"I precari non li incontro, sono militanti politici". Quest'esempio di democrazia è una perla, una delle tante, del ministro Gelmini. "Decine di migliaia di questi 'militanti politici' saranno buttati fuori dalla scuola grazie alla riforma del ministro che in molti cominciano a chiamare Attila. Secondo Gelmini i precari sono troppi e non possono essere assorbiti tutti. Certo, quando si tagliano i fondi alla scuola pubblica è proprio così. Ma il ministro sa bene che nessuno ha chiesto l'assunzione immediata e permanente di tutti i precari. Affermando quello, bara, trucca il confronto politico ha commentato nel suo blog Massimo Donadi, esponente Idv.
Ed è proprio l’atteggiamento assunto in queste ore dal ministro all’Istruzione ad irritare i precari della scuola. Le piazze sono calde soprattutto a Milano e Napoli. "Ancora una volta il ministro dimostra di ignorare la realtà della scuola pubblica italiana": è la risposta degli insegnanti precari del Movimento Scuola Precaria e del Presidio permanente precari di Milano alle affermazioni fatte dal ministro all'Istruzione Maria Stella Gelmini alla quale ricordano che le "10 mila assunzioni di quest'anno sono immissioni in ruolo di chi lavora da decenni nella scuola" e, soprattutto, che "a fronte di quasi 30 mila pensionamenti i posti di lavoro tagliati sono 43 mila".
"La spesa per l'istruzione in Italia è la più bassa in Europa in rapporto al Pil - spiegano i precari milanesi, quattro dei quali sono al terzo giorno di sciopero della fame davanti all'Ufficio scolastico regionale -. L'affermazione che il 97% della spesa per l'istruzione è destinato agli stipendi del personale tutt'al più conferma che il governo non è disponibile a investire un solo euro per infrastrutture, innovazione e formazione". Anche sulle assunzioni di quest'anno i precari contestano i numeri forniti dal ministro. "Le cosiddette 10 mila assunzioni non sono altro che immissioni in ruolo di personale che da decenni lavora nella scuola".
Circa 300 tra docenti precari e personale tecnico amministrativo Ata - secondo una stima delle forze dell'ordine - stanno effettuando a Napoli un presidio davanti alla sede della direzione scolastica regionale della Campania, al Ponte della Maddalena. Sul posto sono presenti gli uomini della polizia, coordinati dal vice questore Pasquale Trocino, dirigente del commissariato Vasto Arenaccia. Un tentativo di blocco del traffico è stato evitato, secondo quanto riferiscono fonti delle forze dell'ordine, in seguito ad uno stratagemma adottato dagli agenti sul posto che hanno fatto deviare la circolazione veicolare per evitare la paralisi nella zona. Inoltre, si sottolinea, a Napoli é stata evitata, "grazie alla professionalità degli uomini della Polizia di Stato e senza il ricorso alla forza", l'occupazione dei locali della direzione scolastica. I precari partenopei hanno deciso di attuare un blocco del traffico nella zona. Una ventina di autobus - il cui stazionamento è nei pressi della sede - sono incolonnati, fermi a causa della protesta dei manifestanti. Le auto vengono invece dirottate dalle forze dell'ordine su via Marina. Una precaria è salita sul tetto della direzione e ha fissato ai pennoni una bandiera del coordinamento precari della scuola. Alla protesta partecipano i rappresentanti di diverse sigle sindacali.
Le dichiarazioni del ministro, Maria Stella Gelmini, sull'impossibilità da parte del governo di assorbire 200mila docenti precari della scuola, appaiono per molti versi sconcertanti". Lo dice l'assessore regionale siciliano all'Istruzione e Formazione professionale, Mario Centorrino che continua: "Ignora, innanzi tutto, il conseguente disagio delle famiglie correlato, più che proporzionalmente, all'eliminazione di 200mila docenti. In particolar modo in Sicilia, regione nella quale per insufficienza manifesta di trasferimenti statali di risorse il tempo pieno è un modello assai poco diffuso, la dispersione studentesca è altissima e l'edilizia scolastica mostra limiti evidenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, oltre che di natura funzionale e strutturale".
Proteste eclatanti anche nel Friuli. “E' sempre più dura, la notte è stata fredda, le forze cominciano a venir meno e sono riuscita a dormire solo un paio d'ore, ma non mi muovo da qua, per nessuna ragione al mondo. Da qui mi devono portare via solo in ambulanza": ha spiegato Maria Carmela Salvo, la maestra precaria di 55 anni, che da tre giorni fa lo sciopero della fame e dorme in macchina, in piazza a Maniago (Pordenone). Salvo protesta contro gli effetti della riforma Gelmini che ha ridimensionato il numero degli incarichi annuali, lasciando molti precari, come lei, senza cattedra. "Attorno alle 12 - ha riferito la maestra - verrà un medico per visitarmi. L'obiettivo - ha aggiunto - è di arrivare al 13 settembre, giorno di inizio delle lezioni. Solo allora, se qualche scuola mi chiamerà per supplenze brevi - ha concluso - prenderò l'auto e andrò in classe".
03 settembre 2010
Redazione Tiscali