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Recapitate due lettere di minacce contro il premier Monti ed Equitalia. Ma secondo gli investigatori è un falso

Due lettere con minacce ai vertici di Equitalia Sud, firmate Federazione anarchica informale, la stessa sigla che ha rivendicato l'attentato all'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, sono state recapitate ai quotidiani Gazzetta del Sud e Calabria Ora. Nella lettera recapitata ai due quotidiani, il "Nucleo Olga" avvisa la società di riscossione che "sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo di affari e servitore del potere economico". Ma nel mirino c'è anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, "uno dei 7 (obiettivi) rimasti", è scritto. Anche se, a quanto si apprende, tra gli investigatori si sta facendo strada l'ipotesi che si tratti di due falsi. Nelle lettere ci sarebbero infatti diversi elementi che avrebbero fatto sorgere dubbi.
Lettere a due giornali - La prima lettera è stata inviata ieri alla redazione di Reggio Calabria della Gazzetta del Sud, che la pubblica nell'edizione odierna, ed oggi al quotidiano Calabria Ora, a Cosenza. Nel testo è scritto anche che "la riscossione, in Italia, é divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita" e che "ogni altro suicidio che avverrà per tali motivi sarà ritenuto un omicidio di Stato". La missiva del "Nucleo Olga", così denominato in onore di un'anarchica greca, è stata consegnata ai carabinieri di Reggio Calabria che stanno indagando con il coordinamento del procuratore facente funzioni Ottavio Sferlazza. L'altra lettera, identica alla prima, è stata trovata stamani dai redattori di Calabria Ora e successivamente sequestrata dalla Digos.
Le anomalie che non convincono gli investigatori - Nella nuova lettera marchiata Fai viene indicato, come possibile bersaglio, il numero uno di "Equitalia Sud". Secondo gli inquirenti questa minaccia andrebbe a contrasto con quanto riportato sulla prima lettera Fai, quella che rivendicava il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, e che riferiva del disinteresse della “cellula Olga” nei confronti di Equitalia: "potevamo colpire alla ricerca del consenso lì dove il dente duole, per esempio qualche funzionario di Equitalia, ma con questa azione non siamo alla ricerca di consenso". Gli investigatori hanno poi notato che il “logo” della nuova lettera contenga degli errori grossolani. Nel documento inviato in Calabria il cerchio composto dalle frecce si chiude infatti con alcune parole greche: si tratta del simbolo del Fai ellenico e dunque è presumibile che sia stato semplicemente applicato con un “copia e incolla” effettuato al computer.
Minacce a Monti - Una delle lettere contiene anche minacce dirette al presidente Mario Monti, che ancora oggi era tornato a parlare dei numerosi atti intimidatori nei confronti dell'agenzia di riscossione di Inps e Agenzia delle entrate, esprimendo solidarietà nei confronti dei dipendenti che molto spesso diventano vittime delle proteste. "Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti", scrive la Federazione anarchica informale nella lettera recapitata al quotidiano Calabria Ora. Il riferimento ovviamente è a quelle uleriori 7 azioni che, citate nel volantino di rivendicazione dell'attentato all'ad dell'Ansaldo, Adinolfi, il Fai ha promesso di mettere in atto. "Il popolo - si aggiunge nella lettera - non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio".
Solidarietà a Monti - Intanto giungono le dichiarazioni di solidarietà. "A nome mio e dell'Italia dei Valori esprimo solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio, Mario Monti, oggetto di gravi e inaccettabili minacce da parte del Fai. La politica non deve assolutamente abbassare la guardia di fronte ai pericoli del terrorismo", scrive in una nota Antonio di Pietro. Sulla stessa linea il vice-presidente del Senato, Vannino Chiti per il quale "le intimidazioni e la violenza sono inaccettabili, è necessario contrastare con la massima fermezza il ritorno di qualsiasi forma di eversione", dice, esprimendo la sua "piena e convinta solidarietà". Per Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera e presidente Udc, infine, nessuna scusante "di fronte a chi si dà alla violenza e di conseguenza non ha nemmeno diritto di partecipare ad alcun dibattito civile".
16 maggio 2012
Redazione Tiscali
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