I sindaci dei paesi colpiti dall'amianto in aula a Torino (Ansa) I sindaci dei paesi colpiti dall'amianto in aula a Torino (Ansa) 
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Eternit, la Cgil: "Giustizia per le migliaia di morti di amianto". Balduzzi: "Sentenza davvero storica"

"Un processo storico e una sentenza esemplare": così il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, commenta la decisione del tribunale di Torino di condannare a 16 anni di reclusione, nell'ambito del processo Eternit, Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne, gli ultimi due proprietari dell'Eternit in Italia. Scudiere ringrazia "la magistratura che - afferma - con questa sentenza dà giustizia alle migliaia di morti per amianto. L'auspicio è che questa stessa sentenza funga da monito a quanti continuano a ritenere che il nostro Paese può essere competitivo senza garantire la sicurezza ai lavoratori e ai cittadini". Per Scudiere "la sicurezza non può essere più considerata un costo per le imprese ma uno degli elementi fondamentali per renderle avanzate e competitive, altrimenti il rischio per l'Italia è che possa rappresentare l'area europea del lavoro a basso costo e a massimo rischio". Oltre alla magistratura, infine, la Cgil ringrazia "la tenacia con cui - conclude Scudiere - i sindacalisti di Casale Monferrato, i nostri legali e l'associazione vittime amianto hanno negli anni tenuto accesa la richiesta di giustizia per garantire il massimo della sicurezza per il futuro dei loro figli e per il futuro del nostro paese".
Balduzzi: sentenza storica - "E' una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici". E' questa l'opinione del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Sotto il profilo sociale, rileva, "corona una lunga battaglia che ha visto fianco a fianco la Repubblica, nel senso di tutti i livelli istituzionali, e il pluralismo sociale, in particolare forze sindacali e associazionismo dei familiari delle vittime". E' stata, sottolinea Balduzzi, "una battaglia comune, e ad essa si deve l'aver tenuto desto il problema, anche quando sembrava finire sottotraccia". Ma la battaglia contro l'amianto, prosegue il ministro, "non si chiude con una sentenza, sia pure una sentenza esemplare, ma continua nell'attività amministrativa e nell'impegno delle istituzioni e dei cittadini, soprattutto nella consapevolezza da parte di ognuno che non si tratta di una battaglia locale, ma nazionale, anzi mondiale". La sentenza di Torino, conclude Balduzzi, "conferma che l'Italia sta facendo la sua parte".
Cota: giustizia per le famiglie delle vittime - "Sono soddisfatto per questa sentenza che rende giustizia alle famiglie delle vittime e a un intero territorio", dice il presidnete della Regione Piemonte, Roberto Cota. "Ora - aggiunge Cota - occorre lavorare per completare la bonifica delle aree e per la ricerca e la prevenzione. Il mio pensiero - conclude Cota - va a tutti coloro che per molto tempo hanno atteso questo momento".
Il Pd: sentenza che sancisce principi ineludibili - "Da oggi in Italia chi con produzioni nocive mette a repentaglio la salute delle persone e la salvaguardia dell'ambiente non potrà restare impunito", dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che aggiungono: "La sentenza nei confronti dei titolari dell'Eternit accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche ha un valore straordinario, perché viene sancito il principio ineludibile che l'industria è sempre responsabile dei danni ambientali e sanitari che produce. Quella del tribunale di Torino - concludono i senatori del Pd - è una decisione che celebra la memoria dei tanti lavoratori e cittadini che hanno pagato con la sofferenza e la morte la nocività dell'amianto, vittime per troppo a lungo dimenticate".
Diliberto e Ferrero: l'impegno per le vittime deve continuare - Per Oliviero Diliberto invece "la sentenza di oggi è un fondamentale punto di partenza: riconosce finalmente il danno prodotto dall'amianto all'uomo e all'ambiente e dimostra che l'amianto è un'emergenza internazionale. Questo processo - il più grande nel mondo in materia di sicurezza del lavoro - lo dimostra ampiamente", aggiunge il segretario nazionale del PdCI-Federazione della sinistra. Si dice soddisfatto anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, aggiungendo che però bisogna ricordare che "la giustizia arriva a fronte di tanti morti e di tanta sofferenza. Certo il risultato di oggi è importante ma non significa la fine della vicenda: l'impegno per le vittime deve continuare". "La politica - dice Ferrero - ora faccia la sua parte, per tutti coloro che ancora aspettano giustizia, visto che fino ad ora c'é stato un vuoto dell'azione politica. Sul risarcimento alle vittime e alle loro famiglie, in particolare, si aspettano delle risposte e la politica si deve impegnare in questo senso".
Vendola: la battaglia diviene coscienza civile - Per Nichi Vendola "la sentenza ha qualcosa di storico e decisivo, non solo perché si è trattato del più grande processo penale in Italia e nel mondo per le morti d'amianto, ma perché rappresenta finalmente un punto fermo di una battaglia che, iniziata sindacalmente, è divenuta coscienza civile". 
 
 
13 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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