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Il Senato dice sì all'arresto di Luigi Lusi che si è già costituito: "Ho molto da dire ai magistrati"

"Hanno voluto trovare un capro espiatorio, per soddisfare chi evoca, strumentalmente, i 'forconi' della piazza", ha dichiarato a caldo Luigi Lusi dopo il voto di Palazzo Madama che ha detto sì alla richiesta di custodia cautelare in carcere. Il senatore si è presentato subito dopo nel carcere di Rebibbia per costituirsi. Ora per il senatore del Pd si prospettano gli interrogatori dei magistrati. A questo proposito Lusi annuncia di "non aver detto tutto ai giudici e di essere a disposizione per approfondimenti". Il voto dell'Aula del Senato sulla richiesta di arresto nei confronti dell'ex-tesoriere della Margherita è avvenuto per la prima volta a scrutinio palese. Al momento del voto erano presenti in Aula 195 senatori, hanno votato in 169, favorevoli 155, contrari 13, astenuti 1. Con questi numeri il Senato ha dato via libera alla richiesta d'arresto a carico dell'ex tesoriere. Il commento a caldo del senatore è stato amaro: "Sono una persona che sta vivendo un incubo. Spero ci sia un giudice a Roma e non solo a Berlino".
Già domani l'interrogatorio - Già giovedì potrebbe svolgersi l'interrogatorio di garanzia dell'ex tesoriere. L'atto si svolgerà davanti al gip del tribunale di Roma, Simonetta D'Alessandro, che ha firmato il 3 maggio scorso l'ordinanza di custodia cautelare contestando il reato di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita di oltre 23 milioni di euro in relazione all'ammanco dalle casse della Margherita.
Lusi: "Non ho detto tutto ai magistati" - Luigi Lusi ha fatto sapere di non aver ancora detto tutto ai magistrati. A chi glielo domandava, ha risposto: "No". E ha aggiunto: "Ci sono una marea di approfondimenti che, se loro vogliono, sono disposto a fare". Non è andato giù, al senatore, poi di leggere dai tabulati del Senato chi dei suoi ex compagni di partito ha votato a favore del suo arresto. "La De luca mi ha votato l'arresto, incredibile. L'abbiamo retribuita per anni...", ha detto Lusi scorrendo i nomi. "Anche Bianco ha votato - ha aggiunto - incredibile. Vabbeh, fatemi andare via sennò sembra che voglia fare polemiche".
"Se la Lega non partecipava non ci sarebbe stato il numero legale" - "Meno della metà del Senato ha votato a favore del mio arresto. Se la Lega non avesse partecipato al voto, non ci sarebbe stato il numero legale. Bianco ha votato, Rutelli almeno ha avuto la decenza di non votare", ha dichiarato Lusi. A chi gli domandava se si aspettava un intervento di Rutelli in Aula, Lusi ha risposto: "Avevo detto 'se Rutelli è intelligente non parla. Infatti non ha parlato, ha fatto parlare un altro (Franco Bruno, ndr) altrettanto intelligente che però si è soffermato su fatti che non ci sono nel capo d'imputazione".
Ecco chi ha votato contro - I 13 senatori che hanno votato contro l'arresto di Luigi Lusi appartengono invece in maggioranza al centrodestra e due al gruppo misto. I senatori del Pdl contrari sono: Diana De Feo; Sergio De Gregorio; Marcello Dell'Utri; Piero Longo; Marcello Pera; Guido Possa. I senatori di Coesione Nazionale sono Valerio Carrara; Mario Ferrara; Salvo Fleres; Elio Palmizio e Riccardo Villari. Hanno votato contro, dopo averlo annunciato in Aula, anche il repubblicano Antonio Del Pennino ed Alberto Tedesco, entrambi del gruppo misto. Il senatore che si è astenuto è l'ex leghista Piergiorgio Stiffoni, ora passato al misto.
L'accusa - Lusi è accusato di aver depredato i conti del partito di oltre 20 milioni di euro. "Assumersi responsabilità è differente da essere "reo confesso", ha detto durante il suo intervento. "C'è un'anomalia procedimentale che ha portato all'infamante accusa di associazione a delinquere e alla richiesta di arresto. Quando mi sono presentato spontaneamente di fronte ai pm comunque mi sono immediatamente assunto tutte le mie responsabilità alle quali non intendo sottrarmi", ha continuato aggiungendo: "No a dover trovare un colpevole per tutte le stagioni dentro a una storia che è decennale".
"Le lettere di Rutelli e Bianco hanno interferito con le indagini" -  "Le lettere di Francesco Rutelli ed Enzo Bianco hanno interferito pesantemente con le indagini in corso delimitando e indicando il campo di indagine, soffermandosi su fatti di costume discutibili ma penalmente irrilevanti: in un momento difficilissimo per i cittadini italiani a causa della crisi economica, io sento il dovere di pronunciare parole di personali scuse, consapevole come sono della necessità di un simbolico gesto di riparazione nella difficile situazione in cui versa il paese", aveva detto in Aula Luigi Lusi durante il suo intervento, difendendosi dalla richiesta di arresto nei suoi confronti. "Credo che un uomo - aveva proseguito - vada giudicato da come reagisce al fallimento e non al successo. Non ho esitato un momento ad assumere le mie responsabilità davanti al procedimento penale. Registro l'anomalia di un traffico telefonico senza precedenti che ha visto parte chiamante il senatore Rutelli con l'obiettivo di far ritirare firme già apposte per la richiesta del voto segreto", aveva affermato Lusi. E ancora: "Penso che alcuni colleghi dovrebbero esercitare la facoltà di non partecipare a questo voto proprio perché direttamente chiamati in causa nel procedimento penale che mi vede indagato e oggetto di una richiesta di autorizzazione all'esecuzione della misura della custodia cautelare in carcere". Lusi aveva sentito l'esigenza di chiedere scusa al Paese e riparare. "Proporrò alla Magistratura - aveva detto tra l'altro - di assegnare in custodia i beni immobili al Consorzio dei 17 Comuni dei Castelli Romani perché li mettano a disposizione dei cittadini".
"Un patto fiduciario" - Le finanze della Margherita erano gestite da Luigi Lusi in base a un "patto fiduciario, negato da chi avrebbe dovuto avere la statura politica per confermarlo", aveva spiegato l'ex tesoriere parlando in Aula. Secondo Lusi, "i flussi finanziari della Margherita sono stati gestiti in maniera consensuale, al fine di accantonare la maggiore liquidità possibile", e il "rapporto fiduciario non è mai stato messo in discussione".
Gasparri: "Il Pdl non partecipa al voto" - La ragione della non partecipazione del Pdl al voto è stata spiegata dal presidente dei senatori  Maurizio Gasparri. "Lasciamo la sinistra di fronte alle sue responsabilità" e "non vogliamo correre il rischio di essere strumento per un tregolamento di conti altrui".
Maroni: "E' andata come doveva andare" - Il via libera del Senato all'arresto dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi non ha stupito il leader in pectore della Lega nord Roberto Maroni: "E' andata come doveva andare", ha commentato con i cronisti alla Camera. "Un arresto - ha aggiunto l'ex ministro dell'Interno - è sempre una brutta cosa ma non c'era alternativa. Ha sbagliato a non dimettersi, sapendo che sarebbe stato autorizzato l'arresto".
Rutelli: "Ho ritenuto opportuno non parlare" - Dopo mesi in cui ho difeso il mio onore e quello della Margherita con le unghie e con i denti, ho ritenuto opportuno non parlare come accusatore politico, ne votare, poiché rappresento la parte offesa, cioè le numerose vittime, nel procedimento contro Lusi. E' toccato al Senato, nella sua libertà, decidere", ha affermato in una dichiarazione il presidente della Margherita Francesco Rutelli che non ha partecipato al voto con cui il Senato ha autorizzato l'arresto dell'ex Tesoriere dl Luigi Lusi.
 
20 giugno 2012
Redazione Tiscali
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