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Ultrà ucciso a Pescara, arrestato in un Autogrill l'assassino di Domenico Rigante

La Squadra mobile di Pescara, guidata da Pierfrancesco Muriana, ha arrestato all'autogrill di Francavilla al Mare (Chieti) dell'A14, Massimo Ciarelli, il ventinovenne rom autore dell'omicidio dell'ultrà biancazzurro, Domenico Rigante (24), avvenuto a Pescara martedì scorso. Massimo Ciarelli è stato condotto nella casa circondariale di Vasto. Accompagnato dal suo legale, il rom ha deciso di costituirsi in un autogrill a Francavilla al mare (Chieti) dell'autostrada A14 in direzione Sud dove è stato raggiunto dagli agenti della questura di Pescara. Per motivi di sicurezza si è deciso di trasferirlo nel carcere vastese a disposizione dell'autorità giudiziaria. Al ventinovenne è stato contestato anche il tentato omicidio del gemello della vittima, Antonio Rigante, perché quando il gruppo dei rom ha dato l'assalto ai gemelli, per prima cosa aveva rincorso a pistolettate, in piazza Grue, proprio il fratello della vittima, che è stata uccisa poi in un appartamento nei pressi.
A Pescara si vive un clima di tensione - Clima pesante a Pescara dopo l'assassinio di Domenico Rigante, esponente di primo piano dei Rangers, il gruppo ultras che raccoglie la frangia più estrema della tifoseria locale. Rigante, ucciso con un colpo di pistola che gli ha perforato l'intestino, il diaframma e l'aorta, provocandogli una vasta emorragia interna, prima di morire ha indicato il nome dell’uomo che gli aveva sparato. Ciarelli, appartenente alla folta comunità dei Rom locali, ha numerosi precedenti per droga ed era ricercato dalla sera dell'omicidio, avvenuto il primo maggio. La notte precedente era stato picchiato nel corso di una violenta zuffa ingaggiata con un gruppo di ultrà locali, tra i quali figurava Antonio Rigante, fratello gemello di Domenico e vero obiettivo della spedizione punitiva messa in atto da Ciarelli insieme ad altri sei Rom.
In città è montata un'ondata di odio senza precedenti - Il fatto di sangue ha fatto emergere tensioni striscianti che covavano soprattutto nel quartiere Rancitelli, dove risiedono da decenni numerose famiglie Rom, ormai stanziali, alcune delle quali dedite ad attività criminali, a partire dal traffico di sostanze stupefacenti. In città è montata un'ondata di odio senza precedenti. Nei giorni scorsi sono state gettate due bombe molotov e alcuni sassi contro l'abitazione di Ciarelli, mentre ieri il gruppo dei Rangers ha lanciato un ultimatum al sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, e alle autorità cittadine, attraverso uno striscione e un comunicato durissimo: "C'è un fratello da vendicare, avete cinque giorni per cacciarli dalla città altrimenti faremo a modo nostro". Contestualmente gli ultrà hanno indetto una manifestazione in piazza, per domenica mattina, chiamando a raccolta l'intera cittadinanza contro i Rom.
Il primo cittadino di Pescara ha convocato d'urgenza il Comitato per l'ordine e la sicurezza - Le forze dell'ordine hanno chiesto e ottenuto rinforzi dalle vicine Marche. Un numero straordinario di pattuglie della polizia e dei carabinieri circolano ventiquattro ore su ventiquattro per le strade della città, e nel quartiere Rancitelli, durante la notte, auto e blindati delle forze dell'ordine sostano a protezione degli obiettivi sensibili. Nei bar, per le strade e sul web lievitano i propositi di vendetta che non lasciano presagire nulla di buono. Anche al porto di Pescara, dove la famiglia Rigante era molto conosciuta, in quanto proprietaria di un peschereccio, c'è fermento.
05 maggio 2012
Redazione Tiscali
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