L'ex numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso, L'ex numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso, 
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Emergenza maltempo, Bertolaso interviene sul web: "Senza la Protezione civile più vittime che risparmi"

"Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione civile ci serve". Inizia così, l'intervento che Guido Bertolaso, ex numero uno della Protezione civile, ha pubblicato sul suo sito. "Sono stato tirato in ballo più volte, nei giorni scorsi, - scrive Bertolaso - nel corso di varie polemiche che hanno accompagnato l'ondata di maltempo e la nevicata eccezionale che ha colpito l'Italia e anche la capitale..." la "cui gravità è stata offuscata dalla "diatribe puerili" di chi cerca scuse per giustificare le proprie leggerezze, mentre la gente muore assiderata per le stade perchè nessuno è andata a soccorrerla, un pò come la Concordia. Bertolaso, azzarda anche una previsione: "Dico subito, vediamo se sarò smentito, che le nevicate in arrivo saranno poca cosa rispetto quello appena vissuto da milioni di italiani perchè dopo aver preso sottogamba il momento davvero critico ora sono tutti mobilitati con le catene, i motori accesi, le vanghe e il thè caldo da distribuire".
Un errore commissariare la protezione civile - E' stato un errore "commissariare l`unica struttura capace di coordinare e gestire situazioni di emergenza, sottoponendo ogni decisione al parere preventivo sia del Ministero dell`Economia che della Corte dei Conti. Poi attacca: è stata una doppia operazione politica: "indebolire, colpendo me, il governo per il quale ho lavorato. E fermare una macchina amministrativa in grado di dare risposte reali alla popolazione lavorando duramente anche in condizioni difficili". L'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso sottolinea che "impedirgli di essere tempestivo nel muoversi, produce vittime più che ipotetici risparmi".
La soluzione al problema dell`efficienza e dell`efficacia della Protezione Civile - continua Bertolaso - consiste sopratutto in questa operazione: riconoscere che "ci siamo sbagliati" commissariando la struttura, alla quale va restituita la pienezza della sua responsabilità". "Se non si cambia la legge 10 del 2011, se non si dice chiaro e tondo che commissariare la protezione civile e impedirle di essere tempestiva nel muoversi produce vittime più che ipotetici risparmi, se non si torna ad un sistema che renda possibili decisioni immediate ed adeguate, il problema della protezione civile e del servizio che questa struttura rende al Paese e ai cittadini rimane irrisolto, anche se i grandi eventi saranno gestiti da altri", continua Betolsaso. Il nodo è "rimettere i rischi non solo al centro di una revisione della legislazione sulla Protezione Civile, ma al centro della politica del Paese, sia dal lato delle priorità della spesa pubblica, sia da quello della politica economica".
Bertolaso non crede ad una modifica della norma che definisce "vendicativa". "Personalmente non ci credo - prosegue - perché dovrebbero cambiarla quelli che l`hanno pervicacemente voluta e ottenuta solo quando me ne sono andato e la grottesca vicenda della dichiarazione di emergenza nazionale adottata finalmente dal Governo ieri e non una settimana fa sta lì a dimostrarlo: c`è l`emergenza ma non c`è il commissario con pieni poteri per disporre di mezzi, uomini e soldi come sarebbe stato necessario".
Comuni lasciati solo: c'è l'emergenza ma non il Commissario - I comuni "sono rimasti soli a fronteggiare senza risorse adeguate problemi spesso più grossi di loro" per via del commissariamento della Protezione Civile, spiega Bertolaso definendo una "vicenda grottesca" la dichiarazione dello stato d'emergenza ieri e non una settimana fa. "C'è l'emergenza - conclude - ma non c'è il commissario con pieni poteri per disporre di mezzi, uomini e soldi".

 
10 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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