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Crisi, in Sardegna tanti "casi Alcoa": desertificazione industriale colpisce ormai tutta l'Isola

La battaglia all'Alcoa di Portovesme non è che la punta dell'iceberg di una situazione di progressiva desertificazione industriale che colpisce tutta la Sardegna. C'è fame di lavoro: Cgil, Cisl e Uil, ma anche la Regione, hanno sollecitato più volte Palazzo Chigi per l'apertura di un tavolo unitario sulla crisi nell'Isola, definita ormai "vertenza Sardegna". Ecco la mappa delle principali crisi in Sardegna:
Sulcis - Oltre ad Alcoa è in bilico tutta la filiera dell'alluminio. Per la ex Ila, dopo l'acquisto da parte di un nuovo imprenditore sardo, si attende il progetto per il riavvio dello stabilimento che occupava 170 operai. Ancora nulla di fatto, invece, per la prima vertenza aperta nel territorio, quella dell'Eurallumina. Sono 400 le tute verdi che attendono il 27 settembre, data del nuovo incontro al Mise con la proprietà russa della Rusal che dovrebbe investire 120 milioni di euro. Chiusa definitivamente la Rockwool di Iglesias (150 lavoratori) a causa di una delocalizzazione produttiva di lana di roccia che in Sardegna non generava perdite. I 500 minatori della Carbosulcis (100 posti nell'indotto), dopo una dura protesta a meno 373 metri nel tunnel con esplosivo, hanno strappato l'impegno dal governo per rivedere il progetto integrato di centrale elettrica alimentata con il carbone e lo stoccaggio dell'anidride carbonica, evitando la fermata a fine 2012.
Keller - Sfumato l'accordo con il gruppo ceco della Skoda, si attende che si concretizzi l'ipotesi di un gruppo austriaco che affitti il ramo d'azienda dell'azienda di Villacidro (Medio Campidano) per produrre motrici e carrozze ferroviarie.
Ottana, energia e manifatturiero - In un territorio che ha già perso oltre 2.000 posti di lavoro nel tessile, non regge neppure la chimica del Pet, travolta dall'annunciata chiusura della centrale elettrica Ottana Energia, in partnership tra il gruppo Clivati e i thailandesi di Indorama. Annuncio di mobilità per 250 lavoratori dopo che Terna non ha inserito la centrale tra le produzioni indispensabili per garantire l'equilibrio della rete.
Vinyls - Nel peltrolchimico di Porto Torres non operano più 1.200 lavoratori e per i 150 della Vinyls, dopo l'occupazione per oltre un anno dell'isola dell'Asinara, ribattezzata Isola dei cassintegrati, non c'è ancora pace.
12 settembre 2012
Redazione Tiscali
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