Costa Concordia: superstite abortisce il bimbo che aspettava e chiede un milione di euro di danni
Una sopravvissuta della crociera sulla nave Costa Concordia, in stato di gravidanza, ha dovuto abortire dopo il naufragio e ha avviato una causa di risarcimento con la quale chiede 1 milione di euro di danni alla compagnia. La protagonista della storia è Cristina M., trentenne milanese, impiegata in una azienda privata capitolina da qualche mese, al quinto mese di gravidanza, aveva deciso di fare la crociera con il compagno Augusto, commercialista romano quarantenne. Entrambi sono scampati al naufragio nella terribile notte del Giglio. La giovane donna ha contattato i legali di famiglia, Avv.Cristiano D'Aveta, Marco Angelozzi e Giacinto Canzona , raccontando l'accaduto e dando mandato agli stessi di richiedere alla Costa Crociere il risarcimento dei danni morali, materiali e biologici subiti per un ammontare di circa un milione di euro. I legali che chiederanno alla Compagnia di navigazione il risarcimento di tutti i danni tramite una class action.
Operazioni sospese per via del vento - E' uscito il sole, ma il forte vento di grecale impedisce ogni attività intorno alla Costa Concordia, naufragata davanti all'isola del Giglio la notte del 13 gennaio. Il mare è agitato, tanto da creare molte difficoltà ai collegamenti di linea. La nave resta stabile e, nonostante le condizioni meteo-marine, fa registrare al comitato tecnico-scientifico impegnato sull'isola solo "piccoli movimenti della base". E' ancora presto per capire quando potranno riprendere le operazioni sui serbatoi, contenenti 2400 tonnellate di combustibile.
Venerdì l’avvocato Bongiorno presenterà la class action - Sarà presentata venerdì alla Procura di Grosseto, in tarda mattinata, l'azione penale collettiva come parte offesa dall'avvocato Giulia Bongiorno, in merito alla naufragio della nave Costa Concordia. Il numero di adesioni è intorno alla cinquantina di persone, diverse delle quali straniere, che si sono già affidate all'avvocato affinché tuteli i loro diritti. Non è ancora chiaro se la class action avrà come riferimenti i soli due attuali indagati, il comandante della nave Francesco Schettino e il primo ufficiale Ciro Ambrosio. Verrebbe valutata infatti l'ipotesi che anche altri possano essere inquadrati come soggetti coinvolti nella vicenda su cui rivalersi.
04 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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