Apre il cantiere Tav, scontri e fumogeni in Val di Susa. Manifestanti in fuga, un'ottantina di feriti

Si è concluso con manifestanti in fuga verso i boschi e circa un'ottantina di feriti, di cui la metà circa fra le forze dell'ordine, il tentativo di bloccare l'avvio dei lavori nel cantiere della Tav di Maddalena di Chiomonte. Un bilancio pesante in una mattina di quasi guerriglia che ha visto lanci di lacrimogeni e fumogeni da una parte e pietre e oggetti dall'altra, scontri tra polizia e manifestanti, in prevalenza cittadini della zona e militanti dei presidi "No Tav". L'obiettivo di impedire l'ingresso delle ruspe (scortate dalle forze dell'ordine) non è stato possibile: i mezzi hanno creato un primo varco in località Centrale della Maddalena, al di sotto di un viadotto della Torino-Bardonecchia. La risposta delle forze dell'ordine è stata massiccia, circa 2000 gli agenti messi in campo. L'attacco ai manifestanti è stato eseguito anche con con gli idranti. Tutto inutile, è stata la sensazione comune, quando a mezza mattina, stando a quanto riferisce la Questura di Torino, è stata consegnata dalle autorità di Polizia alla ditta interessata l'area nei pressi della Maddalena di Chiomonte sulla quale deve essere realizzato il primo cantiere. I lavori della Tav Torino-Lione prendono quindi il via.
Il bilancio dei feriti - E' di un'ottantina, fra feriti lievi e contusi, il bilancio - secondo il 118 - ancora provvisorio, degli incidenti alla Maddalena. Una trentina sono i feriti e i contusi tra le forze dell'ordine; altrettanti tra i No Tav, portati all'ospedale di Susa. Altre venti persone, tra forze dell'ordine e manifestanti, sono state medicate sul posto.
I "No Tav": la guerra continua - "Abbiamo perso un round, non la guerra". E' il commento a caldo, dopo lo sgombero dell'accampamento dei No Tav a Chiomonte, del leader del movimento, Alberto Perino. "Oggi - dice - è andata come si pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell'ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti". "Sono troppo angosciato per parlare. Quando finisce così non si può essere contenti": lo dice il sindaco di Chiomonte (Torino), Renzo Pinard, che guida una maggioranza di centrodestra. "Non poteva che finire così - aggiunge - sarebbe da ipocriti dire una cosa diversa".
Nonostante lo sgombero, intanto, le proteste continuano. Gruppi di attivisti No-Tav hanno bloccato la statale del Monginevro nel centro di Chiomonte. Altri blocchi a macchia di leopardo sono già stati attuati o sono annunciati dagli stessi attivisti nelle prossime ore in Val di Susa ma anche a Torino, su strade e ferrovie. "Ognuno renderà conto delle proprie azioni", è il commento secco del primo cittadino di Chiomonte che intanto, oggi, è stato trattenuto per alcune ore da alcuni No Tav nel suo ufficio.
Il blitz, la resistenza - Il blitz è scattato da più punti, all'alba, subito dopo la chiusura al traffico dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia: le ruspe, scortate da decine di agenti, hanno abbattuto le barricate che i militanti avevano costruito per bloccare i punti di accesso alla Maddalena, in particolare alla Centrale Elettrica e all'altezza della galleria Ramats. C'é stato un fitto lancio di pietre, rami, tronchi di alberi e altri oggetti contro le pale meccaniche e gli agenti, che hanno lanciato decine di lacrimogeni.
La fuga nei boschi - A quel punto i manifestanti sono fuggiti nei boschi, hanno devastato alcune vigne, si sono sistemati nella zona di un'area archeologica per poter continuare a lanciare pietre e altri oggetti da una posizione più favorevole, hanno dato fuoco a balle di paglia e cosparso la strada di chiodi a quattro punte e liquido oleoso. Le ruspe hanno continuato a salire verso la Maddalena; altri lacrimogeni sono stati lanciati verso l'area centrale del presidio No-Tav; i manifestanti sono fuggiti di nuovo e l'area é stata consegnata all'impresa che avvierà i lavori. Fra forze dell'ordine e attiviti No-Tav non ci sono stati contatti diretti, ma 28 agenti sono rimasti feriti (23 sono stati medicati sul posto; cinque sono stati portati in ospedale a Torino), mentre quattro attivisti No-Tav si sono fatti medicare al posto di pronto soccorso allestito alla Maddalena. Molti attivisti sono stati intossicati dal fumo.
Gli enti locali chiedono un tavolo con il governo - La Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone e i Comuni coinvolti dalla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione "chiedono la convocazione urgente di un tavolo politico con il Governo per riprendere corretti rapporti istituzionali". "La necessità di un'azione di forza - afferma la Comunità Montana Valle Susa in una nota - testimonia il fallimento nella gestione politica di questa vicenda".
Scioperi spontanei contro la repressione - L'Unione Sindacale di Base del Piemonte ha proclamato lo sciopero immediato e a tempo indeterminato per tutti i settori di lavoro pubblico e privato per i Comuni della Val di Susa interessati dalla Tav, mentre scioperi spontanei si sono registrati questa mattina in numerose fabbriche della val Susa appartenenti al settore metalmeccanico, a seguito dell'intervento delle forze dell'ordine al presidio della Maddalena.
27 giugno 2011
Redazione Tiscali
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