Una gigantografia di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la giovane donna condannata a morte in Iran, si staglia sul mercato di San Lorenzo, nel centro storico di Firenze, ben visibile dai tanti turisti che ogni giorno passano all'angolo tra via Ginori e via De' Gori. L'iniziativa è stata voluta dal presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, per dare maggiore visibilità al suo appello, lanciato il 23 agosto, per salvare la vita della donna iraniana condannata alla lapidazione per ''adulterio''. E' questa una delle iniziative prese nel nostro Paese per salvare vita della giovane donna.
L'Italia si mobilita in blocco a favore della giovane iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Dal ministro degli Esteri Franco Frattini ai partiti d'opposizione giunge un appello unanime per il rispetto del diritto fondamentale alla vita dell'iraniana. Una richiesta trasversale, che unisce in un unica voce le parole di protesta che arrivano da Bruxelles, Firenze, Roma. Dove domani, davanti all'ambasciata dell'Iran, i Verdi hanno organizzato una manifestazione di protesta a cui aderiranno anche Pd, Idv e Psi. Intanto su Largo Chigi, in pieno centro a Roma, si staglia una gigantografia di Sakineh che, grazie a un'iniziativa congiunta Frattini-Carfagna è stata esposta sulla facciata del ministero delle Pari Opportunità.
"Un'azione senza precedenti per mobilitare le coscienze e contribuire a salvarla da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione", hanno sottolineato in una nota i due ministri. Anche a Firenze, su Palazzo Medici, il presidente della Provincia Andrea Barducci ha fatto esporre il volto dell'iraniana per ricordare ai migliaia di turisti il triste destino a cui sta andando incontro. E, da domani, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha disposto che anche in Piazza del Campidoglio sia affissa un'immagine di Sakineh, a testimonianza della "sensibilità" della capitale per la vicenda.
La mobilitazione ha incassato il plauso del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che in una nota ha osservato quanto sia "assurdo che nel 2010 una donna rischi la lapidazione per adulterio in un paese evoluto come l'Iran". Mentre il ministro della Gioventù Giorgia Meloni esprime la sua vicinanza alla condannata. E domani, alle 17.30, davanti all'ambasciata iraniana a Roma, una protesta dei verdi "farà sentire la sua voce contro la violazione sistematica dei diritti umani in Iran". Alla manifestazione, prenderanno parte anche una delegazione del Pd, un'altra del Psi e l'Idv che, attraverso il senatore Stefano Pedica ha evidenziato come sia "inaccettabile che in un mondo globalizzato le donne vengano mandate a morire nel modo più cruento da parte di governi che non ammettono alcun tipo di libertà civile e politica".
E sempre oggi, a Torino durante la festa nazionale dei Democratici sarà osservato un minuto di silenzio in onore dell'iraniana. Margherita Boniver (Pdl), presidente del Comitato Schengen chiede "maggiore pressione" sull'Iran, ricordando che "non basta indignarsi, bisogna mobilitarsi" e definendo "raccapriccianti le accuse del regime iraniano a Carla Bruni". Fiamma Nirenstein, invece, reputa "paradossale" il fatto che l'Iran "lapidi le sue donne e al contempo sieda nella Commissione dell'Onu per la Condizione femminile" e rivolge il suo appello alle Nazioni Unite. Da Bruxelles, anche le parlamentari Ue Erminia Mazzoni e Renata Agelilli (Pdl-Ppe) lanciano la loro protesta chiedendo di rafforzare l'embargo contro Teheran.
Mentre Silvia Costa, Francesca Balzani, Rita Borsellino, Patrizia Toia, Debora Serracchiani della delegazione italiana del PD al Parlamento europeo hanno lanciato l'iniziativa di una fiaccolata - "una luce per la vita di Sakineh" - martedì 7 settembre alle ore 20 nella corte Louise Weiss del PE di Strasburgo. Da Roma, intanto, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini si dice "solidale" alla first Lady francese per le "minacce" ricevute. Infine, il leader storico della comunità gay italiana, Aurelio Mancuso, in una lettera aperta a Frattini chiede di fare pressione per lo stop alla condanna a morte di un giovane gay iraniano, Tabriz Ebrahim Hamidi.
02 settembre 2010
Redazione Tiscali