
Il boss Aquino
Preso a casa sua Rocco Aquino, super-boss della 'Ndrangheta. Gratteri: "Non sono invincibili"
Il boss della 'Ndrangheta Rocco Aquino e' stato arrestato dai carabinieri a Gioiosa Ionica. Aquino era inserito nella lista dei cento latitanti di massima pericolosita'. Al momento dell'irruzione dei carabinieri, Aquino si è arresto senza opporre alcuna resistenza. Le indagini hanno confermato l'usanza dei boss della 'ndrangheta di vivere la latitanza nei propri territori e quando possibile, come nel caso di Aquino, addirittura in casa propria. Consapevole dei controlli delle forze dell'ordine, che hanno già portato alla scoperta di numerosi bunker, il boss aveva pensato di proteggersi facendosi realizzare il rifugio non sottoterra o tra le pareti, come avviene normalmente, ma in alto, nel sottotetto della casa. Una precauzione che però non gli è servita. E' stato sorpreso all'interno di un bunker realizzato nel sottotetto della sua abitazione, a Marina di Gioiosa Ionica, Rocco Aquino, 52 anni detto "il colonnello", il boss della 'ndrangheta arrestato dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria.
Gratteri: "Non sono invincibili". "E' stata una cattura importante quella di Rocco Aquino: sia perche' si tratta del capo dell'omonima cosca, sia perche', nonostante le difficolta', abbiamo dimostrato che la 'ndrangheta non e' invincibile. eliminando qualsiasi forma di mitizzazione del personaggio". Lo ha detto il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale di Reggio Calabria Nicola Gratteri che con il sostituto Maria Luisa Miranda ha coordinato le operazioni della cattura dell'uomo ricercato dallo scorso anno dopo che era sfuggito all'operazione "Crimine" che ha portato all'arresto di oltre trecento persone in tutta Italia. La cattura e' avvenuta dall'azione congiunta dai carabinieri del II Reparto Centrale del Ros, del reparto " Cacciatori" di Vibo Valentia e dai militari del gruppo di Locri. L'arrestato e' ora in viaggio verso Reggio Calabria per essere ascoltato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia della citta' dello Stretto.
Aquino è considerato dagli inquirenti uno dei capi della 'ndrangheta reggina. Nel luglio del 2010, Rocco Aquino, che e' stato anche per molti anni presidente della squadra di calcio di Marina di Gioiosa Ionica, era sfuggito alla cattura in quanto destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione Il Crimine. E' stato trovato nascosto dentro un bunker nel sottotetto della sua casa a Marina di Gioiosa Ionica. Per gli investigatori la famiglia Aquino, alleata con i Coluccio, e' direttamente impegnata con i propri uomini a livello internazionale nella gestione del traffico di cocaina. Una delle piu' importanti operazioni che li ha colpiti e' stata quella denominata 'Solare' che nel 2008 ha portato a circa 200 arresti tra l'Europa e il sud America, con il sequestro di 16 tonnellate di cocaina. Nel corso degli anni i Coluccio e gli Aquino hanno accumulato un'impressionante capitale reinvestito in attivita' apparentemente lecite. L'autorita' giudiziaria considera Rocco Aquino come uno dei capi della 'ndrangheta con ruoli apicali e decisionali all'interno della stessa struttura malavitosa
Aquino era latitante dal 13 luglio 2010 quando sfuggi' alla cattura nell'ambito dell'operazione Crimine condotta dalle Dda di Reggio Calabria e Milano contro cosche operanti in Calabria e Lombardia con l'arresto di oltre 300 persone. Rocco Aquino è ritenuto il capo storico della omonima famiglia di 'ndrangheta. Per lui, il procuratore aggiunto della Dda reggina, nel processo in abbreviato a 120 persone, ha chiesto la condanna a 20 anni di reclusione. I particolari dell'arresto saranno resi dai carabinieri in una conferenza stampa in programma domani alle 10 al Comando provinciale ed alla quale parteciperà il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini insieme al pm Maria Luisa Miranda.
10 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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