Scontri a Roma, polizia a caccia dei violenti. Maroni vuole pene più severe, Finocchiaro: "Basta la legge vigente"

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, martedì riferirà in Senato sugli incidenti avvenuti durante la manifestazione di sabato scorso a Roma ma contemporaneamente annuncerà una proposta per "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Lo ha riferito lo stesso Maroni ai giornalisti. "Domani riferirò in Senato, e devo dire che per una volta sono d'accordo con l'onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani". Il ministro dell'Interno non ha infine voluto rispondere a una domanda sulle polemiche per la sua assenza da Roma sabato durante gli scontri.
La Russa: "Nuove misure anche un decreto" - Dà man forte al collega il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Dobbiamo rendere più facile l'intervento delle forze dell'ordine quando si tratta di separare coloro che manifestano rispettando le regole da coloro che invece approfittano di manifestazioni magari sentendosi ideologicamente contigui per scatenare le violenze. In casi del genere credo che i decreti ci possano anche stare", ha detto La Russa commentando il pacchetto di nuove misure contro i violenti che domani il titolare del Viminale Roberto Maroni annuncerà alla Camera. "Dobbiamo rendere possibile alle forze dell'ordine di intervenire in prevenzione e durante (eventuali scontri, ndr), il come è un dibattito aperto. Vedremo la natura delle proposte di Maroni", ha concluso La Russa.
Finocchiaro: " Legge Reale? Basta applicare le leggi esistenti" - In totale disaccordo coi ministri, Anna Finocchiaro: "Legge Reale bis? Domani ascolteremo il ministro dell'Interno nell'aula di Palazzo Madama, e siamo aperti ovviamente a qualsiasi miglioramento delle leggi esistenti, ma a Maroni dico: ciò che serve davvero è applicare le leggi esistenti, fare più prevenzione ed evitare i tagli alle risorse dedicate alla sicurezza". Per la presidente del gruppo del Pd del Senato vanno "applicate e fatte rispettare le leggi esistenti e promossa quella prevenzione, che forse non è stata fatta e invece andava fatta prima e meglio. Ricordo che nel nostro Paese sono in vigore leggi che certamente forniscono anche adesso gli strumenti adeguati per contrastare atti di violenza come quelli di sabato e perseguire chi li ha commessi". "E non posso non aggiungere, inoltre, che le Forze dell'Ordine andrebbero messe nelle condizioni di operare al meglio, evitando i tagli alle risorse dedicate alla sicurezza che il Governo Berlusconi ha compiuto in questi anni", conclude Finocchiaro.
Gli arrestati rischiano da 3 a 15 - Intanto si apprende che rischiano da 3 a 15 anni di reclusione i 12 manifestanti arrestati sabato scorso a Roma, in flagranza di reato, durante la manifestazione degli indignati. La procura ha chiesto al gip la convalida delle misure, e la custodia in carcere dei 12, di età compresa tra 19 e 30 anni, per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. La Procura di Roma ha contestato ai 12 arrestati anche l'aggravante di "avere operato col volto travisato e in gruppi di più di 5 persone con l'utilizzo di oggetti contundenti e materiali pirotecnici": questo fa salire la pena massima a 15 anni.
Indagini per incendio e devastazione - Incendio e devastazione. Questi i reati rubricati sul fascicolo affidato dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti al pm Francesco Minisci rispetto all'inchiesta sugli scontri della manifestazione degli Indignati. Da una parte gli inquirenti - si sottolinea - si sono dati il compito di "risolvere gli atti urgenti" e quindi di chiedere la convalida dell'arresto dei 12 indagati presi nella giornata di sabato, e poi hanno aperto una inchiesta "complessiva", nella quale vengano raccolti tutti gli accertamenti di polizia giudiziaria che sono stati avviati. "E' stata chiesta una mappatura, di luogo e di tempo - si spiega - e poi si sta lavorando su foto e filmati". All'attenzione del sostituto andranno anche tutti quei fatti segnalati, dal danneggiamento all'aggressione delle troupe tv.
Chiara la premeditazione degli scontri - Per il procuratore aggiunto Pietro Saviotti "alcune condotte sembra siano state pianificate e preparate prima degli scontri". Saviotti si dice certo che "un contesto sostanzialmente pacifico sia stato utilizzato come luogo di mimetizzazione". E ne è un esempio - sempre secondo chi indaga - il fatto che dall'osservazione di alcune riprese televisive, si rileva il comportamento di almeno una decina di persone che dopo aver compiuto una serie di assalti rientrano nell'alveo del corteo e si tolgono caschi, cappucci e felpe nere. In tal senso - si fa notare a piazzale Clodio - nell'atto d'accusa firmato dal pm Marcello Monteleone e dall'aggiunto Saviotti viene contestata l'aggravante che gli indagati abbiano agito in un "contesto idoneo ad ostacolare la pubblica difesa".
Iniziate le perquisizioni - Sei persone che gravitano nell'ambiente anarco-insurrezionalista sono state fermate domenica in Toscana mentre erano di ritorno da Roma, con ogni probabilità dopo aver partecipato alla manifestazione degli "indignati". I sei stavano viaggiando su un furgone dentro al quale è stato trovato, spiegano in questura, "materiale utilizzato durante gli scontri nel corso della manifestazione di sabato". L'operazione è stata condotta da Digos di Firenze e polizia stradale. Sarebbe intanto in corso, su tutto il territorio nazionale, una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'operazione è iniziata all'alba e sarebbe direttamente collegata ai gravi incidenti avvenuti a Roma.
Le indagini - Gli investigatori sono costantemente impegnati nell'analizzare le immagini registrate dalle telecamere per individuare tutti i responsabili dei disordini. Al momento il bilancio dei teppisti fermati o arrestati risulta tuttavia invariato. Tra i 12 arrestati e i 20 fermati con precedenti specifici ci sono un ventunenne anarchico di Lecce, studente a Bologna, fermato sabato dalla Digos in via Merulana; un giovane di 22 anni già denunciato per aver preso parte ad un rave in passato; una ragazza romana di 29 anni, un ragazzo di 21 anni di Brindisi, un catanese di 23 anni. Tra i fermati ci sono tre donne, una è minorenne.
Perquisizioni e controlli della Digos anche ad Ancona - Anche ad Ancona e provincia è scattato un blitz stamattina all'alba di questa mattina, quando decine di uomini della Digos, insieme ai colleghi delle volanti, hanno fatto irruzione in alcune abitazioni di persone che gravitano negli ambienti "antagonisti" della provincia anconetana. Nel corso delle perquisizioni, finalizzate alla ricerca di armi e materie esplodenti, spiega la Digos, è stato rinvenuto e sequestrato "materiale interessante", ora al vaglio degli inquirenti.
17 ottobre 2011
Redazione Tiscali
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