Afghanistan, dolore e commozione ai funerali dei due militari uccisi. Il pianto del piccolo Marco

Funerali solenni del primo maresciallo Mauro Gigli e del caporal maggior Pierdavide De Cillis, i genieri dell'esercito morti nell'attentato di mercoledì in Afghanistan. Ad accogliere le bare dei due militari, portate a spalla dai commilitoni, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, le piu' alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del Senato, Renato Schifani e quello della Camera Gianfranco Fini. Assente, invece, il premier Silvio Berlusconi che nel pomeriggio si è recato alla Camera ardente al Celio. A rappresentare il governo il sottosegretario Gianni Letta e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Tra i presenti anche il leader del Pd Bersani e quello dell'Udc Casini.
La commozione del piccolo Marco - Quando le bare di Gigli e di De cillis sono state messe ai piedi dell'altare, ricoperte dal tricolore, il piccolo Marco, 7 anni figlio del primo maresciallo, è scoppiato a piangere con la madre che ha tentato di consolarlo. "E' giusto partecipare alle missioni delle Nazioni Unite in aree di crisi" ed è importante farlo con "la professionalità e l'umanità che contraddistinguono le nostre forze armate". Lo ha detto l'ordinario militare monsignor Vincenzo Pelvi durante l'omelia per i funerali dei due militari morti in Afghanistan, sottolineando che non si possono ascoltare quelle "tendenze emotive" generate "esclusivamente da egoismo e disimpegno".
L'omelia - Nel definire la morte degli alpini Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis "improvvisa e umanamente ingiusta" monsignor Pelvi ha sottolineato che "in queste ore qualcuno si è chiesto se abbia ancora senso che i nostri militari restino in quelle terre lontane".
Domande "giustificabili - ha aggiunto - ed è forte la tentazione di considerare non efficaci le missioni internazionali di sicurezza" ma invece non è così perché le missioni all'estero dei nostri militari rappresentano, dice Pelvi, "l'unica via per offrire un futuro sereno all'umanità". "La comunità internazionale, l'Europa e l'Italia - conclude Pelvi - sono tenute a fare la loro parte per promuovere pace, stabilità, disarmo, sviluppo". Rivolgendosi a Mauro e Piedavide, Pelvi ha poi detto che "come i semplici del Vangelo avete trasmesso la linfa della vita, scegliendo di servire l'uomo più debole e bisognoso".
In mattinata l'arrivo Ciampino -  Il C-130 con a bordo le salme dei due militari uccisi, maresciallo Mauro Gigli e del caporalmaggiore capo genio guastatori Pierdavide De Cillis, è atterrato stamani all'aeroporto militare di Ciampino. Ad accompagnare i feretri nel viaggio dall'Afghanistan in Italia, c'erano il generale di corpo d'Armata Giorgio Cornacchione, Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze. Il capo dello stato Giorgio Napolitano ha accolto le salme. Con lui, il ministro della Difesa Ignazio la Russa, i presidenti del Senato Schifani e della Corte costituzionale Francesco Amirante, il Ministro Renato Brunetta, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Non era presente, invece, il presidente della Camera Gianfranco Fini.

30 luglio 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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