
Il presidente della Camera Gianfranco Fini
Squadrismo contro Fini, un testimone conferma
E' un militante napoletano del Pdl ad aver denunciato il 'caso' dei pullman organizzati dagli azzurri per andare a contestare il comizio di Gianfranco Fini previsto per domenica prossima alla Festa tricolore di Mirabello: lo ha scovato e intervistato il Secolo d'Italia. Si chiama Vitale Mattera, e racconta: "Ho ricevuto una telefonata da parte di Francesca (Francesca Pascale, modella napoletana e consigliere provinciale per il Pdl, ndr). Mi chiedeva di organizzare un pullman di cinquanta ragazzi per andare a Mirabello domenica.
“Mi sono stupito - racconta - perché pensavo che il pullman fosse per Fini , fosse composto da sostenitori finiani: ma so chge Francesca è berlusconiana doc. Quindi le ho chiesto a cosa servisse il pullman. Mi ha risposto che serviva esattamente per fischiare e contestare Fini nel momento del suo intervento". Nonostante gli annunci di querele dal parte del ministro Michela Brambilla, Mattera conferma la versione dei fatti denunciata ieri dal sito finiano di Generazione Italia: "En passant - afferma - la Pascale ha fatto il nome della Brambilla, ha detto che era la Brambilla che stava organizzando i pullman per Mirabello".
Farefuturo: "Pullman anti-Fini? E' nel Dna del berlusconismo" - "L'idea di organizzare pullman contro chicchessia è figlia di una filosofia politica illiberale, totalitaria, assolutista. E' il frutto avvelenato che fa coerentemente parte del dna politico di chi pensa alla politica come cieca obbedienza a un leader carismatico. Per dirla tutta: i pullman sono, purtroppo, la ciliegina sulla torta rancida di un sistema di potere che si fonda sul 'signorsi'', sul servilismo verso un unico signore e padrone". Così, su Ffwebmgazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi torna sulla denuncia di pullman di contestatori al presidente della Camera organizzati dal Pdl.
"I pullman - afferma Rossi - sono culturalmente complementari ai 'meno male che Silvio c''è, alle campagne di stampa, alle criminalizzazioni dell'avversario. A quello che, giustamente, Gad Lerner definisce 'codice da Feltri'. A quelli che abbiamo già definito su queste pagine 'i bravi di Don Rodrigo': scagnozzi del potere alla ricerca sistematica del dissidente di turno; cacciatori di teste al soldo del potente". I pullman 'anti-Fini', incalza Farefuturo, "sono anche culturalmente coerenti con il populismo sciatto e qualunquista di chi si vuole unico depositario della volontà della gente. Di chi pensa che non possa (non debba?) esistere chi non la pensa come lui, di chi si aspetta solo baciamani e genuflessioni. Di chi caccia il dissidente, di chi lo definisce traditore. La questione - conclude l'articolo - è molto seria perché quei pullman sono parte integrante della loro visione politica. Purtroppo quei pullman non sono l'eccezione, sono la (loro) normalità".
02 settembre 2010
Redazione Tiscali
