Lusi espulso dal Pd. L'ex tesoriere della Margherita propone un patteggiamento: un anno di pena

Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, indagato per espropriazione indebita ai danni dell'ex partito, è stato escluso dal gruppo del Pd a Palazzo Madama. La decisione, a quanto si apprende da fonti parlamentari, è stata presa all'unanimità dall'ufficio di presidenza del gruppo. In precedenza l'uomo aveva cercato una via d'uscita dalla sua pesante situazione proponendo un patteggiamento e una restituzione parziale delle somme fatte sparire.
I conti fatti dagli uomini della Guardia di Finanza dicono che la somma dei trasferimenti effettuati in tre anni dal conto corrente intestato a Democrazia e libertà a conti a lui riferibili ammonta a 12 milioni e 961 mila euro. Lusi dice di voler patteggiare la pena, ma di quei soldi vorrebbe restituirne – in realtà – meno della metà. La proposta di fidejussione già depositata copre infatti appena 5 milioni di euro. La differenza, secondo, l’ex tesoriere della Margherita ed ex senatore del Pd, sarebbe servita a pagare le tasse. La sua versione, tuttavia, non è apparsa convincente e gli inquirenti sembrano intenzionati a vederci più chiaro. Vogliono sicuramente capire come sia riuscito a sfuggire ai controlli tenendo per sé quei soldi provenienti da rimborsi elettorali e da trasferimenti del Partito democratico effettuati dopo la fusione. Soldi che, in definitiva, sono pubblici.
Il patteggiamento proposto da Lusi significa scontare poco più di un anno di pena. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio però gli inquirenti non ritengono congrua l'entità della proposta. Stante un massimo di tre anni il parlamentare potrebbe cavarsela - si spiega - con una condanna vicina ai due anni con la sospensione condizionale. Lusi, tramite i suoi difensori, ha anche depositato all'attenzione del pm Stefano Pesci e del procuratore aggiunto Alberto Caperna una bozza fideiussoria per 5 milioni di euro. I vertici della Margherita starebbero valutando questa "soluzione finanziaria" della vicenda.
Le indagini, compiuti questi passaggi, saranno concluse", si sottolinea. In base a quanto accertato sinora dagli investigatori nel corso di due anni, Lusi ha fatto 90 bonifici da circa 144mila euro ciascuno. Spostando i soldi prima di tutto sulla TTT srl, società di consulenza a lui riconducibile e che in passato ha lavorato per il partito. E poi spendendoli per acquisti importanti: una casa in via Monserrato, per quasi due milioni di euro. Quote della società Paradiso immobiliare, a sua volta proprietaria della villa del '600 a Genzano, dove Lusi vive. Quindi, soldi a una società di diritto canadese, la Luigia ltd, e a uno studio di architettura, che porta il nome della moglie, e cinque milioni di euro per pagare le tasse su tutte le operazioni eseguite.
L’accusa - Lusi è accusato di appropriazione indebita in relazione a somme distratte da quelle a cui il partito aveva diritto come rimborsi elettorali. I fondi ammonterebbero a 13 milioni di euro. Il parlamentare ha ammesso le proprie responsabilità.
Rutelli: “Siamo incazzati e addolorati” - "Siamo incazzati e addolorati". Così il leader dell'Api, Francesco Rutelli, commenta lapidario la vicenda relativa ai soldi della ex-Margherita che vedono coinvolto il senatore Luigi Lusi. "La Margherita intende recuperare tutto il maltolto" aggiunge Rutelli. Successivamente i vertici della Margherita hanno voluto chiarire che Lusi “si è dimesso il 25 gennaio” e "risulta abbia manifestato ai magistrati inquirenti la volontà di restituire immediatamente alla Margherita una parte importante delle somme di cui si è appropriato depositando una fideiussione".
Bersani: “Se responsabile è prevista la sospensione dal Pd” - "Se emergessero responsabilità individuali il Pd applicherebbe le sue regole, abbiamo organi che possono decidere i provvedimenti del caso", compresa la sospensione. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, risponde così ai cronisti a proposito della vicenda giudiziaria che coinvolge il tesoriere della Margherita e senatore Democratico Luigi Lusi. "Ci sono accertamenti in corso - ha premesso Bersani - noi non sappiamo niente di questa vicenda e aspettiamo di avere chiarezza".
 
01 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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