"mortificanti "della dignità del bambino".
Bidella: schiaffi a bimbi disabili - Nel racconto di una bidella, che ha denunciato ai pm della Procura di Roma quanto accadeva nell'istituto, Franca Mattei ordinava ai bambini di dare schiaffi ai compagni e ha preso di mira anche un alunno con disagi psico-fisici. La collaboratrice scolastica ha riferito di molti episodi di violenza. "Un giorno uno dei bambini (affetto da problemi psico-fisici) doveva fare la pipì - racconta la bidella ai pm -. La Mattei lo mette seduto sulla tazza, poi comunque lui è un bambino, non è che se tu gli dici stai buono lui sta buono…. Lei ad un certo punto gli da un 'pizzone' in faccia. Poi si vede che lei si è resa conto che comunque c'ero io, si è girata e mi ha detto: 'Oddio, mi sono sbagliata, gli volevo dare una carezza', e io le ho detto: 'Ma tra schiaffo e una carezza c'è una differenza ".
15 maggio 2013
Redazione Tiscali
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