Sarah Scazzi con Sabrina Misseri Sarah Scazzi con Sabrina Misseri 
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Scazzi, Valentina Misseri: "Sabrina non era gelosa di Sara". Il medico legale: strangolata da una corda

"Sabrina si arrabbiava se Sarah aveva atteggiamenti troppo affettuosi nei confronti di Ivano Russo in pubblico, ma solo perché voleva proteggerla e non perché era gelosa. La gente è maligna e certi atteggiamenti potevano essere equivocati". A sottolinearlo è Valentina Misseri, sorella di Sabrina e figlia di Cosima Serrano, deponendo al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. La teste ha detto che tra lei e Sabrina non c'erano segreti, che le raccontava tutto e che non è vero che la sera prima dell'omicidio ci fu un litigio furibondo tra Sabrina e Sarah. Valentina Misseri ha detto inoltre che anche lei, quando seppe della scomparsa di Sarah, pensò che potesse essere stata rapita. "Dissi subito: l'hanno presa. Era una bravissima ragazza, non aveva mai avuto colpi di testa e non poteva essersi allontanata da sola".
"Zia Concetta sospettava del marito" - Prosegue nella deposizione, Valentina Misseri. "Zia Concetta aveva sospetti anche su suo marito perchè aveva già avuto guai con la giustizia e qualcuno, per ripicca o per vendetta, poteva avercela con lui a San Pancrazio Salentino". La teste ha parlato poi del ritrovamento del cellulare di Sarah e ha aggiunto che era stato proprio il padre a parlarne a Sabrina. All'epoca si facevano tante ipotesi sulla scomparsa di Sarah: "se io - ha sottolineato Valentina Misseri - avessi avuto subito dei sospetti su papà, con tante domande l'avrei fatto crollare".
L'sms di Sabrina prima dell'arresto - "Papà ha detto che l'ho aiutato a uccidere Sarah" avrebbe scritto Sabrina Misseri alla sorella Valentina. "Ho pensato: o papà è uscito fuori di testa o è una strategia", ha aggiunto Valentina che ha anche sottolineato come sia lei, sia sua sorella rimproveravano Sarah quando si truccava in maniera eccessiva. La teste ha ricordato, inoltre, di aver riconosciuto in Stefania De Luca la donna che raccontò in una intervista televisiva di un litigio avvenuto tra Sarah e Sabrina. Valentina ha anche riferito di un incontro che il 22 novembre 2010, lei e la madre Cosima Serrano ebbero in carcere con Michele Misseri che all'epoca era arrestato dopo essersi autoaccusato dell'omicidio. "Ci disse che Sabrina avrebbe preso due anni perché lui - ha riferito la teste - aveva detto che era stato un incidente e aggiunse che l'avv. Galoppa gli aveva fatto vedere delle carte e che rischiavano anche Mimino Cosma e zio Carmelo".
Strada: uccisa da una corda - L'altra deposizione importante è stata quella del medico legale, Luigi Strada secondo cui Sara "fu uccisa con una cintura". Strada ha poi detto che è impossibile stabilire se la ragazza sia stata violentata, mentre è possibile che abbia digerito così velocemente il cordon bleu che aveva mangiato. Il medico ha poi detto di essersi sbagliato sulle analisi che fece sulle ferite riportate da Michele Misseri sul braccio. ”La ragazzina fu strangolata con una cintura larga circa due centimetri e mezzo che ha lasciato un solco sul collo. La morte sopraggiunse in due-tre minuti per asfissia”, ha detto Strada. Sarah fu uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. Nell’aula di Corte d’Assise sono state mostrate le foto delle corde e delle cinture rinvenute nel garage e nell’abitazione di Michele Misseri, lo zio della vittima che fece ritrovare il cadavere e inizialmente si autoaccusò dell’omicidio, e il video in cui il contadino di Avetrana simula lo strangolamento.
Sul corpo segni di putrefazione - Il medico legale ha precisato di aver subito nutrito dubbi sulla versione fornita da Misseri. Quanto alle condizioni in cui fu trovato il cadavere della vittima, Strada ha ribadito che ”sul corpo c’erano segni di putrefazione avanzata e la permanenza nell’acqua aveva danneggiato i tessuti, ma i segni sul collo indicano chiaramente lo strangolamento”.
Il medico ha poi detto che Sarah Scazzi può aver digerito in fretta il cordon bleu che mangiò prima di recarsi a casa Misseri, il giorno in cui fu uccisa, e per questo motivo nel suo stomaco non c’era traccia di cibo. Secondo i consulenti di Sabrina Misseri (imputata del delitto insieme alla madre, Cosima Serrano), invece, per digerire il cordon bleu occorrerebbero dalle due alle quattro ore e la ragazzina, quindi, potrebbe essere stata uccisa almeno due ore dopo rispetto all’orario indicato dai magistrati, cioè intorno alle 14 del 26 agosto 2010. ”L’acido cloridico – ha detto in aula il medico legale – può aver disgregato il cibo assunto da Sarah il giorno dell’omicidio. Il cordon bleu ha un peso di circa 120 grammi, ma puo’ essere stato tranquillamente assorbito”. Nello stomaco della ragazzina, in fase di autopsia, furono trovati solo 20 centilitri di liquido grigiastro torbido. Non c’era traccia, invece, del cordon bleu mangiato frettolosamente dalla vittima poco prima di uscire, come riferito dalla madre, Concetta Serrano.
Ferite di Misseri non causate da unghie - Strada ha poi ammesso di aver commesso un errore riguardo le due ferite in via di cicatrizzazione rilevate sul braccio destro del contadino ”per morfologia richiamavano le impronte di unghie”. ”Non poteva essere così – ha risposto in aula – perché le ferite erano profonde oltre un centimetro e ci sarebbe voluta un’unghia lunga e affilata, praticamente un artiglio”. Misseri preciso’ in occasione della seconda visita medica che quelle ferite ”se le era procurate mentre lavorava in un vigneto andando ad urtare contro delle punte di sarmenti tagliate a becco di flauto. Le lesioni riscontrate – ha confermato il medico legale – sono compatibili con questa versione”.
I dubbi sulla violenza sessuale - ”La permanenza in acqua per oltre 40 giorni del corpo della ragazzina ha modificato la sua morfologia ed è stato impossibile rilevare se c’e’ stata violenza sessuale”, ha detto il medico legale. Era stato Michele Misseri a riferire inizialmente agli inquirenti di aver abusato sessualmente della nipote quando quest’ultima era già morta. Il contadino aveva poi ritrattato la confessione.
03 luglio 2012
Redazione Tiscali
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