Nicole Minetti insieme ai suoi legali (Foto Ansa) Nicole Minetti insieme ai suoi legali (Foto Ansa) 
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"Minetti ballò nuda il lap dance per Silvio Berlusconi". E un modello svela: "Ruby mi offrì soldi per sesso"

"Nicole Minetti fece uno spettacolo al palo della lap dance e rimase nuda, solo con le scarpe con diamantini argentati, e poi si mise a ballare vicino a Berlusconi, toccava e si faceva toccare come le altre". La scena a luci rosse è stata descritta, davanti ai giudici milanesi, da Ambra Battilana, ex miss Piemonte e la prima ragazza parte civile a parlare come teste nel corso del processo sul caso Ruby a carico di Emilio Fede, di Lele Mora e della stessa consigliera regionale, la quale, seduta a fianco ai suoi legali, ascoltava la deposizione. Mentre la Minetti ballava, altri se la spassavano in modo diverso: “Ruby mi ha offerto 4 mila euro a settimana perché avessi rapporti sessuali con lei, era lei che voleva pagare me, ma io non le credevo, non credevo a niente di quello che diceva" ha raccontato durante lo stesso dibattimento Antonio Passaro, modello e avvocato.
I contatti fisici di Silvio Berlusconi e Emilio Fede - Ambra, 20 anni, che era presente ad una serata ad Arcore nella villa di Silvio Berlusconi nell'agosto del 2010, è una delle cinque ragazze - assieme a Chiara Danese, Imane Fadil, Barbara Guerra e Iris Berardi - parte civile nel dibattimento, perché lamenta di aver subito danni morali e di immagine per essere stata accostata "a una escort, ad una prostituta". "Quella sera - ha raccontato Battilana - ho visto contatti fisici, ho visto Berlusconi e Fede nella sala del bunga-bunga che si facevano toccare nelle parti intime da ragazze nude e queste ragazze che si facevano toccare seno e sedere".

La statuetta di Priapo mostrata dell’ex premier - Poco prima, invece, nel corso della cena, ha spiegato ancora, Berlusconi si era fatto portare la "statuetta di Priapo": era un "omino di legno con sopra una botte, togliendo la botte rimaneva questo omino con un pene sproporzionato rispetto al resto della statuina". Le ragazze, tra cui "Roberta Bonasia, simulavano un rapporto orale con questa statuetta". A un certo punto, ha raccontato ancora, "Berlusconi ci appoggiò le mani sul sedere, un palpeggiamento come per aiutarci, a suo modo, a salire le scale". Battilana si é anche messa a piangere in aula, quando uno dei difensori, in contro-esame, ha fatto riferimento ad una sua denuncia per violenza sessuale nei confronti di un uomo anziano che lei avrebbe conosciuto quando era minorenne, chiedendo alla giovane se avesse ricevuto 2 mila euro da quell'uomo.
Passaro rischia l’accusa di falsa testimonianza - I pm Antonio Sangermano e Pietro Forno non sono rimasti per nulla soddisfatti delle risposte che Passaro ha dato davanti ai giudici della quinta sezione penale (presidente del collegio Annamaria Gatto), tanto che a un certo punto dell'esame, rivolti al teste, hanno esclamato: "Poi faremo le nostre valutazioni sulle sue dichiarazioni". Lasciando intendere, quindi, che le parole dette in aula dal modello potrebbero essere anche valutate come qualcosa di molto vicino alla falsa testimonianza.
Le intercettazioni del settembre 2010 - In particolare, il modello, quando il pm Sangermano gli contestava un'intercettazione del settembre 2010 in cui Ruby parlava con lui di 'Papi' e diceva 'lei e' la pupilla (Noemi, ndr), io sono il c...', ha spiegato che quelle cose lui le conosceva perché erano già finite sulla stampa. In realtà, le prime notizie sul caso Ruby uscirono nell'ottobre successivo. Passaro ha raccontato anche che la giovane marocchina gli aveva parlato di "Lele Mora, perché la figlia di lui la aiutava" e di una "cena con Fede nel principato di Monaco" e "mai di Nicole Minetti, invece". La marocchina, ha aggiunto, "non mi ha mai detto che faceva la prostituta e non mi ha mai parlato di Berlusconi". 
Si aggrava la posizione di Emilio Fede - Intanto, l'avvocato Stefano Castrale ha fatto anche sapere ai giudici che Chiara Danese, ex miss Piemonte e parte civile nel processo, "non si è potuta presentare a testimoniare oggi, perché finalmente dopo un anno", da quando lo 'scandalo' è scoppiato, "ha trovato lavoro".  Prima della deposizione di Ambra, era stato chiamato come teste Daniele Salemi, collaboratore di Mora, il quale però si è avvalso della facoltà di non rispondere, perché è indagato nello 'stralcio' dell'inchiesta ancora aperto sul caso Ruby, con altri due collaboratori del talent scout. Ambra, assistita dall'avvocato Patrizia Bugnano, ha raccontato anche la giornata del 21 agosto 2010 quando conobbe Fede, assieme a Chiara Danese, per un casting da 'meteorina'. "Ci disse che la sera dopo il lavoro - ha spiegato - potevamo anche rimanere a dormire a casa sua".
Fu l’ex direttore di Tg 4 a invitare alla festa le miss - Fu Daniele Salemi, stando alle testimonianza dell'ex miss, "a portarci alla festa ad Arcore su invito di Fede, che nel corso della serata fece capire a Berlusconi 'queste le ho portate io e sono mie'". Fede, ha aggiunto la giovane, "mi disse che le gemelle De Vivo quella sera si sarebbero prese 6 mila euro da Berlusconi". Erano presenti alla serata alcune ragazze "che sembravano prostitute e si facevano baciare il seno da Berlusconi". Poi Fede "ci mise le mani sulle cosce, a me e a Chiara, era un modo per farci capire che dovevamo partecipare". Le ragazze, invece, "e soprattutto Chiara, che provava molto malessere per quella situazione", volevano andare via. Intanto, nella saletta "del Bunga Bunga", ha concluso Ambra, "alcune ragazze erano vestite da infermiere, come la Bonasia, che aveva anche un frustino". 
L’amico siriano dell'ex presidente del Consiglio - Un siriano, "che diceva di essere amico di Berlusconi, mi disse di andare ad un incontro ad Arcore per avere dei soldi" nella primavera del 2011. Lo ha raccontato in aula, al processo sul caso Ruby a carico di Fede, Mora e Minetti, la modella Imane Fadil, parte civile, che aveva già parlato nel processo all'ex premier dell'episodio dell' 'intermediario' misterioso. Oggi, però, rispondendo al pm e ai giudici, ha chiarito che quell'offerta di soldi era legata anche ad una sua eventuale reticenza nel processo.
 
15 giugno 2012
Redazione Tiscali
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