Gli impianti dell'Ilva di Taranto Gli impianti dell'Ilva di Taranto 
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Ilva, Clini: "Se chiude, qualcuno festeggerà". La Procura di Taranto: "Si rallenti la produzione"

"Ilva ha la precisa volontà di continuare a investire a Taranto nell'ambito di un programma che definisca una prospettiva sostenibile per il futuro". Lo afferma il presidente Ilva, Bruno Ferrante in una nota diffusa dalla società sull'incontro con i rappresentanti delle istituzioni per lo stabilimento siderurgico. "La prossima settimana presenteremo - prosegue -  alla procura di Taranto un'istanza con la quale indicheremo interventi da attivare immediatamente per il risanamento ambientale degli impianti. Tali interventi sono in perfetta linea con quanto disposto dal tribunale del riesame nei provvedimenti del 7, 20 e 28 agosto scorso". La prossima settimana presenteremo alla procura di Taranto un'istanza con la quale indicheremo interventi da attivare immediatamente per il risanamento ambientale degli impianti. Tali interventi sono in perfetta linea con quanto disposto dal tribunale del riesame nei provvedimenti del 7, 20 e 28 agosto scorso".
"Contro di noi gruppi industriali stranieri" - "Se chiude il più grande centro siderurgico d'Europa, in una situazione critica nel settore dell'acciaio a livello europeo, abbiamo qualcuno che fa festa". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a conclusione del tavolo istituzionale tenutosi a Bari sulla questione dell'Ilva. Secondo Clini si deve "supporre che gruppi industriali europei ed extraeuropei abbiano buoni motivi per sperare che la nostra iniziativa non abbia successo. Hanno molti strumenti per influenzare negativamente l'esito del nostro lavoro” dice."Il retrobottega della politica e’alleato di questi poteri forti”. Secondo il ministro dell’Ambiente, la strategia dello sviluppo sostenibile della Ue "assegna alla protezione dell'ambiente il ruolo di forza trainante della crescita e della competitività dell'economia europea". Per questo, aggiunge Clini, la direttiva europea per la prevenzione ed il controllo dell'inquinamento, che ha introdotto l'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) delle attività industriali, è "l'applicazione concreta di questo principio guida ed è la negazione dell'idea che la strategia ambientale sia diversa, e magari contrapposta a quella industriale". 
La Procura: produrre inquina, impianti al minimo - Intanto, secondo quanto si evince da una direttiva che la Procura di Taranto ha consegnato ai custodi giudiziari degli impianti sequestrati dalla prossima settimana l'Ilva di Taranto dovrà rallentare la produzione per consentire l'adeguamento degli impianti posti sotto sequestro il 26 luglio scorso perché inquinanti.
La direttiva della procura è stata per ora consegnata ai tre custodi 'tecnici'. L'atto verrà a breve consegnato anche al presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, anche lui custode giudiziario. Nella direttiva si ricorda che il sequestro degli impianti dell'aria a caldo del siderurgico è senza facoltà d'uso, che gli impianti non possono essere utilizzati a fini produttivi, così come già indicato nel decreto di sequestro confermato dal Tribunale del Riesame, pur dovendo salvaguardare gli stessi impianti. Secondo la Procura, non sarebbe possibile adeguare gli impianti dal punto di vista ambientale e contemporaneamente produrre acciaio in quanto gli stessi impianti inquinano.
14 settembre 2012
Redazione Tiscali
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