Giuseppe Campaniello si è appena dato fuoco (Ansa) Giuseppe Campaniello si è appena dato fuoco (Ansa) 
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Crisi, le vedove dei lavoratori suicidi: "Erano disperati, non pazzi". Su Martinelli: "Ci dissociamo ma lo capiamo"

 
Due mazzi di fiori lasciati sull'asfalto nel punto esatto dove, lo scorso 28 marzo, Giuseppe Campaniello - artigiano di Ozzano, nel Bolognese - decise di darsi fuoco schiacciato dalla crisi e dalle difficoltà con il Fisco. Intorno, nel parcheggio della Commissione Tributaria regionale, occhi lucidi e bandiere bianche. La voce della moglie, Tiziana Marrone, a ricordare il gesto di un uomo che nella "disperazione più totale, non si è sentito sostenuto". E disperazione, accanto a tristezza e rabbia, se ne è avvertita tanta, nel chilometro scarso che divide il piazzale dell'Ospedale Maggiore e via Nanni Costa, dove ha sede la Commissione, ultima tappa di un corteo dolente, punteggiato di drappi candidi - e proprio per questo ribattezzato la 'marcia delle vedove bianche - a rimarcare, senza simboli politici, la ferita ancora aperta da quelle morti impossibili da accettare.
Le vedove dei suicidi - Ferita, che si legge sui volti di Tiziana Marrone e Lucilla Raffagnini - vedova di Gabriele Croatto, operaio alla Biolchim di Medina, suicida il 17 febbraio 2011 a 56 anni - e negli sguardi di un centinaio tra imprenditori, disoccupati e esodati. Stanchi, delusi, preoccupati. ''Ho quattro figli e sono vedova - racconta appoggiata alla sua bicicletta Maria Grazia Naldi, 67 anni -: ho un figlio che ha un debito di 200.000 euro con Equitalia, ha un'azienda informatica e lavora in tutto il mondo, è sempre fuori e non sa neanche come possa avere qui accumulato tutti questi debiti. Sono preoccupata - ha proseguito - perché dice che si vuole uccidere: non ce la faccio più".
"Disperati non pazzi" - "I nostri mariti - insiste - erano disperati non pazzi. Stiamo parlando di gente che lascia la propria famiglia nella disperazione più totale e non per propria volontà". Con il suo gesto, ha raccontato nel parcheggio della Commissione Tributaria dove l'uomo si è dato fuoco, "Giuseppe ha chiesto che le cose cambino in Italia. Abbiamo bisogno del Governo, di essere tutelati da questo Governo - ha ammonito - non di essere aggrediti con le tasse". Tra drappi bianchi - nessun colore o simbolo della politica ha sventolato fra i cittadini, gli imprenditori e gli esodati presenti al corteo - Tiziana Marrone ringrazia chi è venuto a Bologna e non fa sconti. "L'Italia non vuole fare la fine della Grecia con tanti imprenditori a togliersi la vita: sono troppi i suicidi dall'inizio dell'anno", ben 32. Adesso, come aveva chiesto il marito nella sua lettera d'addio indirizzata alla Agenzia delle Entrate, "lasciatemi in pace e lasciatemi vivere la mia vita - ha scandito - se sono tranquilla io riposa in pace anche lui"
Tra i cartelli di chi non ha più lavoro né pensione - "Gli esodati in lutto chiedono la soluzione del problema", si legge - tanti, i cittadini che commentano amaramente. "Non ce la facciamo più ad arrivare a fine mese: le tasse è giusto che si paghino ma con le dovute maniere", sentenzia pensando ad Equitalia, Salvatore, dipendente di una azienda bolognese, cui fa eco una 49enne felsinea, Simona Angelini, al corteo per manifestare tutta la sua "solidarietà. Sono aiutata ogni tanto dagli assistenti sociali - chiarisce - vado alla Caritas, vado al Banco alimentare. Ho diverse patologie sono sei mesi che sono alla disperazione, con attacchi di panico: ci stanno portando alla disperazione".
"Ci dissociamo da Martinelli" - Parole dure che non lasciano però spazio ad alcuna approvazione per quanto accaduto ieri nella sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. "Mi dissocio - scandisce Tiziana Marrone -: queste cose non si fanno. La disperazione è totale - aggiunge -: non condivido il gesto, ma posso capire lo stato d'animo di queste persone". "Il caso di Bergamo parla da solo - argomenta Elisabetta Bianchi, organizzatrice della marcia - ma ci dissociamo anche perché si rischia di essere sullo stesso livello di quelli che non hanno rapporto con noi", ossia il Fisco ed Equitalia mentre "la gente ha bisogno del rapporto umano che non c'è più".

Vedova incontra presidente commissione tributaria - Al termine della manifestazione la vedova di Giuseppe Campaniello, l'artigiano di Ozzano che lo scorso 28 marzo si è dato fuoco davanti alla sede della commissione tributaria, è salita nell'ufficio del presidente Aldo Scola dove si è soffermata quasi un'ora. "Mi sono informata" sulla situazione pendente all'Agenzia delle entrate lasciata dal marito, "abbiamo bisogno di più tolleranza, ma ci hanno spiegato che parte tutto da Equitalia questo è soltanto un tribunale. Sono voluta venire qui però perché è qui che si è dato fuoco mio marito". Al termine dell'incontro anche il presidente della commissione tributi dell'Emilia Romagna ha illustrato i contenuti dell'incontro. "Abbiamo chiacchierato lungamente nel mio ufficio - ha spiegato ai cronisti - ho colto questa dolorosa occasione per spiegare che i nostri uffici sono tribunali fiscali, noi non abbiamo contatti con Equitalia e l'Agenzia delle entrate, se non in sede di giudizio". Questi uffici, ha aggiunto, "sono sempre aperti per chi vuole fare ricorso. Ho suggerito alla signora di usare gli strumenti che non sempre sono conosciuti ai cittadini, come per esempio la possibilità di rivolgersi al garante del contribuente".
 
04 maggio 2012
Redazione Tiscali
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