Benedetto XVI (foto Ansa) Benedetto XVI (foto Ansa) 
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Family 2012, il Papa a Milano: "La fede deve animare la politica. La popolazione dell'Emilia nel nostro cuore"

Benedetto XVI è giunto per la prima volta a Milano e ha invocato ancora una volta "una generosa solidarietà" verso le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal sisma, "che sono nel nostro cuore - ha detto ai fedeli raccolti nella piazza del Duomo - e nella nostra preghiera". "Mi compiaccio di quanto la Diocesi di Milano ha fatto e continua a fare per andare incontro concretamente alle necessità delle famiglie più colpite dalla crisi economico-finanziaria - ha detto il Papa -, e per essersi attivata subito, assieme all'intera Chiesa e società civile in Italia, per soccorrere le popolazioni terremotate dell'Emilia Romagna, che sono nel nostro cuore e nella nostra preghiera e per le quali invito, ancora una volta, ad una generosa solidarietà". Un lungo applauso ha salutato le parole che Benedetto XVI ha rivolto alle popolazioni terremotate.
La fede animi la politica a partire dalla famiglia - La fede "deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico 'ben essere', a partire dalla famiglia", da riscoprire "quale patrimonio principale dell'umanità" e "segno di una vera e stabile cultura in favore dell'uomo". Sono state le parole pronunciate da Benedetto XVI  in riferimento al settimo "Incontro mondiale delle famiglie".
Il "pensiero affettuoso" per chi ha bisogno di aiuto - Il Papa ha indirizzato "un pensiero affettuoso" a "quanti hanno bisogno di aiuto e di conforto, e sono afflitti da varie preoccupazioni: alle persone sole o in difficoltà, ai disoccupati, agli ammalati, ai carcerati, a quanti sono privi di una casa o dell'indispensabile per vivere una vita dignitosa". "Non manchi a nessuno di questi nostri fratelli e sorelle - ha affermato - l'interessamento solidale e costante della collettività".
Pisapia: "Insieme possiamo fare tanto" - "Noi insieme possiamo fare tanto se i nostri valori sapranno unire invece che dividere": lo ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia a Papa Benedetto XVI in piazza Duomo. Il sindaco ha rivolto al Pontefice il "benvenuto dei cattolici, che sono maggioranza a Milano e che oggi sono pieni di gioia, il benvenuto dei fedeli di altre religioni, perché la fede non può essere motivo di divisione, e il benvenuto anche dei non credenti". "Sono le diversità - ha detto ancora il sindaco - che segnano i nostri tempi ma queste non possono essere motivo di scontro". "Con l'Arcivescovo Scola - ha proseguito - stiamo cercando di camminare fianco a fianco e le parole che ci uniscono sono accoglienza, responsabilità e servizio". "Anche da laico - ha concluso il sindaco - so che la famiglia è il primo mattone. Da Milano, che grazie a lei oggi é al centro del mondo, può partire un messaggio che dia tutela a tutte le famiglie. Lavoriamo insieme perché nessuno si senta più solo".
Scola: "Milano sta cercando il suo nuovo volto" - "Beatissimo Padre, la accogliamo con commozione e gioia in questa piazza, cuore pulsante della nostra città": sono le parole rivolte dall'arcivescovo di Milano, Angelo Scola a Benedetto XVI. "La sua scelta di cogliere l'occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie per compiere una vera e propria visita pastorale alla Diocesi di Milano - ha detto il cardinale - è un dono che rende ogni fedele e ogni cittadino grato e responsabile". "Milano è cambiata - ha detto Scola rivolto al pontefice -. E' forse meglio dire che sta cercando il suo nuovo volto. Frammentazione, progettualità diverse e talora contrastanti, necessità di ripensare il mondo del lavoro e della finanza, di cui Milano resta in Italia la capitale, fame di educazione e di cultura, incontrano già risposta in non pochi luoghi vivi. Difatti si intravvedono i lineamenti della Milano del futuro". "I cristiani - ha detto ancora Scola - stanno contribuendo a questa comune impresa. Non sono profeti di sventura, ma testimoni e quindi edificatori tenaci di vita buona".
Il saluto al ministro Riccardi e alle autorità - Benedetto XVI è arrivato a Milano con un aereo dell'Aeronautica militare messo a disposizione dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Il Pontefice è stato accolto dalle autorità e da circa 300 dipendenti dell'aeroporto che si sono radunati a bordo pista. Tra le autorità alle quali il Papa ha stretto la mano c'erano il ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, i cardinali Dionigi Tettamanzi, Scola e Ennio Antonelli, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà. 
Il mazzo dei fiori dei bambini - Una volta sceso dall'aereo, Papa Benedetto VI ha salutato le autorità e ha ricevuto un mazzo di fiori gialli da due bambini, figli di dipendenti dell'aeroporto di Linate. Poi è salito sulla Papamobile assieme all' Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, e a bordo della vettura ha salutato con la mano i fedeli radunati a bordo pista, alcuni dei quali hanno gridato "Viva il Papa" sventolando le bandane della settima Giornata Mondiale della Famiglia.
L'applauso nella Piazza Duomo gremita di fedeli - Papa Benedetto XVI è stato poi accolto in piazza Duomo da un lunghissimo applauso delle migliaia di fedeli assiepati ad aspettarlo. Il Papa ha salutato tutti con la mano dalla Papamobile facendo un giro lungo tutti i lati della piazza. Qualcuno gli ha anche avvicinato il proprio bambino piccolo, a cui il Papa ha dato un bacio. Nel suo percorso lungo i lati della piazza, Benedetto XVI è stato festeggiato da cori da stadio, uno sventolio continuo di bandiere e dalle note della Civica Orchestra di Milano.

Il Pontefice alla Scala - "Su questo concerto, che doveva essere una festa gioiosa in occasione di questo incontro di persone provenienti da quasi tutte le nazioni del mondo, vi è l'ombra del sisma che ha portato grande sofferenza su tanti abitanti del nostro Paese", ha detto Ratzinger dopo aver assistito all'esecuzione della Nona di Beethoven diretta da Daniel Barenboim e dedicata dal sovrintendente Stephane Lissner alle popolazioni terremotate dell'Emilia. Secondo il Pontefice, il messaggio di "solidarietà", "fraternità" e "pace" insito nel capolavoro beethoveniano e nel suo 'Inno alla gioia' è "prezioso anche per la famiglia, perché - ha spiegato - è in famiglia che si sperimenta per la prima volta come la persona umana non sia creata per vivere chiusa in se stessa, ma in relazione con gli altri", ed è "in famiglia che si inizia ad accendere nel cuore la luce della pace perché illumini questo nostro mondo".

Tricolore e il vessillo vaticano sotto la Madonnina -
Sotto la Madonnina, su cui sventolavano insieme il tricolore e il vessillo vaticano, erano decine le bandiere agitate dai fedeli, da quella brasiliana a quella inglese, i cartelli, gli striscioni: "Benedetto chi viene nel nome del Signore", recitava ad esempio uno issato dal gruppo di Comunione e liberazione. Tantissimi i giovani e i giovanissimi: "La scuola nella festa... La magia è questa", si leggeva in un altro striscione sventolato da un gruppo di bambini.
01 giugno 2012
Redazione Tiscali
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