Tir e taxi bloccano il Paese. Viminale, "non tollereremo blocchi". In Piemonte e Puglia rimossi alcuni presidi

La protesta degli autotrasportatori sta ancora spaccando in due l’Italia. Tuttavia, in Piemonte e Campania migliora la circolazione su alcuni punti della rete viaria interessati dalle manifestazioni che hanno causato code e rallentamenti anche per le autovetture in transito, pur senza particolari turbative o criticità. In Piemonte è stato ripristinato l`accesso all`A4 da Corso Giulio Cesare per tutti i veicoli, precedentemente interdetto a causa dello sciopero. Situazione normalizzata anche sulla Tangenziale Sud di Torino, dove i presidi sono stati rimossi. In Campania va meglio sull`A16 Napoli -Canosa, dove la barriera di Napoli Est risulta quasi sgombera dai manifestanti. Il Centro Viabilità Italia del Ministero dell'Interno segnala ancora qualche disagio.
In Piemonte, sull`A21, è stata disposta l`uscita obbligatoria a Santena in direzione Piacenza in via cautelare per alleggerire il traffico diretto alla Barriera di Villanova d`Asti dove al momento si registrano 3 km di coda. Per lo stesso motivo è stato chiuso in entrata in autostrada lo svincolo di Villanova in direzione Piacenza.
Code persistono in uscita sull'A7 Milano - Genova, allo svincolo di Serravalle Scrivia. In Campania sull`A30 Caserta-Salerno permangono le code alla barriera di Mercato San Severino in entrambe le direzioni. Sull`A1 ancora disagi alla barriera di Napoli Nord, in entrambe le direzioni.
In Puglia sull`A14, nel tratto Foggia - Taranto, continua la chiusura ai soli mezzi pesanti delle entrate di Andria, San Severo e Poggio Imperiale. Nella viabilità di accesso all`A3 si conferma la presenza di mezzi pesanti incolonnati, con conseguenti rallentamenti, sulla viabilità ordinaria di accesso agli svincoli di Eboli, Sicignano, Atena Lucana, Sibari, Tarsia Nord, Cosenza Nord, Lametia Terme, Pizzo Calabro, Sant`Onofrio, Rosarno e Gioia Tauro. Sul versante delle strade statali, sulla SS 652 Fondo Valle Sangro in Abruzzo tra Archi e Val di Sangro e sulla SS231 all`altezza di Asti il traffico è in congestione a causa dei presidi di manifestanti su strada.

Per molti italiani è stata una giornata campale. Il Garante sugli scioperi e ministero di Infrastrutture e Trasporti si sono schierati contro il blocco degli autotrasportatori che oltre a determinare disagi in tutto il Paese causerà anche il fermo della produzione della Grande Punto nello stabilimento Fiat di Melfi (Potenza). "I blocchi causati dalla protesta sono inaccettabili", ha detto Roberto Alesse, presidente dell'Autorità di Garanzia sugli scioperi, annunciando che aprirà "un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini".
Sulla stessa linea il ministero, che ricorda di aver convocato le associazioni dell'Autotrasporto lo scorso 11 gennaio per fare il punto sui problemi e richieste e di aver assunto "concreti impegni, immediatamente attuati". Dunque, aggiunge il dicastero, "non si giustificano le gravi azioni di blocco che tuttora persistono". Critiche allo sciopero sono giunte anche da alcune associazioni del settore. Unatras definisce "inutili e strumentali" le proteste. La Filt Cgil chiede che il governo "intervenga al più presto per ripristinare un clima di regolarità nelle strade italiane". Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha detto che sta monitorizzando “con molta attenzione" la protesta.
La Confederazione italiana agricoltori (Cia), da parte sua, lamenta che "l'espandersi della protesta in tutt'Italia può davvero dare un colpo mortale al settore agricolo, un settore primario". Paolo Uggé, presidente di Conftrasporto, parla di "protesta non in linea con i principi democratici" ed invoca l'intervento delle forze dell'ordine.  Intanto si è spaccato il 'movimento dei forconi'. Martino Morsello, uno dei leader della protesta che ha paralizzato la Sicilia la settimana scorsa, è solo. La sua linea dura per continuare a mantenere alto il livello della protesta in Sicilia non è passata. E' prevalsa la linea di Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata che hanno deciso di attendere cosa avverrà dopo l'incontro previsto mercoledì tra il governatore Lombardo e il premier Monti.
A Napoli sono stati denunciati dalla polizia municipale 441 tassisti per interruzione di pubblico servizio. Gli autisti, nei confronti dei quali è stata presentata una notizia di reato negli uffici della Procura partenopea, sono soprattutto quelli che hanno occupato, dall'11 al 17 gennaio scorso, piazza del Plebiscito per manifestare contro le liberalizzazioni del settore volute dal governo Monti. All'identificazione dei manifestanti si è giunti dopo una serie di riscontri effettuati dai vigili urbani. Il monitoraggio dei caschi bianchi era iniziato proprio nei giorni della protesta quando si è cercato di capire se vi fossero gli estremi per denunciare i tassisti. A quel punto sono scattati una serie di controlli incrociati partendo dalle vetture che erano in piazza con i dati di coloro i quali dovevano invece essere in servizio, verificando anche le sostituzioni e i cambi turno.
 
23 gennaio 2012
Redazione Tiscali
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