Napoli: la Città della Scienza in fiamme (Ansa) Napoli: la Città della Scienza in fiamme (Ansa) 
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Napoli, in fiamme la Città della Scienza. C'è l'ipotesi di rogo doloso. De Magistris: "Città sotto attacco"

La Procura di Napoli ha avviato un'indagine per chiarire le cause del terribile incendio che nella notte ha quasi interamente distrutto la Città della Scienza. C'è un fascicolo, per ora aperto contro ignoti e c'è un'ipotesi, quella che il rogo possa essere stato doloso, che attende di essere verificata all'esito delle indagini. "Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale. Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili", ha affermato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris aggiungendo che si tratta di "un lutto per la città, per la cultura e la scienza di questa città". De Magistris, che ha parlato a margine della seduta solenne del Consiglio comunale dedicata alla Giornata sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, stanotte è stato a Bagnoli e potrebbe ritornare nelle prossime ore sul luogo dell'incendio che, sottolinea, "è stato davvero devastante".
De Magistris su Twitter: "Città sotto attacco" - "Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della Scienza - scrive il sindaco - Napoli è sotto attacco!" Alcuni momenti di tensione non vanno sottovalutati, c'è qualcuno che sta troppo sottovalutando la cosa", ha poi dichiarato il sindaco. "Chi sottovaluta le tensioni sociali fa un grave errore - ha aggiunto De Magistris - a furia di lasciare senza risorse e lasciare isolati i Sindaci si alimentano tensioni. A Napoli c'é rabbia, non c'é lavoro, c'é disperazione, povertà e tensioni. Mi auguro che da una tragedia come questa ci si ricordi che si deve ripartire dalle città e dall'identità del paese. Continuiamo a lottare". "Adesso avremo un nuovo governo, speriamo che riparta in modo diverso", ha concluso il sindaco di Napoli.
Indaga la Dda - Le modalità con cui è divampato l'incendio e il luogo - un'area dove è forte la presenza dei clan - inducono gli inquirenti ad esaminare con attenzione anche l'ipotesi di un attentato al quale non è estranea la criminalità organizzata. L'ipotesi è tra quelle vagliate durante un vertice che si è svolto in Procura al quale hanno partecipato il procuratore aggiunto Giovanni Melillo, che coordina anche la Dda e un sostituto della procura antimafia. Al vertice hanno partecipato anche i pm Michele Del Prete e Ilaria Sasso del Verme, nonché gli investigatori di Digos, squadra mobile, polizia scientifica, carabinieri e i vigili del fuoco. Al momento non è stato trovato alcun indizio certo che l'incendio sia stato appiccato. Tra gli elementi che inducono gli inquirenti a privilegiare l'ipotesi del dolo, vi sono alcune fotografie postate da testimoni sui social network che lascerebbero pensare che le fiamme siano divampate contemporaneamente in più punti. 
Un gioiello di museo - ll museo è considerato uno dei maggiori gioielli culturali di Napoli oltre che uno dei suoi più validi attrattori turistici, con una media di 350mila visitatori l'anno. Il primo embrione del progetto risale agli anni Novanta; nel 2001 l'inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nello scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l'era dell'acciaio e dell'Italsider, aveva visto proprio in Città della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere.
La disperazione dei dipendenti - Con Città della scienza è come se fossero bruciate stasera anche quelle speranze. Fuori del museo ci sono quasi tutti i 160 dipendenti, angosciati per il loro futuro occupazionale; gli stessi timori coinvolgono i tanti che lavoravano nell'indotto creato dal museo, giunti in via Coroglio dopo aver appreso dell'incendio. L'area distrutta dalle fiamme è stimata in 10-12mila metri quadrati, praticamente l'intero centro, a eccezione del "teatro delle Nuvole", un corpo separato che ospitava rappresentazioni. Il custode racconta di aver visto una colonna di fumo, e di aver dato subito l'allarme: ma in pochi minuti il fuoco ha divorato i padiglioni dall'interno, diventando indomabile. Sono state ore di sgomento anche per tutti gli abitanti di Bagnoli, che temevano di rimanere intossicati dal fumo denso e nero, poi invece sospinto dal vento verso il mare aperto.
Vendola: bisogna ricostruire - "La politica ha da commentare una vicenda di straordinaria gravità. La Città della Scienza è stato un simbolo del riscatto del Sud e della città di Napoli. Questo incendio ha prodotto una ferita così terribile al patrimonio culturale merita una risposta immediata dello Stato, altrimenti diventa il simbolo di un'Italia che si incenerisce" - ha detto ai microfoni di Tgcom24 Nichi Vendola, a margine della direzione nazionale di Sel. "Bisogna ricostruire e occuparsi dei dipendenti di quel gioiello del riscatto della città di Napoli - ha aggiunto - è una grande questione nazionale. Oggi la politica guardi a Napoli e dica di voler ricostruire subito la Città della Scienza".
05 marzo 2013
Redazione Tiscali
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